Carlo Messina spiega il valore dell'accordo con i sindacati di Intesa Sanpaolo e Ubi

 “L’accordo siglato oggi, dopo un negoziato rapido ed efficace, permette di raggiungere un risultato basato, per entrambe le parti, sulla volontà di tutelare l’occupazione, di favorire lo sviluppo professionale delle persone, di rispettarne le aspirazioni” è il primo commento di Carlo Messina, numero uno di Intesa Sanpaolo al patto firmato con i sindacato. Messina ha aggiunto: “In un quadro generale segnato da una notevole complessità, confermiamo l’assunzione – a tempo indeterminato – di 2.500 giovani. I nuovi ingressi potranno sostenere la crescita del Gruppo e le sue nuove attività; presteremo attenzione particolare al sostegno alle nostre reti territoriali e alle zone svantaggiate del Paese. Il nostro grazie va alle sigle sindacali per il rapporto solido e costruttivo stabilito negli anni: una volta di più ha portato a risultati positivi per l’occupazione e alla conferma dei piani di sviluppo di Intesa Sanpaolo, rafforzati sin da ora dalle competenze e professionalità delle persone provenienti da Ubi, nella prospettiva di un’ulteriore affermazione della propria leadership in Europa”.
L'accordo siglato con le Segreterie nazionali e le delegazioni di Gruppo di Fabi, First Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin, è finalizzato, nel contempo, a un ricambio generazionale senza impatti sociali e a continuare ad assicurare un’alternativa ai possibili percorsi di riconversione/riqualificazione professionale e la valorizzazione delle persone del gruppo Intesa Sanpaolo risultante dall’acquisizione di Ubi Banca perfezionata lo scorso 5 agosto.
L’accordo individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell’obiettivo di almeno 5.000 uscite volontarie entro il 2023, con l’accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà da parte delle persone del Gruppo. Inoltre, entro il 2023 saranno effettuate assunzioni, a tempo indeterminato, nel rapporto di un’assunzione per ogni due uscite volontarie, fino a comunque 2.500 assunzioni, a fronte delle almeno 5.000 uscite volontarie previste, non computando a tal fine le uscite delle persone che saranno trasferite per effetto dei trasferimenti di rami di azienda. Le assunzioni saranno destinate a sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività, avendo attenzione al supporto alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese, anche attraverso la “stabilizzazione” delle persone attualmente in servizio con contratto a tempo determinato.
Il Gruppo prevede che almeno la metà delle assunzioni riguardi le province di insediamento storico di Ubi Banca (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e il Sud Italia. La firma dell’accordo, in largo anticipo rispetto alla scadenza di fine anno originariamente prevista, evidenzia l’efficace progressione del processo di integrazione.
L’accordo prevede in particolare che: l’offerta riguardante le uscite volontarie venga rivolta a tutte le persone delle società italiane del gruppo Intesa Sanpaolo, compresi i dirigenti; possa aderire, secondo modalità comunicate dal Gruppo, chi abbia maturato i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2026, incluse le regole di calcolo cosiddette “Quota 100” e “Opzione donna”; -le persone che, pur avendo aderito all’Accordo Intesa Sanpaolo 29 maggio 2019 o all’Accordo Ubi 14 gennaio 2020, non siano rientrate nelle graduatorie possano presentare domanda di uscita volontaria alle condizioni definite; nel caso in cui le domande di pensionamento o accesso al Fondo di Solidarietà risultassero superiori al numero di 5.000 venga redatta una graduatoria unica a livello di Gruppo sulla base della data di maturazione del diritto alla pensione; nella graduatoria venga data priorità alle persone che hanno in precedenza aderito all’accordo 29 maggio 2019 ex Gruppo Intesa Sanpaolo o all’accordo 14 gennaio 2020 ex Gruppo Ubi e non siano rientrate tra le uscite previste, nonché ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e alle persone disabili con percentuale di invalidità non inferiore al 67%.

Banca d'Italia: Piemonte al secondo posto per crescita dei prestiti bancari a imprese

 Il Piemonte è la regione che ha fatto registrare il secondo maggior incremento dei prestiti bancari alle imprese tra giugno 2019 e lo stesso mese di quest'anno. Il dato emerge dalla nuova pubblicazione della Banca d'Italia sui finanziamenti e la raccolta per regioni. Al Piemonte, infatti, è stata attribuita la crescita dell'8,2% dei prestiti alle imprese nei dodici mesi finiti a giugno, tasso inferiore soltanto al 9,9% del Lazio. Al contrario, il tasso regionale più negativo è stato quello della Valle d'Aosta, dove i prestiti bancari alle aziende non finanziarie e alle famiglie produttive sono diminuiti del 3,8% (in Liguria il calo è stato dello 0,5%).
Al 30 giugno appena passato, dunque, i prestiti delle banche alle imprse sono sono ammontati a 53,003 miliardi in Piemonte, a 14,480 miliardi in Liguria e a 1,423 miliardi in Valle d'Aosta. In quest'ultima regione, alla stessa dataa, i finanziamenti bancari alle famiglie consumatrici sono risultati pari a 953 milioni, mentre erano pari a 41,367 miliardi in Piemonte e a 14,224 miliardi in Liguria. Di conseguenza, il totale dei prestiti bancari a fine giugno, era di 110.430 miliardi in Piemonte, 31,261 miliardi in Liguria e 2,769 miliardi in Valle d'Aosta.
Quanto al credito al consumo, secondo la Banca d'Italia, al 30 giugno in Piemonte ammontava a 10,805 miliardi (8,371 erogati dalle banche e 2,434 dalle finanziarie), in Liguria a 3,446 miliardi (2,245 dalle banche) e in Valle d'Aosta 297 milioni (224 da parte delle banche).

Nel piano Iren investimenti raddoppiati dividendo aumentato dell'8% all'anno

Iren, multiutility che fa capo ai Comuni di Genova e Torino, ha presentato il suo piano industriale 2020-2025, che prevede, fra l'altro, utili netti di gruppo pari a 310 milioni nel 2023 (nel 2019 è stato di 237 milioni) e di 350 milioni nel 2025. In questo piano, Iren conferma la strategia di crescita attraverso l’incremento progressivo degli investimenti (più che raddoppiati rispetto al piano presentato nel 2015) e della marginalità generata con un ebitda atteso a 1,16 miliardi di euro (+240 milioni rispetto al 2019).
Il nuovo piano industriale, in seguito alla forte crescita degli investimenti nel 2020-2021, alle operazioni M&A realizzate nel 2020 e all’impatto del Covid-19, adegua la dividend policy prevedendo 9,5 centesimi per azione sull’utile netto 2020 (+2,7% rispetto all’anno precedente), 10 centesimi per/azione sull’utile netto 2021 (+5,3%) e una crescita del 10% annua dal 2022 in avanti. Nell' arco del piano il cagr (tasso annuo di crescita composto) risulta essere pari a circa l’8%. 
L’obiettivo del Gruppo è quello di espandere alcune attività in nuovi territori a livello nazionale, rafforzare la propria resilienza e diventare operatore leader nella sostenibilità attraverso lo sviluppo della “multicircle economy”, la propria visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse, confermando il forte radicamento nei territori storici di riferimento sia attraverso un costante miglioramento della qualità dei servizi offerti sia come motore propulsivo dell’economia locale.
Il torinese Renato Boero, presidente di Iren, ha dichiarato: “Il Piano Industriale al 2025 testimonia la volontà del Gruppo di proseguire nel percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, più che raddoppiando gli investimenti rispetto al Piano presentato nel 2015, con importanti ricadute sui territori in cui operiamo in termini di creazione di valore e la consapevolezza di poter contribuire in maniera significativa alla fase di rilancio del Paese. Abbiamo l’ambizione di crescere a livello nazionale e vogliamo affermare la leadership di Iren nella sostenibilità. Grande importanza, con 300 milioni di euro di investimenti previsti, riveste il costante processo di innovazione e digitalizzazione portato avanti dal Gruppo che ci ha consentito di affrontare brillantemente le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria in corso e che permetterà di rendere sempre più efficiente l’intera organizzazione fornendo ai cittadini servizi a elevato valore aggiunto grazie ai quali prevediamo una crescita a 2,4 milioni di clienti”.
Il nuovo piano industriale prevede un incremento degli investimenti per un ammontare complessivo pari a circa 3,7 miliardi di euro (+12% rispetto al precedente piano industriale). Il 40% degli investimenti previsti, pari a 1,6 miliardi di euro, sono orientati ai settori regolati al fine di potenziare, ammodernare, digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione in area ligure e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani. Una quota analoga è composta da investimenti di sviluppo destinati a favorire la crescita dimensionale del Gruppo e riguardano prevalentemente il settore ambientale. tramite lo sviluppo di impianti di selezione e trattamento, l’estensione delle reti di teleriscaldamento e i progetti di smart solution e digitalizzazione. Infine il restante 18%, pari a circa 650 milioni di euro, è destinato ad investimenti di mantenimento.
Dal punto di vista della sostenibilità, circa 2,25 miliardi di euro, il 61% degli investimenti complessivi, sono indirizzati a progetti che concorrono al raggiungimento degli impegni presi nei confronti degli Sdgs delle Nazioni Unite e in particolar modo, il 93% di tali investimenti, oltre 2 miliardi di euro, confluiscono nella nuova visione della multicircle economy, includendo le focus area di economia circolare, risorse idriche e città resilienti. Oltre 300 milioni di euro sono destinati a progetti di digitalizzazione di tutte le aree aziendali, volti a rendere più efficiente e snella l’intera organizzazione e fornire servizi a elevato valore aggiunto ai clienti e ai cittadini.
Gli investimenti medi annui previsti dal piano sono pari a circa 600 milioni di euro, superiori nel primo triennio per la presenza del repowering della centrale termoelettrica di Turbigo, della realizzazione degli impianti ambientali e dei progetti di sviluppo digitale. La modularità degli investimenti in sviluppo consentirà al Gruppo di cogliere possibili opportunità di mercato adattando il proprio piano di investimenti.

Daniela Santanchè anticipa 630.000 euro per aiutare la sua Visibilia Editore

Visibilia Editore, società fondata e presieduta dalla cuneese Daniela Garnerò Santanchè, quotata in Borsa, ha chiuso il primo semestre con un valore della produzione pari a 1.965.278 (1.869.579 nello stesso periodo 2019), un ebitda negativo per 258.944 euro (-53.253) e un risultato netto negativo di per 505.754 euro, mentre la perdita era stata di 351.977 nel primo semestre dell'anno scorso. Al 30 giugno l'indebitamento nettp è di 1.746.291 e il patrimonio netto di 1.498.178 euro.
In funzione di questa situazione, l’assemblea degli azionisti, il 16 dicembre scorso, ha conferito in delega al Consiglio di amministrazione per aumentare il capitale sociale a pagamento fino all’importo massimo di 4.800.000, comprensivo di sovrapprezzo, in una o più tranches entro e non oltre il 31 dicembre 2024, da offrire a tutti i soci di Visibilia Editore, che ora pubblica anche Novella 2000.
A fronte di questo aumento di capitale, il socio di maggioranza Visibilia Editore Holding (Daniela Santanchè), con una partecipazione societaria del 18,24%, ha effettuato versamenti infruttiferi per complessivi 630.000 euro, in conto futuro aumento di capitale, a supporto delle esigenze finanziarie della società. Inoltre ulteriori operazioni di rafforzamento del capitale sono in corso nell’esercizio 2020 aventi per oggetto la conversione del prestito obbligazionario sottoscritto della società Negma Group.

Cancro, grazie alla Fondazione piemontese 20 milioni per la ricerca e cure a Candiolo

 In occasione della presentazione del Bilancio sociale e di sostenibilità 2019 della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, presieduta da Allegra Agnelli, il direttore Gianmarco Sala, direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha ricordato che grazie alla generosità dei sostenitori sono stati investiti oltre 20 milioni di euro nella cura e nella ricerca e sono state impostate le basi per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, che nei prossimi anni metterà nuovi spazi di cura e di ricerca a disposizione di pazienti, medici e ricercatori.
Nel 2019, infatti, la Fondazione ha raccolto oltre 33 milioni. Le principali voci di raccolta sono rappresentate dalle donazioni dirette, dal 5x1000, dalle iniziative e da lasciti testamentari (per ogni euro donato oltre 92 centesimi vengono destinati alle attività di ricerca e cura, a conferma di una grande attenzione per i costi). I donatori sono stati 43.220, in crescita del 9% rispetto al 2018. Le firme del 5x1000 a favore della Fondazione sono state 275.000, quasi 10.000 più dell'anno prima. Significativa anche la partecipazione alle oltre 100 iniziative della Fondazione, che hanno coinvolto circa 60.000 persone e il sostegno ricevuto tramite il canale Facebook, attraverso il quale sono giunte quasi 9.000 donazioni.
All’Istituto di Candiolo-Irccs lavorano oltre 350 ricercatori italiani e internazionali, impegnati in 39 fra laboratori e unità di ricerca. Come ha sottolineato il Direttore Scientifico, Anna Sapino, la Fondazione ha finanziato negli anni importanti progetti che hanno consentito alla medicina di fare significativi progressi nella diagnosi e cura dei tumori. Lo dimostrano i 171 lavori pubblicati e la crescita dell’Impact Factor, l’indice che misura le citazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali: nel 2019 le citazioni hanno superato quota 8 mila, contro le 6.500 dell’anno precedente.
Nell’attività di assistenza e cura lavorano a Candiolo oltre 400 persone. In Istituto sono attivi 139 protocolli di studi. I posti letto sono 100. Nel 2019 sono stati ricoverati 8.096 pazienti e sono stati erogati 1,418 milioni di prestazioni ambulatoriali. Candiolo, unico Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) del Piemonte, svolge la sua attività in convenzione con il Ssn ed è inserito nella Rete Oncologica del Piemonte-Valle D’Aosta. Nel corso del 2019 l’Istituto si è caratterizzato per l’avvio di collaborazioni clinico-scientifiche con istituzioni internazionali e nazionali. Sul piano dell’innovazione tecnologica è stata implementata la chirurgia robotica (150 interventi), per la quale si va configurando un’ulteriore valorizzazione grazie alla realizzazione di una sala multimediale con una piattaforma tecnologica che prevede, fra l’altro, la fruibilità in tempo reale delle immagini a ogni utente collegato. Un obiettivo dell’Istituto è l’accreditamento quale centro didattico nazionale e internazionale per la formazione nell’ambito della chirurgia tradizionale e robotica.
 Oltre all’innovazione in campo chirurgico, il 2019 è stato caratterizzato anche dalla partecipazione dell’Istituto alla sfida per la nascita di nuovi modelli di terapia oncologia medica, grazie all’attivazione di protocolli di immunoterapia che stanno ottenendo rilevanti risultati specie nella cura di tumori polmonari, melanomi, neoplasie urologiche.

Coldiretti: in Italia acquisti di riso volano produttori denunciano l'invasione asiatica

 Volano gli acquisti di riso che, nel primo semestre, in Italia hanno fatto registrare un aumento record del 16%, spinti non solo dall’emergenza Covid-19, che ne ha favorito il consumo domestico, ma anche dalla crescente propensione ai cibi considerati più salutari. Il dato è stato reso noto in occasione dell’inizio delle prime trebbiature del riso, il cereale più utilizzato al mondo e oggetto di una vera e propria guerra commerciale all’inizio della pandemia, con accaparramenti, controlli sui raccolti e limiti alle esportazioni da parte dei principali Paesi produttori per garantire le forniture alimentari ai propri cittadini.
L’Italia è il primo produttore europeo di riso, con 228 mila ettari coltivati quest’anno e 4 mila aziende agricole che raccolgono 1,50 milioni di tonnellate di risone all’anno, pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue e con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo. Quasi l’80% delle risaie è concentrato in tre province: Vercelli, Novara e Pavia; ma coltivazione di riso si trovano anche in Veneto, Emilia, Toscana, Sicilia e Sardegna.
Dalle risaie Made in Italy – ricorda Coldiretti – nascono opportunità di lavoro per oltre diecimila famiglie, tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera, senza dimenticare lo straordinario impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sulla biodiversità, con 200 varietà, iscritte nel registro nazionale: dal vero Carnaroli, con elevati contenuto di amido e consistenza, spesso chiamato “re dei risi”, all’Arborio dai chicchi grandi e perlati che aumentano di volume durante la cottura, fino al Vialone Nano, il primo riso ad avere in Europa il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta, passando per il Roma e il Baldo che hanno fatto la storia della risicoltura italiana.
A preoccupare, però – sottolinea Coldiretti – è il boom di arrivi di prodotto dai Paesi asiatici, con una vera e propria invasione che ha saturato il mercato facendo concorrenza sleale ai coltivatori Made in Italy. Lo dimostra il caso del Myanmar (la ex Birmania) che, nei primi sei mesi, ha aumentato del 44% le esportazioni di riso di varietà Japonica in Italia e continua a godere delle esenzioni tariffarie, sospese invece, per la varietà Indica con la decisione di applicare la clausola di salvaguardia. Ma anche le importazioni dal Vietnam sono cresciute del 17% e sono destinate ad aumentare ulteriormente grazie all’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio con la Ue che comporta l’ingresso di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico a dazio zero.
Nell’ambito dei negoziati internazionali per gli accordi di libero scambio – sostiene la Coldiretti – il riso deve essere considerato un prodotto “sensibile” dalla Commissione Ue, evitando nuove concessioni all’import e rendendo obbligatoria a livello europeo in etichetta l’indicazione del Paese di origine in modo da indirizzare gli investimenti dei fondi comunitari per la promozione solo verso il riso coltivato nell’Unione.

Ki Group perde 0,8 milioni nel semestre

Ki Group Holding, società quotata e attiva, per il tramite delle proprie controllate, nel settore della distribuzione all’ingrosso, commercializzazione e produzione di prodotti biologici e naturali, nel primo semestre ha registrato ricavi pari a 6,4 milioni rispetto (15,7 milioni del primo semestre 2019), un margine operativo lordo negativo di un milione (negativo per 0,1 milioni dei primi sei mesi dell'anno scorso) e un risultato netto in perdita per 0,8 milioni rispetto alla perdita di 0,9 nello stesso periodo precedente.

Intesa Sanpaolo: in 6 mesi finanziamenti ad alto impatto sociale per 18 miliardi

Intesa Sanpaolo ha pubblicato la Relazione consolidata non finanziaria al 30 giugno 2020, rendicontazione semestrale strutturata e organica che presenta, attraverso un set di indicatori quantitativi, un monitoraggio puntuale di progetti e iniziative in ambito Esg (environmental, social, governance) realizzati dal Gruppo nel primo semestre. Il documento rendiconta, inoltre, i progressi compiuti nell’ambito degli impegni di sostenibilità assunti dal Gruppo, che ha la Fondazione Compagnia di San Paolo come principale azionista, a partire dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Sdgs). Intesa Sanpaolo pubblica la Relazione semestrale a titolo volontario, tra i pochi istituti finanziari a farlo a livello internazionale, con l’obiettivo di rendere conto tempestivamente dei risultati raggiunti in corso d’anno, a tutti gli stakeholder e al mercato.
Tra i risultati conseguiti nel primo semestre 2020, caratterizzato dalla crisi legata alla diffusione della pandemia da Covid-19, Intesa Sanpaolo evidenzia, innanzi tutto, il nuovo credito a medio-lungo termine per circa 40 miliardi - in crescita rispetto ai 26 miliardi di euro del primo semestre 2019 - di cui oltre 18 miliardi come finanziamenti ad alto impatto sociale (46% del totale), circa 16,5 dei quali a sostegno del sistema produttivo durante l’emergenza sanitaria. Poi indica in oltre il 25% la quota di mercato complessiva negli investimenti sostenibili in Italia e una raccolta netta nel semestre superiore a 2 miliardi di euro.
Intesa Sanpaolo, inoltre, ricorda: il contributo monetario di oltre 135 milioni alla comunità, valore in forte incremento rispetto ai 29 milioni di euro del primo semestre 2019 e che annovera, tra gli interventi di maggior rilievo, i 100 milioni di euro donati a supporto del Servizio Sanitario Nazionale; la riduzione del 16,5% delle emissioni di CO2 per effetto della prosecuzione degli interventi di efficientamento energetico pianificati e del minore utilizzo degli immobili; infine, le circa 60.000 persone del Gruppo in smart working per garantire condizioni di lavoro in sicurezza e 6 milioni di ore di formazione erogate.

Banca Carige, perdita di altri 97,8 milioni

 Il Consiglio di amministrazione di Banca Carige, presieduto da Vincenzo Calandra Buonaura, ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2020. La gestione ordinaria del Cda nominato il 31 gennaio 2020, ultimo giorno del commissariamento disposto dalla Bce il 2 gennaio 2019, abbraccia 5 mesi, dal primo di febbraio alla fine di giugno, quando alla prevedibile delicatezza del riavvio dell’operatività del gruppo, si sono aggiunte le evidenti criticità derivanti dal contesto pandemico, riverberatesi sull’economia reale e di riflesso sui conti economici, in termini di minori ricavi e maggiori svalutazioni sui crediti.
Banca Carige, 438 sportelli e 3.637 dipendenti, ha chiuso la prima parte dell'esercizio con la perdita netta di 97,8 milioni di euro, margine operativo lordo negativo di 11,9 milioni (i proventi operativi sono stati pari a 148,7 milioni a fronte di oneri operativi per 160,6), raccolta diretta di 12,5 milioni, raccolta indiretta di 11,3 milioni, crediti lordi verso la clientela pari a 12,1 milioni e Cet1 dell'11,8%.
“Banca Carige – riporta un suo comunicato - affronta la crisi Covid-19 con un profilo di rischio estremamente basso potendo contare su un Npe ratio (incidenza del credito deteriorato sul portafoglio crediti) fra i migliori del Sistema in Italia e in media con quelli europei, una qualità del portafoglio crediti performing molto elevata e ratio patrimoniali conformi alle prescrizioni e alle flessibilità concesse dalla Vigilanza, di cui intende avvalersi per realizzare il pieno rilancio operativo e commerciale, pur stimando un probabile allungamento dei tempi di recupero del breakeven”.
Francesco Guido, amministratore delegato di Banca Carige afferma: “I primi cinque mesi dopo il ritorno alla gestione ordinaria ci consegnano il quadro di una Banca con uno dei profili di rischio più bassi in Italia, snella e asciutta, e che, in piena emergenza Covid-19, ha saputo comunque intraprendere la strada del rilancio commerciale raggiungendo alcuni risultati da record. Sono certo che gli investimenti di potenziamento già avviati consentiranno ulteriori accelerazioni. Carige sa come affrontare le tempeste ed è a ogni singolo collega che va il mio forte ringraziamento per la professionalità e la dedizione dimostrate per superare anche questa avversità” .

La scelta rivoluzionaria delle Ogr di Torino alle mostre ingresso gratuito per sempre

 Nel segno della contaminazione tra arte, scienza e tecnologia, le attività culturali tornano a essere protagoniste dell’area Cult delle Ogr - Officine Grandi Riparazioni di Torino, che tagliano il traguardo dei primi tre anni di attività con una scelta rivoluzionaria: l’ingresso gratuito, per sempre, a tutte le mostre delle Ogr, a partire da sabato 10 ottobre, per avvicinare all’arte contemporanea nuovi e più ampi pubblici.
Altra novità: nel weekend del 10 e 11 ottobre (dalle ore 10 alle 20) le Ogr lanciano Continuum, un grande evento, aperto a tutti, che guarda al futuro in continuità con la mission delle rinate Ogr, trasformate da Fondazione Crt in Officine di produzione e sperimentazione di creatività e innovazione. Il ricco programma di appuntamenti, dal vivo e in streaming, propone arte, musica, performance, visite guidate, incontri, attività didattiche e l’inaugurazione della mostra Unseen Stars di Trevor Paglen, curata da Ilaria Bonacossa con Valentina Lacinio: una serie di satelliti, realizzati in collaborazione con gli ingegneri aerospaziali della Nasa, saranno esposti nel Binario 1 delle Ogr Cult fino al 10 gennaio 2021.
Nuove partnership internazionali caratterizzeranno la ripartenza autunnale delle Officine. La collaborazione virtuosa delle Ogr con il British Council, nell’ambito di UK-Italy Season 2020, creerà e consoliderà le relazioni tra le istituzioni culturali di entrambi i Paesi attorno al tema Being Present dell’edizione 2020. Il ponte digital tra due spazi polivalenti ex industriali come le Ogr Cult di Torino e Tramway di Glasgow, entrambi focalizzati sulle arti visive e performative, proietterà una selezione di video in contemporanea tra le due città gemellate.
E ancora: per la prima volta in Italia, approda nel Duomo delle Ogr la video installazione Dear, Can I Give You a Hand? dell’artista Wong Ping che, dall’underground di Hong Kong, ha raggiunto istituzioni e musei di eccellenza mondiale come il Guggenheim e il New Museum di New York. Le arti performative saranno protagoniste alle Officine grazie alla presenza della coreografa scozzese Colette Sadler; mentre la musica torna in scena con il progetto OGR SoundSystem, nato dalla collaborazione tra le Ogr Torino e Club To Club Festival.
Domenica 11 ottobre, nuovo appuntamento con le Domeniche in Festa, organizzate da ZonArte, il network dei Dipartimenti Educativi di musei e fondazioni torinesi sostenuto da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt. Sempre domenica, nel pomeriggio, si incontreranno per la prima volta dal vivo alle Ogr i protagonisti del progetto “Talenti per la Scuola”, avviato dall’associazione Asai e da Fondazione Crt durante il lockdown, quando oltre 50 giovani laureati – beneficiari in passato di borse di studio e corsi di alta formazione della Fondazione Crt – supportarono nella didattica a distanza circa 200 insegnanti e studenti delle scuole torinesi della rete di Asai.
Anche il sito web www.ogrtorino.it si rinnova, per un’esperienza di visita più coinvolgente, interattiva e “futuristica”, come il tour 3D delle antiche Officine dei treni e la riproduzione in Realtà Aumentata delle Ogr su mobile. Due strumenti innovativi realizzati da due start up del territorio - Mixed Bag e 3X1010 - con sede alle Ogr Tech. A livello di contenuti, è stata introdotta on line un’area interamente dedicata all'offerta didattica per le scuole, a cura del Dipartimento Educazione delle Ogr.
Con l’Aula Didattica (all’interno della “superfetazione” verde nella Corte Est), le Ogr inaugurano un nuovo spazio per la formazione. Dal 14 ottobre, alle ore 18, inizieranno con cadenza mensile “I Mercoledì delle Officine”, incontri gratuiti in presenza e in streaming interattivo con i giovani imprenditori ex Talenti della Fondazione Crt, che metteranno a disposizione del territorio le proprie competenze. Una reinterpretazione in chiave contemporanea dei dibattiti organizzati ogni mercoledì sera dagli operai delle antiche Officine dei treni. Prenotazioni via mail su prenotazioni@ogrtorino.it.
Inizia una nuova fase delle Ogr, come spazio officina in cui prendono vita progetti che intersecano arte, scienza, tecnologia e creano valore per la collettività: una traiettoria evolutiva coerente con una delle priorità nell’agenda dell’Unione europea, per ripensare e costruire il futuro delle città e del pianeta nel segno della sostenibilità sociale e ambientale” ha dichiarato Massimo Lapucci, direttore generale delle Ogr e Segretario generale della Fondazione Crt. E ha aggiunto: “Ripartiamo con coraggio e responsabilmente con un evento aperto a tutti, ‘Continuum’, paradigma del percorso di sperimentazione culturale iniziato mille giorni fa alle Ogr, il cui Dna include tre elementi fondanti: inclusione, internazionalità, innovazione”.
Fulvio Gianari, presidente delle Ogr, ha detto: “In un momento di forte ripensamento sociale, in occasione del loro terzo compleanno, le Ogr rafforzano l'impegno nei confronti della cultura e ribadiscono la propria connotazione di polo culturale inclusivo scegliendo e annunciando, a partire dal lungo weekend del 10 ottobre e per sempre, la gratuità delle mostre. Un atto dal forte valore sociale, pensato per avvicinare pubblici diversi al mondo dell’arte”.

Ecco il primo Cda di Stellantis (Fca-Psa)

 Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot (Grouppo Psa) hanno annunciato la composizione del Consiglio di amministrazione di Stellantis, la nuova società risultante dalla fusione dei loro rispettivi business. Come previsto nel combination agreement, annunciato il 18 dicembre 2019, il Consiglio di amministrazione di Stellantis sarà composto da 11 membri, con la maggioranza degli amministratori non esecutivi che saranno indipendenti. “Gli amministratori indipendenti hanno background professionali differenti e portano significative prospettive ed esperienze di rilevanza per l’azienda, in linea con lo spirito dinamico e innovativo che caratterizza la creazione di questo nuovo gruppo – viene spiegato nel comunicato congiunto Fca-Psa - Gli amministratori indipendenti supporteranno Stellantis nel valorizzare appieno i suoi punti di forza e competenze distintive in una nuova era della mobilità, con l’obiettivo di creare valore superiore per tutti gli stakeholder”.
Fca e il suo azionista di riferimento Exor hanno nominato cinque membri (tra cui John Elkann in qualità di presidente), Psa e due dei suoi azionisti di riferimento -Epf/Ffp e Bpifrance - hanno nominato cinque membri (tra cui l’amministratore senior indipendente e il vice presidente). Anche Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, sarà membro del Consiglio di amministrazione.
Il Consiglio di amministrazione di Stellantis sarà composto dai seguenti membri, previa approvazione in sede di assemblea degli azionisti: John Elkann (presidente) Robert Peugeot (vice presidente), Henri de Castries (amministratore senior indipendente), Andrea Agnelli amministratore non esecutivo come Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere,Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry, Kevin Scott e Carlos Tavares, amministratore delegato). Il completamento della combinazione proposta dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre 2021, soggetto alle condizioni di closing precedentemente concordate previste nel combination agreement.

Intanto, Fca ha raggiunto un accordo con la Sec, la Consob statunitense, che chiude l’inchiesta dell'Autorithy americana in merito a talune disclosures in materia di emissioni che Fca fece a inizio 2016. L’intesa contempla un pagamento 9,5 milioni di dollari Usa da parte di Fca.  

La Fondazione Crc vara la Città dei talenti dedicata a bambini e ragazzi del Cuneese

È stata inaugurata a Cuneo, nell’edificio di Rondò Garibaldi (ex sede di Ubi Banca), la Città dei Talenti, progetto ideato da Fondazione Crc e selezionato e cofinanziato, insieme a Impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’ente capofila è la cooperativa sociale Orso, con un ampio coinvolgimento di partner attivi in ambito educativo: cooperative, agenzie formative, associazioni di categoria, Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Territoriale e Fondazione Zancan.
L’iniziativa, frutto di un percorso di co-progettazione vede il suo cuore pulsante nella realizzazione della Città dei Talenti, uno spazio fisico a Cuneo, in via Luigi Gallo 1, pensato e strutturato a misura di bambini e ragazzi nella fascia d’età 7-13 anni: l’obiettivo è offrire loro un punto di riferimento per ampliare l’esplorazione di sé, la scoperta dei propri talenti, guardando al futuro con maggiore consapevolezza e serenità, attraverso un percorso di allenamento alle scelte. All’interno della Città i bambini hanno la possibilità, attraverso giochi digitali e analogici, di esplorare i loro interessi, abilità e talenti.
La visita, aperta a scuole, famiglie e gruppi, propone un percorso in diverse tappe: la Bottega delle professioni, in cui ogni visitatore può esplorare in maniera approfondita differenti professioni, scoprendo quali strumenti utilizza, che lavoro svolge e quali le particolarità; il Centro Città, nel quale attraverso giochi informatici e pratici, bambini e ragazzi possono esplorare le loro aree di interesse e le loro abilità prevalenti. Grazie alla visita della Città dei Talenti, ogni bambino avrà la possibilità di sperimentare un metodo che potrà riutilizzare nella sua vita, continuando a confrontarsi con genitori, insegnanti e orientatori e a scoprire e sperimentare le sue capacità. La visita della Città può essere preceduta o seguita da specifiche azioni e percorsi orientativi sul territorio, rivolti agli stessi bambini e ragazzi, ai loro genitori e/o insegnanti.
A fianco dello spazio fisico della Città dei talenti – che ospita il percorso dei talenti, il Centro risorse, appuntamenti seminariali e attività laboratoriali, incontri formativi e informativi – il progetto ha visto di specifiche azioni e percorsi orientativi sul territorio. In particolare, il progetto lavorerà su due altri assi: attività e percorsi territoriali di orientamento precoce, rivolti a bambini e ragazzi, ai loro genitori e agli insegnanti, che verranno promossi nei 4 quadranti della Provincia di Cuneo: Alba/Bra, Cuneo, CebanoMonregalese e Monviso (Fossano, Saluzzo e Savigliano); un corso di Alta Formazione sulle tecniche di orientamento precoce rivolto a operatori, orientatori e insegnanti.
“Con l’inaugurazione della Città dei Talenti trova compimento il grande investimento realizzato negli ultimi anni dalla Fondazione Crc sull’orientamento e sulla lotta alla dispersione scolastica, campi strategici per il futuro della nostra provincia” ha commenta il presidente della Fondazione Crc, Giandomenico Genta, aggiungendo che “un progetto che mette al centro bambini e ragazzi e ha trovato “casa” in un posto significativo, un edificio che la Fondazione ha acquistato nel 2019 e sul quale è in corso un ampio lavoro di ristrutturazione e recupero. Un edificio che sarà presto un nuovo biglietto da visita per la città in una delle principali porte di accesso al centro di Cuneo”.

Prototipo Politecnico di Torino migliora gli impianti per dissalare l'acqua del mare

 Il tallone d'Achille delle tecnologie per la dissalazione delle acque è rappresentato dalla cristallizzazione di particelle di sale all’interno dei vari componenti del dispositivo. Questo fenomeno di intasamento provoca una riduzione delle prestazioni nel tempo, limitando quindi la durabilità di tali tecnologie. Affrontare questo problema è importante per assicurare una produzione costante di acqua distillata nel tempo. Recentemente, sono stati proposti materiali nanostrutturati innovativi con proprietà anti-intasamento in grado di limitare l'accumulo di sale. Tuttavia, l'elevato costo di questi materiali rende difficile una produzione su larga scala di prototipi commerciali.
Partendo da questo problema, una squadra di ingegneri del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino (Small), in collaborazione con il Mit-Massachusetts Institute of Technology di Boston, ha studiato a fondo i meccanismi alla base del trasporto delle particelle di sale nei dissalatori, notando un’incongruenza tra le osservazioni sperimentali e le previsioni dei modelli teorici classici. In particolare, gli ingegneri del Politecnico di Torino, dopo più di due anni di ricerche su simulazioni numeriche e attività di laboratorio finanziate dalla Compagnia di San Paolo (progetto Mitor) e dal CleanWaterCenter (Cwc), hanno dimostrato che questa enorme differenza nel meccanismo di trasporto del sale è da imputare al cosiddetto effetto Marangoni. A quest’ultimo, studiato per la prima volta in questo campo di ricerca, è stato quindi attribuito un ruolo chiave nel processo di evacuazione del sale che avviene nelle tecnologie di dissalazione passive.
Sulla base di questa scoperta, i ricercatori del Politenico di Torino (Matteo Morciano, Matteo Fasano, Eliodoro Chiavazzo e Pietro Asinari, che ricopre anche il ruolo di Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRiM) e del Mit (Svetlana V. Boriskina) hanno realizzato un prototipo in grado di dissalare l’acqua di mare in maniera sostenibile e rimuovere spontaneamente il sale accumulato durante il funzionamento.
Nella versione attuale e considerando una superficie per l’assorbimento di energia solare di circa un metro quadro, il dissalatore è in grado di fornire più di 15 litri di acqua al giorno. Inoltre, grazie all’effetto Marangoni, il processo di rimozione del sale risulta essere fino a 100 volte più veloce rispetto alle predizioni basate sulla diffusione spontanea, favorendo così un rapido ripristino delle proprietà dei componenti.
I risultati di questa ricerca, pubblicati sulla prestigiosa rivista Energy and Environmental Science, possono avere importanti implicazioni nella progettazione di una nuova generazione di materiali e dispositivi per la dissalazione, permettendo loro di ‘auto pulirsi’ spontaneamente dal sale accumulato e garantendo prestazioni stabili e durature. Ulteriori ricerche sono attualmente in corso presso il centro interdipartimentale CleanWaterCenter del Politecnico di Torino, con lo scopo di rendere industrializzabile e più versatile il prototipo.

Sella Sgr presenta report di impatto 2019 del fondo Investimenti sostenibili

Oltre 21.000 persone che hanno potuto avere accesso a cure mediche, più di 68.000 pasti forniti, 45.000 MegaWattora di energia generata da fonti rinnovabili, 50.000 litri di acqua risparmiati grazie alla gestione efficiente delle risorse idriche, 688 tonnellate di rifiuti non prodotti e oltre 21.000 tonnellate di anidride carbonica non emesse. Sono solo alcuni dei numeri emersi dal “Report di Impatto 2019” del fondo Investimenti Sostenibili di Sella Sgr, istituito nel 1999 e diventato nel 2015 il primo fondo a impatto in Italia che investe in imprese, organizzazioni e fondi che hanno l’obiettivo di generare un impatto ambientale e/o sociale positivo e misurabile, affiancato a un rendimento finanziario.
Il Report, giunto quest’anno alla quinta edizione, illustra i risultati ambientali e sociali raggiunti grazie agli investimenti effettuati dal fondo “Investimenti Sostenibili” di Sella Sgr nel corso dell’anno. Un vero e proprio bilancio ottenuto attraverso un accurato processo di misurazione in relazione con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nel 2019 il fondo Investimenti Sostenibili di Sella Sgr, il cui amministratore delegato è Alessandro Marchesin, ha contribuito a 9 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Un impegno importante, che testimonia come investire in maniera responsabile non sia solo possibile ma anche misurabile.
Perfettamente allineato all’Action Plan sulla finanza sostenibile definito dalla Commissione Europea, il fondo si rivolge a investitori istituzionali e risparmiatori interessati a supportare lo sviluppo sostenibile sociale e ambientale, senza rinunciare al ritorno economico. Nel 2019 le scelte di allocazione del fondo si sono concentrate su tematiche ambientali che hanno rappresentato il 73,7% del portafoglio complessivo seguite dalle tematiche sociali con una percentuale pari al 26,3.

Industriali biellesi, Vietti nuovo presidente

 L'assemblea dell'Unione Industriale Biellese ha eletto presidente Giovanni Vietti, 64 anni, presidente e amministratore delegato di Lauretana Spa e già vice presidente dell'associazione dal 2006 al 2016. Subentra a Carlo Piacenza. Lo affiancheranno Paolo Barberis Canonico, con delega allo Sviluppo delle filiere, Economia d'impresa e Sostenibilità; Chiara Bonino, con delega all'Internazionalizzazione; Francesco Ferraris, con delega all'Education; Giancarlo Ormezzano, con delega alle Relazioni industriali e Sviluppo del welfare aziendale. Il past president, Carlo Piacenza, continuerà a occuparsi di Infrastrutture. Completano la squadra i due vicepresidenti di diritto: la presidente della Piccola Industria, Stefania Ploner, che si occuperà anche dello Sviluppo del marketing associativo e il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Christian Zegna, a cui sarà affidata delega per la Digitalizzazione

Accordo Isp-Finco per il Superbonus 110%

Intesa Sanpaolo e Finco (Federazione Industria Prodotti Impianti e Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione) hanno sottoscritto un accordo per permettere alle 13.000 imprese associate di usufruire al meglio dell’opportunità offerta dal Superbonus 110% e dagli altri incentivi fiscali introdotti dal Decreto Rilancio. La partnership prevede un pacchetto di soluzioni che rispondono ad un duplice bisogno: sostenere le imprese nella fase di esecuzione lavori e rendere liquidi i crediti di imposta acquisiti tramite lo sconto in fattura. Una via aperta alla filiera anche per poter immediatamente disporre della liquidità necessaria per dare il via ai cantieri.

La Regione Piemonte stanzia 1,6 milioni per rinnovare il parco veicoli dei privati Bando per i contributi a fondo perduto

Sarà emanato dopo la metà di ottobre il bando con il quale la Regione Piemonte stanzia 1.660.000 euro in contributi per l’acquisto di auto, ciclomotori, motocicli, velocipedi e per la rottamazione di mezzi inquinanti. I contributi saranno destinati ai residenti in Piemonte e ai dipendenti di aziende con una sede operativa in Piemonte e, come sottolinea l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, per la prima volta, il bando si rivolge ai privati con l’obiettivo di velocizzare il rinnovo del parco veicoli piemontese, al fine anche di ridurre le emissioni in atmosfera e migliorare la qualità dell’aria.
La delibera approvata dalla Giunta regionale comprende quattro linee di intervento: l’acquisto di veicoli per il trasporto di persone a fronte della rottamazione di veicoli a benzina fino a Euro 3 incluso e diesel fino a Euro 5 incluso; l’acquisto di ciclomotori o motocicli a trazione elettrica per il trasporto di persone, a fronte di rottamazione fino alla categoria Euro 3; l’acquisto di velocipedi; il sostegno alla rottamazione di veicoli senza obbligo di acquisto di altro veicolo fino alla categoria a benzina o diesel fino a Euro 3 incluso.
I contributi, a fondo perduto e cumulabili con altri incentivi, ammonteranno per l’acquisto di auto da 2.500 a 10.000 euro sulla base delle emissioni, per i ciclomotori o motocicli elettrici da 2.000 a 4.000 euro, a 150 euro per una bicicletta, fino a 1.000 euro per bicicletta cargo per il trasporto di persone a pedalata assistita. Per la rottamazione senza ulteriore acquisto di altro veicolo si otterranno 250 euro.

In diminuzione le compravendite di case Torino - 27,5% e Genova -19,2%

 “Inevitabilmente, il Covid-19 ha contagiato anche il mercato della casa, interrompendo una fase di crescita che durava dal 2014. Ancora nell'ultimo trimestre 2019, in Italia si erano registrate 168.298 compravendite di abitazioni, crollate invece a 116.174 nel secondo trimestre di quest'anno (-27,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso). Il fenomeno riguarda tutto il Paese, i piccoli comuni come le grandi citta, Torino compresa”. Lo ha riportato l'Economia del Nord Ovest”, supplemento del lunedì del Corriere Torino, precisando che nel capoluogo piemontese le compravendite di abitazioni nel secondo trimestre 20120 sono state 2.690, il 27,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Un calo ancora superiore a quello del primo trimestre, quando i passaggi di proprietà sono stati 2.671, quindi il 15,4% meno che nel primo trimestre dell'anno precedente.
Un po' meno peggio, nel secondo trimestre, è andata a Genova, dove sono state registrate 1.488 compravendite di case, il 19,9% meno che nel corrispondente periodo 2019. Però, il nuovo calo è stato un po' più alto di quello del primo trimestre (-19,2%), quando le abitazioni passate di mano sono risultate 1.520.
Diminuzioni ancora maggiori sono emerse nel mercato dei box e posti auto. Nel secondo trimestre, le compravendite di questa tipologia di immobili sono state 999 a Torino (-31,7%) e 545 a Genova ( -31,4%).
Tornando alle abitazioni, la disaggregazione dei dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare curato dall'Agenzia delle Entrate consente di scoprire la percentuale del calo delle compravendite nel secondo trimestre per superificie: fino a 50 mq -35,8% a Torino e -29,5% a Genova, da 50 a 85 mq -32,3% a Torino e -22% a Genova, da 85 a 115 mq -16,9% a Torino e -21,2% a Genova, da 115 a 145 mq -26,7% a Torino e -9,1% a Genova, oltre 145 mq -15,6% a Torino e -16,8% a Genova.
Nel capoluogo ligure il 37,8% delle compravendite ha riguardato le abitazioni da 50 a 85 mq, il 33,1% quelle da 85 a 115 mq, il 15,1% da 115 a 145 mq, il 9,4% oltre i 145 mq e il 4,7% fino a 50 mq. A Torino, invece, il 44% dei passaggi di mano è stato relativo a case da 50 a 85 mq, il 26,4% da 85 a 115 mq, l'11,9% fino a 50 mq, il 9,9% da 115 a 145 mq e il 7,8% oltre i 145 mq.
Per numero complessivo di compravendite nel secondo trimestre, Torino è risultata al terzo posto tra le otto metropoli italiane, preceduta da Roma (6.715) e Milano (5.202), Genova quarta , avendo contate più di Napoli (1.328), Bologna (1.259), Firenze (1.020) e Palermo (972).

Sussidio di disoccupazione nel Nord Ovest impennata delle domande a luglio: 25.000

Impennata delle domande di Naspi (sussidio di disoccupazione): a luglio, nelle tre regioni del Nord Ovest, ne sono state presentate poco meno di 25.000 (per la precisione 24.933), tante da far superare quota 105.000 nei primi sette mesi di quest'anno. Lo ha rilevato l'Inps, nel suo ultimo rapporto, dal quale emerge che le nuove domande di Naspi a luglio sono state 18.009 in Piemonte, 6.248 in Liguria e 676 in Valle d'Aosta.
In seguito, alle richieste presentate a luglio, il totale delle domande di sussidio di disoccupazione nei primi sette mesi 2020 sono salite a 75.160 in Piemonte, a 25.803 in Liguria e a 4.729 in Valle d'Aosta. In quest'ultima regione erano state 7.469 nell'intero 2019, anno in cui in Piemonte erano ammontate a 116.994 e in Liguria a 54.037. In tutta l'Italia, tra il primo giorno di gennaio e l'ultimo di luglio, l'Inps ha registrato 1.148.037 domande di Naspi.

A Torino il laboratorio di Politecnico e Eni per ricavare energia dalle onde del mare

L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri, a livello globale, pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua.
Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca More – Marine Offshore Renewable Energy Lab realizzato congiuntamente dal Politecnico di Torino ed Eni, inaugurato alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi e del rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco.
Il laboratorio More concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e a una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino.
Il More Lab ha sede nel Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e  vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso Iswec (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata e industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna.
Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico. Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di More Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni.
Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio.

Pinerolo capitale dell'economia circolare avvia impianto innovativo di biometano

 A Pinerolo è stato inaugurato il nuovo impianto di biometano di Acea Pinerolese Industriale, multiutily a totale capitale pubblico che gestisce una pluralità di servizi per Comuni, aziende e cittadini (le attività vanno dal comparto idrico, con la gestione del ciclo integrato delle acque, al settore energetico, con la distribuzione del gas metano e la produzione calore sino al trattamento dei rifiuti organici, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti). Al taglio del nastro hanno preso parte i presidenti di Legambiente nazionale, Stefano Ciafani e piemontese Giorgio Prino, il sindaco di Pinerolo, Luca Salvai, il presidente di Acea Pinerolese, Andrea Chiabrando e l’amministratore delegato, Francesco Carcioffo, Gianmario Pellegrino (Politecnico di Torino ) e il direttore di Hysytech, Massimiliano Antonini.
L’impianto pinerolese, realizzato da Acea Pinerolese Industriale in collaborazione con Hysytech, è in fase di registrazione di brevetto internazionale, vista l’innovazione che lo caratterizza e può trattare fino a 1500 Sm3/h di biogas e immettere fino a 900 Sm3/h di biometano nella rete gas nazionale. “Un'eccellenza di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, di cui andiamo fieri” – ha affermato Francesco Carcioffo - che rende Pinerolo capitale dell’economia circolare”.
L’impianto del Polo Ecologico di Acea Pinerolese tratta 60.000 tonnellate di rifiuti organici, che sono il risultato della virtuosa raccolta differenziata della famiglie locali, di Torino e dell’area metropolitana. Dalla frazione organica del rifiuto, Acea Pinerolese ricava, attraverso un sistema sostenibile di trattamento, unico nel suo genere, che integra il sistema di digestione (fermentazione) anaerobica e successivamente una parte di compostaggio aerobico, energia elettrica e termica rinnovabili, biometano e compost di qualità per l’agricoltura.
Il sistema del Polo Ecologico Acea è diventato una case history a livello nazionale ed europeo, perché integra diverse impiantistiche che mettono in comunicazione il trattamento dei rifiuti organici a quello delle acque reflue e dalla positiva sinergia è nato, primo in Italia, sin dai primi anni del 2000 una impiantistica di eccellenza, modello di economia circolare a livello europeo.

Plafond Cdp da 500 milioni per i Confidi

Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), partecipata da numerose Fondazioni di origine bancaria, a partire dalle principali come Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Fondazione Crc di Cuneo, e Assoconfidi hanno sottoscritto la convenzione che regola l’accesso al “Plafond Confidi”, del valore massimo complessivo di 500 milioni di euro e durata fino a 7 anni, che consentirà ai confidi iscritti di accedere a una piattaforma di provvista dedicata, con lo scopo di supportare l’attività di esercizio del credito diretto alle imprese con meno di 250 dipendenti. Il plafond di provvista sarà utilizzato dai Confidi per supportare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese italiane, mediante la concessione di nuovi finanziamenti garantiti dal Fondo di Garanzia per le pmi. Il meccanismo di funzionamento del nuovo plafond è analogo a quello previsto dagli strumenti di liquidità di Cdp attualmente operativi per le banche, attraverso i quali da inizio anno Cdp ha erogato circa 1,2 miliardi a supporto delle imprese italiane.
I confidi, in funzione delle relazioni con le associazioni imprenditoriali e il forte legame con i territori, sono operatori in grado di sostenere l’accesso al credito delle imprese di più piccola dimensione che, nell’attuale contesto di emergenza Covid-19, sono tra i soggetti maggiormente colpiti dalla fase di rallentamento del ciclo economico. Inoltre, il supporto finanziario al sistema dei Confidi vigilati rappresenta una modalità concreta per sostenere segmenti di mercato, in particolare le micro-imprese, su cui, nel corso degli ultimi anni, il credito disponibile si è progressivamente ridotto.
“Questo accordo rappresenta un importante passo in avanti nella realizzazione degli obiettivi che Cdp si è posta per rafforzare il sostegno alle pmi italiane, in particolare quelle di dimensione più piccola. Nel panorama imprenditoriale nazionale, dove oltre il 95% delle imprese registra un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, anche le aziende di minori dimensioni possono beneficiare del nostro supporto, per il tramite dei Confidi vigilati. Proprio in quest’ottica, la convenzione con Assoconfidi ci consente di ampliare ulteriormente la presenza sul territorio e di essere ancora più vicini al tessuto imprenditoriale del Paese” ha dichiarato Nunzio Tartaglia, responsabile Divisione Cdp Imprese.

Finanziamento illimity Bank a Borgosesia

 Borgosesia, società biellese quotata in Borsa, ha finalizzato con la illimity Bank di Corrado Passera una nuova operazione nel segmento Senior Financing per un ammontare di circa 4 milioni di euro. Il finanziamento, che si aggiunge al finanziamento di 5 milioni già finalizzato in passato - ha come sottostante crediti corporate garantiti da asset immobiliari, del valore nominale lordo complessivo di circa 30 milioni di euro, ceduti da diversi intermediari finanziari e acquistati da Borgosesia, attraverso un veicolo di cartolarizzazione, tra il 2018 e il 2019. Il patrimonio immobiliare a garanzia dei crediti oggetto del finanziamento è rappresentato da asset di tipo residenziale, situati prevalentemente in Lombardia.
Si tratta di una operazione strategica per Borgosesia che prosegue il suo percorso di crescita nell’ambito degli investimenti in asset non performing con sottostante progetti immobiliari in aree residenziali e turistiche. Mauro Girardi, presidente di Borgosesia, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dell’operazione, che non soltanto consolida il rapporto con un partner di rilievo come illimity ma che dimostra anche come, nonostante la complessità del mercato data dal momento storico che il Paese e l’economia in generale vivono, il nostro gruppo sia in grado di portare avanti con determinazione i progetti in pipeline”.

Aosta, collaborazione Regione e Comuni per contrastare l'evasione fiscale locale

 La Giunta della Regione Valle d'Aosta ha approvato la delibera avente a oggetto la sistematizzazione delle procedure in uso per il contrasto all’evasione fiscale sui tributi regionali, individuando, nel contempo, le azioni per il proseguimento dell’attività sinora svolta. Sin dal 2013, anno in cui è stato firmato un protocollo d’intesa con i Comuni per il contrasto all’evasione fiscale sui tributi regionali, la Regione Valle d'Aosta si è, infatti, attivata per monitorare il corretto adempimento dei contribuenti in relazione ai diversi tributi regionali, con azioni e iniziative realizzate con la preziosa collaborazione dei Comuni.
Oggi più che mai, in un momento in cui lo sforzo richiesto alle pubbliche amministrazioni di impiego di risorse importanti sul fronte della sanità e del sostegno economico ai cittadini più vulnerabili, è importante assicurare che il principio costituzionale di equità sia rispettato e questo si realizza con una costante attività di monitoraggio sul regolare adempimento tributario da parte dei cittadini, intervenendo con azioni mirate di contrasto dei comportamenti non corretti. In un’ottica di maggiore trasparenza, le attività messe in atto finora dalla Regione sono state così riunite e sistematizzate in iter procedurali ormai collaudati.

Profumo compra 100.000 azioni Leonardo investendo oltre mezzo milione di euro

 Il primo a credere nel futuro di Leonardo e nella ripresa del suo valore borsistico è il genovese Alessandro Profumo, che del colosso italiano dell'aerospazione, della difesa e della sicurezza, è l'amministratore delegato dal maggio del 2017. Profumo l'ha dimostrato comprando 100.000 azioni della Leonardo, a un prezzo medio di 5,036 euro per azioni, mercoledì 23, quando il titolo ha chiuso a 4,836 euro, il minimo da marzo. Profumo, quindi, ha investito 503.600 euro nella società che guida proprio in uno dei suoi giorni borsisticamente più difficili (tre anni fa l'azione Leonardo è arrivata a toccare i 15,64 euro).
Recentemente, Alessandro Profumo è stato eletto presidente dell’Associazione europea delle industrie dell’Aerospazio Difesa e Sicurezza (Asd), organizzazione che rappresenta le più grandi aziende e oltre 3.000 pmi e associazioni di 18 paesi europei. Incarico che aggiunge a quello di presidente onorario diella Aids, Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza e di presidente della Fondazione Ricerca & Imprenditorialità. Inoltre, è membro del Consiglio della Fondazione Iit (Istituto Italiano di Tecnologia) e componente del Comi (Comitato degli Operatori di Mercato e degli Investitori) della Consob; membro dell’European Round Table for Industrialists (Ert) e del Comitato scientifico dell’Osservatorio Banca Impresa 2030.
Nato a Genova il 17 febbraio 1957, Alessandro Profumo si è laureato con lode in Economia Aziendale alla Bocconi. A vent'anni inizia a lavorare al Banco Lariano, dove rimane per dieci anni. Nel 1987 entra in McKinsey & Company, dove si occupa di progetti strategici e organizzativi per aziende finanziarie. Nel 1989 diventa, per la Bain, Cuneo & Associati, responsabile delle relazioni con le istituzioni finanziarie e di progetti di organizzazione e sviluppo integrati. Nel 1991 lascia il settore della consulenza aziendale per ricoprire l’incarico di direttore centrale responsabile dei settori bancario e parabancario per la Ras. Nel 1994 entra al Credito Italiano (oggi UniCredit) dove viene nominato condirettore centrale, con l’incarico di responsabile della direzione pianificazione e controllo di gruppo. Un anno dopo ricopre la carica di direttore generale e, nel 1997, viene nominato amministratore delegato del Gruppo UniCredit, carica che mantiene sino a settembre 2010. Sotto la sua guida, il Gruppo UniCredit diviene un player di livello europeo, passando da 15.000 a oltre 162.000 dipendenti, con sedi in 23 paesi.
Nel febbraio 2012 viene nominato dal Commissario europeo per il Mercato Interno e i Servizi a far parte di un gruppo di esperti europei “High Level Expert Group” per valutare il funzionamento del settore bancario nell’Unione Europea e per individuare possibili misure per riformarne la struttura.
Da aprile 2012 è presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena, ruolo che mantiene sino ad agosto 2015. Nel settembre 2015 diventa consigliere e presidente di Equita sim, cariche che ricopre sino a maggio 2017, quando diventa amministratore delegato di Leonardo, società controlla dal Mef, ministero dell'Economia e delle Finanze. 
A livello internazionale ha ricoperto il ruolo di presidente della European Banking Federation a Bruxelles e dell’International Monetary Conference a Washington. Ha fatto inoltre parte dell’International Advisory Board di Itaú Unibanco (Brasile) ed è stato membro del Supervisory Board di Sberbank (Russia). Dal 2011 al 2014 è stato consigliere di amministrazione di Eni. Inoltre, è’ stato inoltre membro del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo di Mediobanca e membro del consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi. E’ consigliere della Fondazione Together To Go
.

Del Piemonte i migliori vini italiani premiati ai Decanter World Wine Awards

 Grande affermazione dell’Italia e, in particolare, del Piemonte, ai Decanter World Wine Awards, il concorso enologico più grande del mondo, che quest’anno ha visto in gara 16.518 vini giudicati “alla cieca” da una giuria di oltre 100 esperti fra i più autorevoli a livello internazionale tra cui 37 Master of Wine e 9 Master Sommelier. Lo riporta First&Food, il portale dell'enogastronomia e dell'eccellenza agroalimentare edito da Firstonline, precisando che l’Italia ha ottenuto, infatti, complessivamente, 2.765 riconoscimenti, conquistando la seconda posizione mondiale, subito dopo la Francia che di premi ne ha cumulati 3.531. A seguire si sono piazzati l’Australia, il Portogallo, la Spagna, gli Stati Uniti, Moldavia e Regno Unito e Argentina, Georgia, Grecia, Ungheria, Slovenia, Svizzera, Sudafrica e Nuova Zelanda.
Se l’Italia non è entrata nella rosa dei cinque migliori vini mondiali premiati con il massimo punteggio di 98 su cento, i nostri produttori hanno però portato a casa otto prestigiosi Best in Show, sui 50 che sono stati attribuiti, 37 medaglie di platino su 178 e 80 medaglie d’oro. E il Piemonte è la regione italiana che ha raccolto il carniere più ricco. Tra gli 8 Best in Show italiani spiccano i piemontesi Barolo Aculei 2016 di La Biòca, il Barolo 2016 di L’Astemia Pentita e il Barbaresco 2010 Spezie di Vite Colte. A conquistare la medaglia di platino sono stati i piemontesi Barolo Fontanafredda 2016 Fontanafredda, Barolo Vigna La Rosa 2016 Fontanafredda, Barolo Parussi 2016 Chionetti, Barolo Cannubi 2016 L’Astemia Pentita, Barolo Margheria Serralunga d’Alba 2016 Massolino, Barolo Trésüri 2016 Mauro Sebaste, Barolo 2016 Negretti Mirau, Barolo Cannubi 2016 Poderi Luigi Einaudi, Barolo Essenze 2015 Vite Colte, Barolo Patres 2016 San Silvestro, Langhe La Serra 2016 Reverdito Michele, Ghemme Riserva 2012 Torraccia del Piantavigna.

Confesercenti: a ogni famiglia piemontese il Covid-19 quest'anno costa 1.619 euro

 Nonostante cassa integrazione, bonus, crediti di imposta e altri sostegni introdotti per tamponare gli effetti dell’emergenza pandemica, ciascuna famiglia piemontese quest’anno rispetto al 2019 si troverà a perdere in media 1.619 euro, bruciati dall’emergenza sanitaria e dal conseguente rallentamento economico. A fare questa previsione è l’Ufficio Economico Confesercenti, sulla base di elaborazioni condotte su dati Istat, Svimez e Swg. Non tutte le tipologie di lavoratori, però, sono colpite allo stesso modo: a soffrire di più sono i redditi dei lavoratori autonomi e dei dipendenti privati (quelli pubblici hanno maggiori tutele), che registrano flessioni rispettivamente del 13% e dell’11%.
I piemontesi hanno risposto a questa riduzione del loro reddito incrementando la prudenza. E fanno le formiche, aumentando il risparmio e praticando tagli draconiani alla spesa, che, nel periodo febbraio-agosto 2020, è scesa di 2.517 euro, pari al 5,3% (più della media nazionale di 2.304 euro, pari al 4%): quasi mille euro in più della flessione registrata dal reddito. I piemontesi hanno ridotto la spesa - fra l’altro - di 223 euro in abbigliamento e calzature; di 157 in mobili, articoli e servizi per la casa; di 210 in ricreazione spettacoli e cultura; di 230 in servizi di ristorazione; di 56 in prodotti alimentari e bevande analcoliche. 
Le misure messe in campo dal governo fino ad ora hanno evitato il peggio, ma è necessario continuare a intervenire a sostegno delle imprese e delle famiglie”, commenta Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti.

Difficoltà del settore del gelato artigianale

 Il crollo del turismo, a causa dell’emergenza coronavirus, mette a rischio almeno una parte dei 74mila posti di lavoro garantiti fino a oggi nel settore del gelato artigianale made in Italy. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione del “Gelato Day”, il 24 settembre, dopo il periodo di lockdown. A pesare sui consumi di gelato è stata l’assenza dei 16 milioni di stranieri durante luglio, agosto e settembre. La crisi del turismo ha colpito un comparto che schiera ben 39mila gelaterie, lungo tutta la Penisola, con un fatturato annuale di 2,8 miliardi di euro. L’Italia ha perso anche il primato Ue della produzione di gelato, collocandosi al secondo posto, dietro alla Germania, in testa con 635 milioni di litri pari al 21% del totale Ue, mentre la produzione tricolore è di 554 milioni di litri.
Le difficoltà si ripercuotono a cascata sull’intera filiera, poiché nelle gelaterie italiane vengono utilizzati in un anno – secondo la Coldiretti – ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti, con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità.
Il settore resiste grazie ai consumi interni, con gli italiani che hanno superato i 6 chili a testa all’anno, secondo stime della Coldiretti, preferendo di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se cresce la tendenza nelle diverse gelaterie a offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano. Il 94% degli italiani – precisa la Coldiretti – mangia abitualmente il gelato artigianale per il gusto e la bontà delle materie prime e la sensazione di refrigerio con quasi 7 consumatori su 10 che preferiscono i coni alle coppette. ENnegli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom delle agrigelaterie artigianali che garantiscono la provenienza della materia prima, dalla stalla alla coppetta, con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala.  Una spinta che ha favorito la creatività nella scelta di ingredienti che valorizzano i primati di varietà e qualità della produzione agroalimentare nazionale, dal gusto di basilico fino al prosecco.
In epoca moderna, la storia del gelato risale alla prima metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana: con l’apertura della prima gelateria a New York, nel 1770, grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio. Da allora la corsa del gelato non si è mai fermata.

Ivass scova altre 23.000 polizze dormienti da pagare ai beneficiari per 492 milioni

 Le polizze vita “dormienti” sono polizze che, per vari motivi, non sono state pagate ai beneficiari e che giacciono nelle imprese di assicurazione. Può trattarsi di polizze per il caso di morte dell’assicurato, della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza o di polizze “di risparmio” che, giunte alla scadenza, non sono state riscosse dagli interessati. L’Ivass, autorità di vigilanza del settore, è da tempo impegnato a “risvegliare” queste polizze, per far sì che le relative somme siano pagate ai legittimi beneficiari e non finiscano in prescrizione.
Dopo aver condotto. tra il 2017 e il 2019, una indagine sulle compagnie di assicurazione italiane che ha portato a risvegliare complessivamente 248.176 polizze,per complessivi 4,4 miliardi di euro pagati o in corso di pagamento ai beneficiari, Ivass ha svolto un’analoga indagine sulle compagnie di assicurazione europee che operano in Itali,a in modo da garantire a tutti i cittadini pari tutela, indipendentemente dal fatto che siano assicurati con un’impresa italiana o estera. L’indagine sulle imprese estere, avviata nel 2018 , anno portato al risveglio di 23.392 polizze dormienti da pagare ai beneficiari per un ammontare di 492,123 milioni di euro. 
Restano tuttavia da sciogliere dei nodi legali che hanno impedito, per il momento, di acquisire i dati necessari al completamento dell’indagine dalle imprese di assicurazione con sede in Lussemburgo che operano in libertà di prestazione di servizi (ossia senza una sede stabile in Italia), le quali hanno opposto il segreto professionale previsto dalla normativa locale. Poiché tali imprese hanno emesso una parte significativa delle polizze oggetto di indagine, l’Ivass è impegnato con i competenti organi italiani e lussemburghesi per assicurare tutela anche ai cittadini italiani che hanno sottoscritto polizze con queste imprese.

Nella giornata europea delle Fondazioni concerti e tante iniziative in 50 città

 Il 1° ottobre, alle ore 11, si tiene “RisuonaItalia. Tante piazze, una sola comunità”: un concerto simultaneo di orchestre giovanili in 50 città, che si apre con l’esecuzione dell’Inno alla gioia, inno ufficiale della Ue. Promosso da Acri e realizzato con la media partnership di TGR Rai, l’evento si tiene in occasione della Giornata europea delle fondazioni, lanciata da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente.
Per l’occasione, Fondazione Crt  in collaborazione con l’Accademia Perosi, trasmetterà in streaming l’opera show “L’Anfora di Clio”, ambientata alle Ogr e realizzata nell’ambito del Progetto Diderot, con il coinvolgimento dell’Orchestra Talenti Musicali della Fondazione Crt. Ma anche altre Fondazioni piemontesi, da Cuneo a Biella, saranno protagoniste con loro iniziative specifiche. RisuonaItalia non si conclude con il concerto simultaneo delle ore 11: fino a sera si susseguono eventi di piazza, incontri, presentazioni, mostre e laboratori, per “raccontare” – con la voce dei protagonisti e le testimonianze del territorio – le tante storie di inclusione sociale promosse dalle Fondazioni. Il programma completo della giornata e delle dirette streaming dalle diverse città sono sul sito www.risuonaitalia.it.
Gli eventi che compongono RisuonaItalia sono organizzati dalle Fondazioni di origine bancaria associate in Acri, che quotidianamente sui territori promuovono e sostengono queste e tante altre organizzazioni della società civile. La Giornata del 1° ottobre vuole essere un’occasione per lanciare un’esortazione a ripartire tutti insieme, all’insegna della solidarietà e dello spirito di comunità. Le orchestre giovanili coinvolte sono infatti espressione di progetti di contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, oltre che di formazione musicale d’eccellenza. Da Torino a Palermo, da Milano a Napoli coinvolgono i giovani protagonisti di progetti di formazione e di iniziative di riscatto individuale e di comunità, attivate grazie alla “messa in rete” di organizzazioni del Terzo settore, con fondazioni, istituzioni locali e ragazzi. Si tratta di orchestre di giovani talenti della musica classica e di bambini che stanno imparando a suonare in centri culturali e spazi per l’aggregazione, orchestre multietniche, complessi jazz e di musica popolare…
Le Fondazioni di origine bancaria sono organizzazioni non profit, private e autonome, nate all’inizio degli anni Novanta dalla riforma del sistema del credito. Sono 86, differenti per dimensione e operatività territoriale e intervengono in diversi campi, dal welfare alla cultura, dall’innovazione all’ambiente, dall’educazione alla ricerca. La missione delle Fondazioni è accompagnare lo sviluppo sostenibile e inclusivo delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. Ciascuna Fondazione di origine bancaria interviene sul proprio territorio, generalmente la provincia o la regione in cui ha sede. Ci sono però anche molte iniziative di portata nazionale o internazionale, realizzate con il coordinamento di Acri. Su tutti il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che è il più grande intervento attivo in Italia per rispondere al fenomeno della povertà minorile. Nato su iniziativa delle Fondazioni e realizzato in partenariato con Governo e Terzo settore, vede un monte di risorse complessivo di circa 600 milioni di euro nel periodo 2016-2021, stanziati dalle Fondazioni. Ha favorito finora l’avvio di 355 progetti in tutta Italia, selezionati dall’impresa sociale Con i Bambini, mettendo in rete più di 6.600 organizzazioni e raggiungendo oltre 480mila minori in difficoltà, attraverso una serie di attività e percorsi dentro e fuori le scuole. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei bambini, contrastare l’abbandono scolastico e offrire ‘opportunità’ ai ragazzi, promuovendo azioni di “comunità educante”, cioè mettendo insieme scuole, organizzazioni di terzo settore, enti locali, famiglie e gli stessi ragazzi.