Consulenti finanziari, la tappa di maggio vinta da Intesa Sanpaolo Private Banking

E' quella di Intesa Sanpaolo Private Banking la rete dei consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede ad avere vinto la tappa di maggio per raccolta netta. Come documentato da Assoreti, infatti, la rete di Intesa Sannpaolo Private Banking in maggio ha fatto registrare una raccolta netta di 1,162 miliardi, battendo nettamente anche Finecobank, seconda con 715,6 milioni e la sua controllante Fideuram, terza con 560 milioni. Subito sotto il podio, si sono piazzate Banca Mediolanum, quarta con 445,1 milioni e Banca Generali, quinta con 405 milioni. Sesta è finita Sanpaolo Invest con 152,2 milioni e settimana Allianza Bank con 152,1 milioni.

Complessivamente, Assoreti ha rilevato a maggio una raccolta netta positiva per le reti dei consulenti finanziari pari a circa 4 miliardi, il 28,1% in più rispetto al mese prima e il 47,6% rispetto a maggio 2019. “Si consolida il processo di investimento sui prodotti del risparmio gestito, sui quali confluiscono risorse nette pari a 2,8 miliardi (-4,0% su aprile 2020 e +612,2% su maggio 2019)” ha commentato Assoreti, aggiungendo che “la componente amministrata registra, invece, un saldo complessivo delle movimentazioni pari a 1,2 miliardi (+430,7% su aprile 2020; ma -47,2% su maggio 2019), tra investimenti netti positivi in strumenti finanziari e deflussi di risorse da conti correnti e depositi”.

Nell’ambito del risparmio gestito, i volumi netti di raccolta si sono concentrati sui fondi comuni di investimento, raggiungendo 1,5 miliardi (-24,4% su aprile 2020) e rappresentando più della metà delle risorse nette destinate al comparto; le scelte di investimento hanno privilegiato le gestioni collettive aperte di diritto estero (1,4 miliardi) e, più in particolare, i fondi azionari (1,2 miliardi). I premi netti versati sui prodotti assicurativi sono ammontati a 818 milioni (+32,5%). Positivo ed in crescita anche il bilancio mensile delle gestioni patrimoniali individuali, pari a 434 milioni (+58,5%); si conferma la maggiore concentrazione delle risorse sulle Gpf, con volumi netti per 362 milioni. Il contributo mensile delle reti al sistema di Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, risulta, quindi, positivo per circa 2,4 miliardi, rappresentando l’81,7% della raccolta netta dell’intero sistema fondi aperti (2,9 miliardi). Da inizio anno l’apporto sale, così, a 4,7 miliardi, mentre l’intero sistema registra deflussi per circa 3,5 miliardi. Gli investimenti netti sugli strumenti finanziari amministrati hanno raggiunto i 2,3 miliardi (+32,3%): in evidenza l’importante contributo al collocamento dei Btp Italia e la conferma della tendenza all’investimento in titoli azionari, certificates ed exchange traded product, seppure con volumi più contenuti.

Mercato auto, a giugno calo del 23,1%

A giugno il mercato italiano dell’auto ha totalizzato 132.457 nuove immatricolazioni, il 23,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il consuntivo del primo semestre conta, quindi, 583.960 immatricolazioni, volumi quasi dimezzati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-46,1%). Paolo Scudieri, presidente di Anfia ha commentato: “La perdita si è dimezzata rispetto a quella di maggio e siamo di fronte a segnali di ripartenza veramente timidi, riconducibili perlopiù allo smaltimento di ordini accumulati e rimasti inevasi prima della chiusura dei concessionari dello scorso marzo, unito agli effetti di calendario (un giorno lavorativo). I ritmi di ripresa delle vendite dopo il periodo di lockdown sono e saranno lentissimi perché crisi economica e clima di incertezza rappresentano un mix letale per le decisioni d’acquisto di consumatori e imprese. A questi, si aggiunge anche l’effetto attesa nei confronti di incentivi all’acquisto di cui si parla da mesi, ma che, per ora, non si sono tradotti in realtà, con colpevole ritardo rispetto agli altri maggiori Paesi europei”.

Scudieri ha sostenuto che “incentivare il mercato significa farlo ripartire, ma anche innescare un circolo virtuoso per il rilancio dei livelli produttivi dell’industria italiana nel suo insieme e del sistema Paese; inoltre, anche l’Erario ci guadagnerebbe, perché a ogni 100.000 immatricolazioni perse corrisponde un ammanco di gettito fiscale di circa 500 milioni di euro, senza contare che un sistema industriale in ripresa significa un minore ricorso agli ammortizzatori sociali. Senza stimoli al mercato, rischiamo di contare, a fine 2020, appena 1,2 milioni di nuove auto immatricolate, con un ribasso del 35% rispetto al 2019. Per evitarlo, si proceda all'attuazione urgente di misure di breve termine: estensione dell’ecobonus alle auto con emissioni medie di CO2 fino a 95 g/km; istituzione di un premio temporaneo per auto e veicoli commerciali in stock (oltre 450.000 unità), con contestuale rottamazione. Infine, si dia il via alla definizione di un piano di politica industriale di medio-lungo termine per salvaguardare la competitività del settore automotive italiano, accompagnandolo nella delicata transizione tecnologica in corso con il sostegno agli investimenti produttivi, in R&D e capitale umano”.

Le marche nazionali, nel complesso, in giugno hanno venduto 29.520 vetture (-24,9%), con una quota di mercato del 22,3%. Nel cumulato da inizio 2020, le immatricolazioni complessive ammontano a 140.749 unità (-47,9%), con una quota di mercato del 24,1%. Sono cinque, a giugno, i modelli italiani nella top ten delle vendite, con Fiat Panda (9.107 unità) ancora in prima posizione, seguita, al terzo posto, da Lancia Ypsilon (3.508) e, al sesto, da Fiat 500X (3.079). All’ottavo posto troviamo Fiat 500 (2.739), seguita, al decimo, da Jeep Compass (2.462).

Oltre 2,6 milioni le domande di moratoria su prestiti per 281 miliardi di euro

Le domande di adesione alle moratorie sui prestiti sono diventate 2,6 milioni, per un valore di oltre 280 miliardi e superano quota 740.000 le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le pmi. Inoltre, attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state concesse garanzie per circa 8 miliardi di euro, su 142 richieste ricevute. Sono questi i risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force per l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte ministero dell’Economia e delle Finanze, ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

Sulla base di dati preliminari, al 19 giugno sono pervenute 2,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per circa 281 miliardi. Si può stimare che, in termini di importi, circa il 90% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche; il 3% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame. Più in dettaglio, il 45% delle domande provengono da società non finanziarie, a fronte di prestiti per 187 miliardi. Per quanto riguarda le pmi, le richieste (oltre 1,2 milioni) hanno riguardato prestiti e linee di credito per 155 miliardi, mentre le adesioni alla moratoria promossa dall’Abi (48 mila) hanno riguardato finanziamenti per 12 miliardi.

Le domande delle famiglie riguardano prestiti per circa 87 miliardi di euro. Continuano a crescere, a 170 mila, le domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 94 mila euro. Le moratorie dell’Abi e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto quasi 470 mila adesioni, per 21 miliardi.

Sulla base della rilevazione settimanale della Banca d'Italia, si stima che le richieste di finanziamento pervenute agli intermediari per l’accesso al Fondo di Garanzia per le pmi abbiano continuato a crescere nella settimana dal 12 al 19 giugno, a quasi 946 mila domande, per un importo di finanziamenti di oltre 63 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido. In particolare, al 19 giugno è stato erogato quasi l’80% delle domande per prestiti interamente garantiti dal Fondo. Il ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale segnalano che sono complessivamente 746.239 le richieste pervenute dagli intermediari al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo al 30 giugno 2020 relative alle garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 43,7 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo: plafond da 10 miliardi per nuovo credito alle imprese di filiera

Sin dall'inizio dell'emergenza Covid-19, Intesa Sanpaolo ha lanciato diverse iniziative per supportare le imprese di ogni settore e dimensione e intende ora contribuire con nuovi strumenti a supportare e rilanciare l'economia italiana nella delicata fase di "ripartenza", che il Paese deve affrontare, rinnovando il proprio Programma Filiere, con un progetto dedicato a valorizzare le intere filiere produttive. Queste infatti, propulsore indispensabile per il Sistema Italia e cuore del nostro sistema economico e produttivo, garantiscono lo sviluppo sostenibile, inclusivo e d’eccellenza favorendo occupazione e investimenti. Accanto alle grandi aziende del Made in Italy ci sono migliaia di fornitori italiani che contribuiscono alla realizzazione dei loro prodotti e ne costituiscono la Filiera produttiva.

In questo eccezionale momento storico, Intesa Sanpaolo potenzia il Programma Sviluppo Filiere (dal suo avvio, a fine 2015, ha coinvolto circa 700 capi-filiera, con i loro 16.000 fornitori collegati e un giro di affari di circa 70 miliardi di euro) rivolgendosi a 2.500 Filiere italiane ad altissimo potenziale per il nostro Paese, appartenenti a tutti i settori produttivi e distribuite sull’intero territorio nazionale, con un indotto generato per circa 300 miliardi di euro: a esse sarà destinato il nuovo plafond di 10 miliardi di euro di nuovo credito.

La Divisione Corporate & Investment Banking, guidata da Mauro Micillo e la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese sono fortemente impegnate per il successo dell'iniziativa, che mira a facilitare la connessione tra le grandi imprese Corporate (capofiliere) e le PMI loro fornitrici, facilitando una gestione integrata e a 360° di tutto il sistema produttivo italiano. “Il nuovo Programma Filiere è elemento di ulteriore vicinanza ai nostri clienti, che contano circa un milione di imprese e microimprese di cui 250mila pmi” Ha detto Stefano Barrese, aggiungendo che “la versatilità e l'esperienza di un grande operatore come Intesa Sanpaolo è in grado di potenziare, sviluppare e modulare la propria offerta a supporto dell'intera filiera fino a garantirne il più piccolo fornitore, come dimostrano i 700 contratti di filiera supportati nel corso del Programma. Oggi più che mai, sono necessari strumenti facilmente accessibili, efficaci e immediati da parte della banca e il plafond da 10 miliardi che destiniamo alle Filiere è il segno tangibile della nostra fiducia nella ripresa compatta del sistema”.

Mauro Micillo ha detto: “Supportare l’economia reale facendo leva sulla solidità dei grandi ‘champion’ di sistema è la chiave per uscire più rapidamente dalla crisi e avviare la ripresa. Le pmi possono trarre numerosi benefici dall’unire le forze con i capifiliera, tra i quali il miglioramento del merit o di credito, la maggiore rapidità nell’accesso ai finanziamenti, la condivisione di progetti industriali di ampia portata, che comprendono l’intera supply chain. Le aziende leader hanno compreso da tempo il valore e la portata strategica delle filiere industriali e sono pronte a investimenti importanti per supportarle. Le recenti operazioni concluse da Intesa Sanpaolo con due eccellenze quali Fca Italy e Gucci vanno in questa direzione, a beneficio di migliaia di fornitori e sub-fornitori e di centinaia di migliaia di lavoratori italiani, tra dipendenti diretti e dell'indotto”.

Con luglio parte con una raffica di bonus

Bonus vacanze, superbonus al 110% per le ristrutturazioni, proroga bonus baby sitter e centri estivi, ma anche taglio del cuneo fiscale per i dipendenti e credito di imposta per aiutare le imprese a sostenere i costi della moneta elettronica. Luglio parte con il bonus: da oggi diventano attivi e fruibili incentivi e sconti fiscali per 11,5 miliardi di euro, previsti dai provvedimenti varati dal governo. A calcolarlo è Confesercenti, sulla base delle stime di costo dei provvedimenti contenute nelle relazioni tecniche. Un vero e proprio ‘scivolo fiscale’ che potrebbe agevolare la ripresa dell’economia, ma il cui successo finale dipenderà, in buona parte, dalla semplicità di accesso e dall’effettiva adesione da parte di cittadini e imprese.

Il provvedimento più rilevante, dal punto di vista delle risorse, è il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti, che assorbe ed estende il cosiddetto Bonus Renzi. Il valore della riduzione è di 5 miliardi di euro per gli ultimi sei mesi del 2020, e coinvolgerà circa 16 milioni di lavoratori dipendenti con un reddito fino a 40mila euro. Circa 2,3 miliardi di euro l’anno, invece, è il costo previsto dei superbonus 110% per ristrutturazioni, efficientamento energetico, sicurezza antisismica e impianti fotovoltaici; mentre il bonus vacanze vale circa 2,6 miliardi di euro fino a dicembre. Il bonus babysitter/centri estivi impegnerà risorse per 1,5 miliardi di euro. Infine, solo 54 milioni di euro sono riservati al credito di imposta sulle commissioni legate alle transazioni elettroniche. Oggi, infatti, scatta anche l’obbligo di pos e di accettare bancomat e carte di credito per imprese, artigiani e professionisti, mentre il tetto del contante utilizzabile è ristretto da 3.000 a 2.000 euro.

L’efficacia della strategia sarà inversamente proporzionale alla burocrazia richiesta per accedere alle agevolazioni - commenta Confesercenti - Sul bonus vacanze, ad esempio, stiamo perdendo un’occasione: l’averlo reso accessibile solo via app è stato un errore, soprattutto per le fasce più anziane della popolazione. Ancora non sono chiare, inoltre, le modalità per permettere alle imprese di cedere a terzi il bonus ricevuto e l’importo dell’agevolazione è comunque troppo basso: 500 euro non bastano”. Allo stesso modo, riteniamo insufficiente il tax credit per le commissioni pagate su bancomat e carte di credito che, sebbene costituisca un passo avanti, è ancora inadeguato a coprire l’aggravio delle imprese. L’obbligo di pos e il contemporaneo abbassamento del tetto del contante ci sembrano una strategia sbagliata che non crediamo porterà risultati” conclude Confesercenti.

Gedi (Exor) prossima all'uscita dalla Borsa

Giano Holding, società veicolo di Exor, ha comunicato che si è concluso il periodo di adesione dell’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie di Gedi Gruppo Editoriale, quotate alla Borsa Italiana. Sono state portate 126.329.995 azioni ordinarie, pari a circa il 63,02% delle azioni oggetto dell’offerta e, dunque, pari a circa il 24,83% del capitale. Il corrispettivo dovuto agli aderenti all’offerta, pari a 0,46 euro per ciascuna azione ordinaria Gedi, sarà corrisposto il 6 luglio 2020. Alla data di pubblicazione dell'opa, l’offerente deteneva già il 56,93% del capitale di Gedi. Così Giano è arrivata al 92,03% di Gedi e non intende ripristinare le condizioni minime di flottante per un regolare andamento delle contrattazioni delle azioni, per cui Gedi Gruppo Editoriale uscirà dal listino di Piazza Affari. Giano, comunque, sarà tenuta a rilevare il restante 7,97% ancora in circolazione. da qualunque azionista ne faccia richiesta, allo stesso corrispettivo dell’offerta.

Gedi è la società a capo del gruppo editoriale che possiede La Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso e, fra l'altro, numerose testate locali. Prima di essere acquisita da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi, Gedi Gruppo Editoriale aveva come azionista di controllo la Cir della Fratelli De Benedetti, figli di Carlo.

Fintech e innovazione, ecco Sella Cib Tech

Sella lancia una delle prime realtà italiane di Cib Tech, una divisione di Corporate & Investment Banking specializzata in operazioni di finanza straordinaria dedicate all’innovazione e al fintech, per sostenere la crescita di startup e scale-up. La nascita della nuova divisione si inserisce nell’attività sviluppata, da anni e con successo, dal gruppo Sella in ambito di corporate venture capital e open innovation e, più in generale, nel quadro della strategia del gruppo volta a promuovere la crescita di un ecosistema finanziario aperto.

L’obiettivo di Sella Cib Tech è rispondere alle esigenze dei clienti e accompagnarli nel processo di trasformazione digitale, anche grazie a un modello di servizio sempre più orientato alla consulenza. Sella Cib Tech, inoltre, si occuperà di accompagnare le startup e le scale up nel loro percorso di crescita, supportandole nel reperimento delle risorse di capitali necessari al loro sviluppo e in attività di m&a, interagendo con l’ecosistema che il gruppo Sella ha promosso in ambito fintech, information technology e venture capital.

Il team di Sella Cib Tech si occuperà di selezionare i progetti con il maggior potenziale di crescita, supportandoli nelle varie fasi di sviluppo: dalla realizzazione del business plan alla strutturazione dei diversi deal, come m&a o raccolta di capitale, anche tramite fondi di venture capital. Sella Cib Tech si concentrerà in particolar modo sulle startup e scale-up dei settori ad alta crescita, come fintech, industria 4.0, digital media, software e food tech.

Sella Cib, lanciato a fine 2018, sotto la guida di Giacomo Sella, vicepresidente del gruppo Sella,conta su un team di 15 professionisti e ha conseguito nel suo primo anno di attività risultati molto importanti concludendo con successo 19 operazioni di m&a, leverage finance e private debt (minibond).

Cdp Equity all'88% di Ansaldo Energia

La genovese Ansaldo Energia ha completato l'aumento di capitale per 400 milioni di euro. La ricapitalizzazione è stata realizzata attraverso la sottoscrizione di 40 milioni di azioni da parte dell’azionista Cdp Equity (gruppo Cassa Depositi e Prestiti), che ha esercitato anche il diritto di prelazione per la quota non sottoscritta dall’altro socio, Shanghai Electric Hongkong. A conclusione dell’operazione, la quota di partecipazione di Cdp Equity risulta quindi pari a circa l’88% di Ansaldo Emergia, mentre il restante 12% è posseduto dalla cinese Shanghai Electric Hongkong.

Fca emette nuovi bond per 3,5 miliardi

Dopo avere annunciato il lancio di una nuova emissione obbligazionaria denominata in euro, Fca ha confermato che il prezzo dell’offerta è 3,5 miliardi: 1,25 miliardi di euro, con una cedola del 3,375% di titoli di debito senior con scadenza luglio 2023; 1,25 miliardi di euro con cedola del 3,875% di titoli di debito senior con scadenza gennaio 2026; 1 miliardo di euro con cedola del 4,50% di titoli senior con scadenza luglio 2028. Il regolamento dell’offerta è previsto per il 7 luglio. Questa emissione sostituisce interamente la linea di credito bridge di 3,5 miliardi di euro che Fca ha stipulato il 26 marzo scorso e sindacato il 14 aprile, quando l’accesso al mercato dei capitali era limitato e che non è mai stata utilizzata. “Come tale, l’emissione odierna non aumenta la liquidità disponibile complessiva del Gruppo, ma ne prolunga la durata e migliora la stabilità della struttura patrimoniale”, spiega Fca in una nota.

In una precedente comunicazione, il gruppo guidatp da Mike Manley aveva spiegato che i bond saranno offerti e venduti al di fuori degli Usa solo a investitori istituzionali non statunitensi. Inoltre, l’offerta dei titoli non è stata autorizzata dalla Consob; di conseguenza, i titoli non sono stati e non saranno offerti, venduti o consegnati in Italia attraverso una sollecitazione all’investimento, ma solo in conformità con le leggi e i regolamenti.

Nettis vicepresidente Confesercenti Torino

Gianni Nettis è il nuovo vicepresidente vicario della Confesercenti di Torino. Nettis, presidente della locale Faib (la federazione dei benzinai di Confesercenti), nonché vicepresidente nazionale, è uno storico dirigente della Confesercenti torinese, nella quale ha ricoperto diversi ruoli. Sostituisce Alberto Alberetto, che lascia la vicepresidenza, ma rimane alla guida di Assotabaccai e componente della giunta provinciale. Nelle stessa riunione di presidenza, Giovanni Fariello è stato nominato vicedirettore di Confesercenti. Oltre a conservare gli attuali incarichi (ufficio stampa e settore dell’intermediazione) si occuperà, in particolare, dell’apparato sindacale e dell’organizzazione interna.

Ires: dalle Fondazioni bancarie piemontesi oltre 24 milioni per fronteggiare Covid-19

Le Fondazioni piemontesi di origine bancaria hanno reagito all’emergenza Covid dimostrando di essere attori attenti dei rispettivi territori e di rappresentare un’importante supporto sociale: nel complesso, hanno messo a disposizione più di 24 milioni di euro, senza conteggiare l’operazione dell’ospedale temporaneo alle Ogr di Torino. È la sintesi del principale capitolo del nuovo rapporto settimanale che Ires Piemonte ha presentato al Gruppo di monitoraggio istituzionale della Fase2, coordinato dal vicepresidente della Regione, Fabio Carosso e al quale partecipano i presidenti di Provincia, i sindaci delle città capoluogo, l’Unità di Crisi, le associazioni degli enti locali, con il coordinamento delle Prefetture e i capigruppo consiliari (ha il compito di verificare l’andamento della situazione socio-economica, in relazione alle misure assunte per contrastare l’epidemia e alla loro graduale rimozione).

Nel dettaglio, la Fondazione Crc di Cuneo ha finanziato, con il bando “Emergenza per il sociale”, del valore di 600.000 euro, 113 interventi a favore delle fasce più fragili della popolazione. La Compagnia di San Paolo, con il bando “Insieme andrà tutto bene”, ha deliberato 123 interventi di sostegno a persone fragili, minori o famiglie in difficoltà a causa della crisi, per complessivi 1,5 milioni di euro, con “Rincontriamoci” ha sostenuto, con 1.5 milioni, la tenuta di una rete di relazioni e attività di natura culturale. Inoltre, ha deliberato stanziamenti in ambito sanitario per 9,3 milioni e in ambito educativo e carcerario per circa 1,4 milioni. Infine, sempre la Compagnia di San Paolo, ha previsto azioni per fornire liquidità sotto forma di sostegno all’attività istituzionale per gli enti del terzo settore per oltre 11 milioni.

La Fondazione Crt ha stanziato 3 milioni per l’acquisto di 60 nuove ambulanze e mezzi di trasporto per le associazioni del 118 e della Protezione civile, per l’acquisto di materiali urgenti e attrezzature per gli ospedali (letti, ventilatori, mascherine) e ha messo a disposizione, a titolo gratuito, la manica nord delle Ogr, per la realizzazione di una struttura ospedaliera temporanea. Le Fondazioni di Savigliano, Fossano, Saluzzo e Tortona hanno erogato complessivamente oltre 400.000 euro per interventi di prima necessità (tra cui l’acquisto di quattro ventilatori polmonari). La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha erogato 250.000 euro al sistema sanitario e assistenziale della provincia e promosso un’iniziativa che ha coinvolto i cittadini insieme a Fondazione SolidAl per la raccolta di fondi finalizzata all’acquisto di presidi emergenziali, che ad oggi è arrivata a 900.000 euro. La Fondazione Cassa di risparmio di Asti ha stanziato quasi 1,2 milioni destinati ai presidi ospedalieri, sanitari e assistenziali, per fronteggiare le improvvise situazioni di necessità delle scuole per la didattica a distanza e con impegni verso il sociale. La Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha erogato 623.000 euro per sostenere i fabbisogni emergenziali, come l’acquisto di dpi per il personale sanitario e per interventi sociali in un’ottica di medio termine. La Fondazione Cr Biella ha stanziato 100.000 euro a favore dell’ospedale, ha predisposto un bando straordinario (“Comunità fragile”) in collaborazione con Banca Simetica del valore di 200.000 euro per l’assistenza alle persone in difficoltà, ha deliberato l’acquisto di arredi finalizzati all’allestimento di una struttura per la post degenza Covid per 25.400 euro e altri 200.000 euro con Biverbanca-Gruppo Banca Cr Asti per azioni di sostegno per la ripartenza del territorio.

Anche in questa occasione - ha rilevato Fabio Carosso - le Fondazioni bancarie, a cui va il nostro ringraziamento, hanno dato un supporto fondamentale nel sostenere il sistema socio-economico piemontese in un momento di grande crisi, mostrando, come sempre, una grande sensibilità su più fronti, da quello delle povertà, a quello sanitario alla ripresa della socialità. Più in generale il rapporto Ires ci restituisce l’immagine di un Piemonte in ripresa, anche se esistono aree, come quello della cultura e degli spettacoli, che soffrono ancora e che colpiscono soprattutto i giovani. Resta poi la preoccupazione per l’automotive, che in Piemonte non è solo Fca”.

Diminuite le liti tra fisco e i contribuenti ma non a Genova e nell'Astigiano

Meno liti tra il fisco e i contribuenti del Nord Ovest. Tranne che a Genova e nell'Astigiano. Nel primo trimestre di quest'anno, infatti, è calato il numero dei ricorsi ricevuti dalle Commissioni tributarie provinciali (Ctp) del Piemonte (-241), della Liguria (-40) e della Valle d'Aosta (-10). In Piemonte le controversie avviate dall'inizio di gennaio alla fine di marzo sono state 871 (a fronte delle 1.058 dello stesso periodo 2019), in Liguria 643 (683) e in Valle d'Aosta 17 (27).

Le uniche due Commissioni tributarie provinciali del Nord Ovest ad avere registrato un aumento delle nuove liti sono quelle di Genova, che ne ha registrate 376 contro le 328 del primo trimestre dell'anno scorso e di Asti, che ne ha contate 35, contro le 30 precedenti. Alessandria ne ha ricevute 111 (133), Biella 41, lo stesso numero, Cuneo 80 (108), Novara 77 (103), Torino 428 (558), Verbania 23 (53), Vercelli 22 (32), Imperia 69 (83), La Spezia 94 (127), Savona 104 (145).

Al 31 marzo scorso, le liti fiscali pendenti nelle Commissioni tributarie provinciali erano ad Alessandri 1.418 (1.374 alla stessa data del 2019), ad Asti 92 (75), a Biella 246 (253), a Cuneo 462 (437), a Novara 284 (283), a Torino 2.202 (2.127), a Verbania 55 (48), Vercelli 120 (163), in tutto il Piemonte 4.879 (4.760).

Quanto alle Commissioni tributarie regionali (Ctr), secondo grado di giudizio per le controversie tra i contribuenti e gli enti impositori, nel primo trimestre di quest'anno la Ctr del Piemonte ha ricevuto 345 appelli, quella ligure 355 e la valdostana 9.

A livello nazionale, al 31 marzo le controversie tributarie pendenti, pari a 343.537, sono diminuite del 6,37% rispetto al 31 marzo 2019, mentre risultano in crescita del 2,39% rispetto l’inizio dell’anno. Le controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio nel primo trimestre 2020, pari a 48.849, registrano una riduzione del 3,91% rispetto all’analogo periodo del 2019. Le controversie definite pari a 40.821 mostrano un forte calo tendenziale del 30,04% rispetto al medesimo periodo del 2019, determinato dall’elevato numero di sospensioni delle udienze a causa dell’emergenza sanitaria, che ha generato, conseguentemente, la crescita della pendenza rispetto il 31 dicembre 2019.

In particolare, le nuove controversie presentate in primo grado presso le Commissioni tributarie provinciali (Ctp) sono state pari a 35.526, in diminuzione del 5,84%; i ricorsi definiti, pari a 29.688, hanno registrato un calo del 31,16%. Nelle Commissioni tributarie regionali (Ctr), gli appelli pervenuti nel medesimo periodo, pari a 13.323, sono risultate in crescita dell’1,66%; le definizioni, pari a 11.133 provvedimenti, sono state inferiori del 26,89%.

Nelle Ctp la quota di giudizi completamente favorevoli all’ente impositore si è attestata al 48%, per un valore complessivo di 1,351 miliardi di euro, mentre quella dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 27%, per un valore di 541,6 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa l’11%, per un valore complessivo di 401,08 milioni. Nelle Ctr la quota di giudizi completamente favorevoli all’ente impositore è stata del 49%, per un valore complessivo di 851,54 milioni di euro, quella dei giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata di circa il 30%, per un valore complessivo di 1,084 miliardi. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano circa il 9%, per un valore complessivo di 204,36 milioni di euro.

Juve, compravendita con Manchester City

Manchester City dopo il Barcellona. Nuove compravendite della Juventus con le squadre più blasonate. Oggi, 30 giugno, dopo lo scambio di ieri con il grande club catalano, la società bianconera presieduta da Andrea Agnelli ha comunicato di aver raggiunto con il Manchester City l'accordo sia per l' acquisizione, a titolo definitivo, del calciatore Félix Alexandre Andrade Sanches Correia, a fronte di un corrispettivo di 10,5 milioni, da pagarsi nel corso del prossimo esercizio 2020/21 (con lo stesso calciatore, la Juve ha sottoscritto un contratto di prestazione sportiva quinquennale valevole fino al 30 giugno 2025) sia per la cessione, a titolo definitivo, di Pablo Moreno Taboada, a fronte di un corrispettivo di 10 milioni, da pagarsi nel corso del prossimo esercizio 2020/21. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa 7,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori.

Sempre oggi, ha ceduto al Montpellier Herault, a titolo definitivo, Stephy Alvaro Mavididi, a fronte di un corrispettivo di 6,3 milioni, pagabili in tre esercizi. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa 4,0 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori.

COMPLEANNI DI LUGLIO

Tra i protagonisti dell'economia locale che compiono gli anni in luglio si trovano Rodolfo De Benedetti, nato a Torino, il 2 del 1961. Il primogenito di Carlo De Benedetti è presidente della Cir e, fra l'altro, consigliere di amministrazione della controllata Sogefi e di Aon. Il giorno 5 del 1967 è nata, a Torino, Stefania Petruccioli, consigliere di amministrazione delle quotate Rcs Media Group, Mps, Interpump e De Longhi; mentre nello stesso giorno, ma del 1949, sempre a Torino, è nato Ernesto Ramojno, noto commercialista, presidente de La Scialuppa Crt Onlus, presidente del collegio sindacale della Ferrero e neo sindaco della Fondazione Crt. Il 6 del 1972 è nato Vincenzo Tedeschi, amministratore delegato della torinese Directa Sim, che fa capo a Massimo Segre. Il 7 compie gli anni Alessandro Battaglino, nato a Torino nel 1970, direttore generale di Assa, presidente di Barricalla, direttore di Madian Orizzonti. Il 9 del 1958, a Genova, è nato Edoardo Aschieri, commercialista, presidente di numerosi collegi sindacali di rilevanti società ed enti. Il 13 del 1962, ad Alessandria, è nata Paola Giannotti, consigliere di amministrazione della Tim e di Terna. Lo stesso giorno, ma del 1971 e a Ivrea, è nato Fabio Vaccarono, direttore generale di Google Italia e consigliere di amministrazione de Il Sole 24 Ore. Nel 1982, sempre il 13, a Torino, è nato Edoardo Pozzoli, amministratore delegato della Centrale del Latte d'Italia. Nel capoluogo piemontese, il 20 del 1967, è nata Monica De Virgiliis, top manager Cea e consigliere di amministrazione della Prysmian. Il 22 del 1951, a Chivasso, è nata Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom di Torino e di Confcommercio Piemonte e, fra l'altro, consigliere di amministrazione della Fondazione Crt. Il giorno successivo compie gli anni Massimo Arruga, nato a Torino nel 1946, consigliere di amministrazione di Italiana Assicurazioni, compagnia della Reale Mutua. Il 27 del 1943, a Fiume, è nato Giorgio Galvagno, neo presidente della Banca di Asti. Il 28 del 1968, a Cuneo, è nata Silvia Merlo, amministratore delegato dell'omonimo gruppo di famiglia, consigliere di amministrazione delle quotate Leonardo, Erg, Sanlorenzo, Gedi Gruppo Editoriale. Il 29 del 1951, ad Alzano Lombardo (Bergamo), è nato Lorenzo Pelliccioli, amministratore delegato della De Agostini, presidente di Dea Capital e di Igt Plc, consigliere di amministrazione delle Generali. Il 30 del 1956, a Valenza, è nato Maurizio Frascarolo, consigliere di amministrazione del Banco Bpm.

Intesa Sanpaolo, dall'operazione con Nexi una plusvalenza di 1,1 miliardi

Intesa Sanpaolo e Nexi hanno perfezionato l’accordo strategico riguardante i sistemi di pagamento, che prevede, in particolare, il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente a oggetto l’attività di acquiring attualmente svolta nei confronti di oltre 380.000 punti vendita (Intesa Sanpaolo manterrà la forza vendita dedicata all’acquisizione di nuovi clienti); una partnership di lunga durata, in cui Nexi diventa, nell’ambito dell’acquiring, il partner esclusivo di Intesa Sanpaolo e quest’ultima, mantenendo la relazione con la propria clientela, distribuisce i servizi di acquiring di Nexi. Il trasferimento del ramo aziendale è avvenuto tramite conferimento a una controllata di Nexi. Intesa Sanpaolo ha venduto a Nexi le azioni ricevute a fronte del conferimento e, con parte del corrispettivo, ha acquistato da Mercury Uk HoldCo, socio di riferimento di Nexi, azioni di quest’ultima pari al 9,9% di Nexi del 9,9%.

Il perfezionamento dell’operazione si traduce in una plusvalenza di circa 1,1 miliardi di euro, dopo le imposte, nel conto economico consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo nel secondo trimestre 2020, che include l’effetto riconducibile alla differenza tra il prezzo di acquisto del 9,9% del capitale sociale di Nexi e il corrispondente valore risultante dalla quotazione di borsa delle azioni Nexi.

Iren: ecco il bilancio dei primi dieci anni

Un nuovo logo e una nuova corporate identity per celebrare i primi dieci anni di vita e tracciare la rotta dell’evoluzione futura del gruppo Iren, frutto di oltre 100 di storia delle aziende che, fondendosi, hanno guidato l’evoluzione dei servizi essenziali lungo tutto il ‘900 e un’identità definita, fondata su valori quali il rispetto dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’innovazione, la vicinanza ai territori e l’attenzione alle persone. Da questo patrimonio nasce il nuovo logo di Iren, con l’obiettivo di rafforzare l’identità del Gruppo e interpretare l’evoluzione futura di una utility sempre più dinamica, innovativa e abilitatrice della vita e delle aspettative delle persone.

Come sottolinea Renato Boero, presidente del Gruppo, “Iren intende porsi come soggetto abilitatore allo sviluppo dei territori serviti, aiutandoli ad affrontare le sfide di sostenibilità economica, energetica e ambientale e i nuovi scenari di innovazione nei servizi. La nuova immagine di Iren vuole unire la consolidata esperienza e il know-how maturati in questi dieci anni con la propensione allo sviluppo, all’innovazione e alla crescita futura del Gruppo”.

Nato nel 2010 dalla fusione tra le due multiutility Iride ed Enìa, Iren ha vissuto una crescita straordinaria, che l’ha portata a essere una delle prime 25 aziende industriali italiane per ricavi, a generare un contributo di 2,5 miliardi al Pil nazionale e, grazie alla propria attività, a consentire l’attivazione di quasi 30mila posti di lavoro nel Paese. Nel periodo, il Gruppo ha distribuito un valore aggiunto di 10,3 miliardi di euro, dividendi cumulati per 746,3 milioni e realizzato investimenti operativi per 3,6 miliardi di euro. Con ricadute importanti sull’occupazione, sull’indotto economico e sull’impatto ambientale, per un totale di 1.648 assunzioni, ordini ai fornitori per  6,1 miliardi di euro e una media di 2,1 milioni di tonnellate di CO2 evitata e 590.000 Tep risparmiate ogni anno.

L’evoluzione di Iren sarà concretamente supportata dai 3,3 miliardi previsti in investimenti previsti al 2024, di cui 2 miliardi in sostenibilità e 350 milioni in digitalizzazione e da una strategia di crescita in Italia, confermando al contempo l’attenzione e il radicamento sui territori in cui è tradizionalmente attivo il Gruppo, guidato da Massimiliano Bianco, l'amministratore delegato.

Compagnia di San Paolo: 700.000 euro come dotazione del bando "Il bene x bene"

La Fondazione Compagnia di San Paolo lancia il bando B2= Il bene x bene. L’intento è quello di sostenere, in Piemonte e Liguria, iniziative che forniscano risposte efficaci di contrasto alla povertà, tramite la strutturazione o lo sviluppo di sistemi territoriali per il recupero e la ridistribuzione di eccedenze e donazioni di beni di prima necessità, non solo alimentari, avvalendosi di reti e presidi di prossimità. Il bando potrà dare quindi impulso alla realizzazione di azioni concrete di sostegno che puntino alla costruzione o al consolidamento di sistemi organizzati, non solo in un’ottica di risposta più efficace al momento contingente ma anche di medio-lungo periodo, rafforzando relazioni strutturate e collaborative nei territori.

Il bando, che si rivolge a partenariati privati o pubblico – privati prevede una disponibilità complessiva di 700.000 euro e le richieste di contributo non potranno superare i 40.000 euro ciascuna. Le domande dovranno pervenire all’indirizzo email: missionecomunita@pec.compagnia.torino.it con oggetto nome dell’ente proponente e nome del bando “B2 = Il bene x bene”. Il termine di presentazione delle proposte è fissato entro le ore 14 di lunedì 20 luglio 2020.

Intesa Sanpaolo vince gara Cyber Security

Intesa Sanpaolo ha vinto il Ctf Aipsa 2020 “Cyber Resilience amid a Global Pandemic”, organizzato da Aipsa, Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale, in collaborazione con Spike Reply, società del gruppo Reply specializzata nei servizi di consulenza e soluzioni integrate di Business Security & Fraud Management. Il Ctf Aipsa, che per l’edizione 2020 è stato dedicato alla Cyber Resilienza durante la pandemia globale, è una competizione riservata a team di professionisti della Cyber Security delle più importanti società italiane che mette a dura prova le capacità di rilevazione di un attacco cyber simulato, resistenza allo stesso e reazione. Il gioco prevede diverse sfide e prende spunto dal Rubabandiera, in inglese Capture the Flag. I partecipanti cercano le vulnerabilità dei sistemi e dei software messi a disposizione dagli organizzatori con l’obiettivo di rubare le flag nascoste. Oltre a sfruttare le debolezze e le falle degli sfidanti, le prove includono la soluzione di puzzle logici, la comprensione rapida del funzionamento di un sistema complesso e la sua forzatura. Il team Intesa Sanpaolo si è classificato al primo posto con ben 1.800 punti, con notevole distacco – 400 punti – dal secondo classificato, superando con successo tutte le challenge predisposte dai professionisti Aipsa. Massimo Proverbio, Chief It, Digital & Innovation Officer di Intesa Sanpaolo ha commentato “Il successo riportato quest’anno e l’ottimo secondo posto nel 2019 al Ctf Aipsa confermano l’alto livello del nostro lavoro sul fronte della Cyber Security e della professionalità dei colleghi impegnati ogni giorno nel garantire la sicurezza informatica del nostro Gruppo”.

Maggio nerissimo per tutti gli aeroporti passeggeri Caselle -99,2% Genova -98,8%

Maggio nerissimo per gli aeroporti, quasi del tutto bloccati dal Covid-19. Nel Nord Ovest, come nel resto d'Italia. Nel mese scorso, lo scalo di Torino-Caselle ha registrato 459 voli, tra partenze e arrivi (-87,3% rispetto a maggio 2019) e un totale di 2.619 passeggeri (-99,2%); quello di Genova 361 movimenti (-80%) con complessivi 1.666 passeggeri (-98,8%). E l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi non ha avuto alcun volo. Tutti insieme, i 42 aeroporti italiani hanno contato 13.713 movimenti (-90,6% rispetto a maggio dell'anno scorso) e 213.802 passeggeri (-98,7%).

Anna Ferrino nel Consiglio di presidenza dell'Unione Industriale di Torino

Il Consiglio generale dell’Unione Industriale di Torino, su proposta di Giorgio Marsiaj, presidente designato, ha votato il nuovo Consiglio di presidenza dell’associazione per il quadriennio 2020 – 2024, che è composto da cinque vicepresidenti: Antonio Calabrò, Massimiliano Cipolletta, Anna Ferrino, Marco Lavazza, insieme al prossimo presidente di Amma, che verrà eletto entro settembre.

Inoltre, come da statuto, entrano di diritto nel Consiglio di presidenza Giovanni Fracasso, presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriale di Torino e Alberto Lazzaro, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori. Spetterà all'assemblea generale, che si riunirà il prossimo 13 luglio, la formale elezione del presidente Giorgio Marsiaj e della sua squadra di presidenza.

Antonio Calabrò è consigliere delegato e direttore della Fondazione Pirelli, vicepresidente di Assolombarda, componente del Consiglio generale di Confindustria. È stato vicedirettore e direttore editoriale de Il Sole 24Ore. Massimiliano Cipolletta è amministratore delegato del gruppo Scai, vicepresidente dell’Unione Industriale di Torino nel quadriennio 2016–2020, presidente del gruppo Ict dell’Unione Industriale di Torino, presidente del Digital Innovation Hub Piemonte, vicepresidente Fondazione Torino Wireless.

Anna Ferrino è amministratore delegato della Ferrino, che festeggia quest’anno i 150 anni, vicepresidente di Fondazione Crt, vicepresidente di Assosport, vicepresidente del Teatro Stabile e componente del consiglio di amministrazione della Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi. Marco Lavazza e vicepresidente della Lavazza, vicepresidente dell’Unione Industriale di Torino dal 2019, componente del Consiglio generale di Confindustria e presidente di Unione Italiana Food.

Giovanni Fracasso è socio fondatore e amministratore delegato di Scai Dooh.it, presidente del Comitato Piccola Industria dell’Unione Industriale di Torino, presidente del SeTI (Servizi e Terziario Innovativo) e componente del Consiglio generale di Confindustria. Alberto Lazzaro è amministratore delegato della Wisildent, società operante nel settore medicale. Da maggio 2019 è presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, di cui era già vicepresidente.

La Juve compra Arthur e vende Pjanic scambio col Barcellona bocciato in Borsa

Nonostante l'operazione Barcellona, Piazza Affari non ha premiato la Juventus. Oggi, 29 giugno, giorno dell'annuncio dell'acquisto del brasiliano Arthur Melo e della cessione di Miralem Pjanic, l'uno e l'altra sempre con il Barcellona, l'azione Juventus ha chiuso a 0,9046 euro, con il ribasso del 2,98% mentre l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,69% finendo a 19.447 punti. Comunque, Arthur Henrique Ramos De Oliveira Melo è stato rilevato, a titolo definitivo, a fronte di un corrispettivo di 72 milioni di euro, pagabili in quattro esercizi. Lo ha comunicato la stessa società bianconera, precisando che il valore di acquisto potrà incrementarsi di massimi 10 milioni, al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Con il calciatore, la Juventus ha sottoscritto un contratto di prestazione sportiva quinquennale, valevole fino al 30 giugno 2025. Al Barcellona, la Juve ha ceduto, a titolo definitivo, Pjanić, a fronte di un corrispettivo di 60 milioni, pagabili in quattro esercizi, che potrà incrementarsi di ulteriori 5 milioni al verificarsi di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. “Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa 41,8 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori” ha evidenziato la società torinese presieduta da Andrea Agnelli e controllata da Exor.

Oggi, la Juventus ha anche comunicato di aver raggiunto l’accordo con l'Atalanta per la cessione, a titolo definitivo, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Simone Muratore a fronte di un corrispettivo di 7 milioni, pagabili in quattro esercizi. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa 6,8 milioni, al netto degli oneri accessori.

Finpiemonte Partecipazioni, 2019 record

L’esercizio 2019 di Finpiemonte Partecipazioni, si è chiuso con l'utile di 2,2 milioni, che costituisce il miglior risultato ottenuto fino ad oggi dalla società partecipata dalla Regione Piemonte. La politica di razionalizzazione delle partecipate ha dato i suoi frutti e vogliamo continuare il lavoro” ha commentato l’assessore della Regione Piemonte alle società partecipate, Fabrizio Ricca. A sua volta, il presidente di Fienpiemonte Partecipazioni, Francesco Zambon, ha rilevato che “l’utilità di questi dati si declina nella possibilità di sostenere il sistema delle imprese piemontesi in questo momento di oggettiva difficoltà”.

Il torinese Gallina eletto nel cda dell'Icc

Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino, è stato eletto nell'executive board (consiglio di amministrazione) dell’Icc - International Chamber of Commerce, l’organizzazione che rappresenta istituzionalmente oltre 45 milioni di aziende di tutto il mondo. “Questa elezione conferma la stima e la fiducia che l’Icc ha nei confronti di Torino e della sua Camera di commercio: si tratta di un riconoscimento prestigioso, che premia anche l’intensa attività svolta nell’ambito della Wcf-World Chambers Federation operata dai miei predecessori, Alessandro Barberis e Vincenzo Ilotte, nel rappresentare le imprese italiane” ha commentato Dario Gallina.

BiverBanca e Fondazione Cr Biella insieme per sostenere la ripresa dopo il lockdown

Una collaborazione nel segno della rinascita del Biellese che porta sul territorio 460 mila euro per progetti urgenti destinati a famiglie, anziani, categorie fragili e per supportare il ritorno al lavoro con strumenti di conciliazione innovativi: è il bando “Ripartiamo insieme” lanciato da Biver Banca (gruppo Cassa di Risparmio di Asti) e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella come strumento di sostegno per l’uscita dal lockdown. Si tratta della prima azione concreta messa a punto da Banca e Fondazione dopo l’ingresso di quest’ultima nel Gruppo Cassa di Risparmio di Asti come secondo azionista e simboleggia, sia per ampiezza della vision sia per mole delle risorse messe in campo, il “nuovo corso” fatto di collaborazione per il rilancio del Biellese.

“Oltre a fare bene il nostro lavoro di banca, in questa fase di emergenza ci siamo chiesti cosa potessimo fare in più per le persone dei nostri territori – ha dichiarato Massimo Mossino, direttore generale di Biver Banca – La somma di 2,200 milioni raccolta grazie alla generosità del personale del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e alla sensibilità dei Consigli di amministrazione di Biver Banca e di Banca di Asti, è stata donata in parte alle strutture sanitarie in piena emergenza e in parte destinata a interventi di carattere sociale. Il progetto Ripartiamo Insieme, nato dalla collaborazione con Fondazione Cr Biella, fornisce un supporto concreto alle fasce più deboli della popolazione. che stanno risentendo maggiormente delle conseguenze della pandemia”.

Franco Ferraris, presidente della Fondazione biellese ha spiegato: “Stiamo vivendo un momento storico sotto molti punti di vista e la Fondazione ha continuato ad ascoltare e sostenere il territorio nonostante le difficoltà di questi mesi. Con Biver Banca abbiamo lanciato il bando con il maggior importo di sempre da quando abbiamo istituito questo strumento di azione. Questo è anche il frutto di un lungo lavoro di concertazione territoriale e dialogo attuato dalla Commissione bisogni territoriali, appositamente creata dalla Fondazione il 20 maggio scorso. Oggi, grazie all’ingresso nel Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, la Fondazione è più forte e può meglio agire per il Biellese e questo primo progetto congiunto ne è la prova”.

Il bando, il cui titolo completo è “Emergenza Covid19 – Area Biellese Ripartiamo Insieme” ha visto così suddivisi gli importi: 300.000 euro Biver Banca e 160.000 Fondazione Cr Biella. L’importo particolarmente elevato è frutto di una mappatura delle esigenze del territorio che ha presentato ben 37 richieste provenienti da diversi enti che operano nell’area Welfare e che hanno attivato progettualità di supporto alla popolazione più fragile. Il bando intende svolgere una serie di azioni volte al miglioramento della condizione di vita dei soggetti che vivranno con maggiore difficoltà la ripresa delle attività.

Casinò de La Vallée 2019, vince il banco utile netto di oltre 13,5 milioni

Rien va plus, il banco vince. Il Casino de La Vallée ha chiuso il bilancio 2019 con l'utile di oltre 13,5 milioni di euro. Lo ha comunicato il presidente della Regione, Renzo Testolin, sottolineando che il consuntivo è stato approvato all’unanimità e che l'assemblea dei soci della casa da gioco di Saint Vincent ha deliberato di destinare tutto l'utile 2019 a parziale copertura delle perdite pregresse. Poi, a nome del Governo valdostano, ha espresso soddisfazione per il risultato d’esercizio, ottenuto in un ottica di proficua continuità aziendale, confidando che i positivi risultati raggiunti nel primo periodo di riapertura della Casa da gioco possano protrarsi nei mesi a venire.

Dividendo di 2,2 milioni ai Comuni soci Acea Pinerolese Industriale e Energia

Le assemblee dei Comuni soci rispettivamente di Acea Pinerolese Industriale, di Asst e di Acea Pinerolese Energia hanno approvato, all’unanimità, i rispettivi bilanci 2019 e hanno stabilito la distribuzione di 2.254.083 euro ai Comuni soci, che si tradurranno in servizi per i cittadini. grazie a una gestione efficiente delle società. Acea Pinerolese Industriale ha chiuso l’esercizio con l'utile netto di 2.311.295 euro, il 70% destinato a dividendo e Acea Pinerolese Energia Srl ha chiuso con l'utile netto di 1.458.734 euro (il 50% a dividendo). Proprio in questi giorni, Acea Pinerolese è stata messa in evidenza a Roma, nel corso della presentazione del Rapporto Nazionale di Legambiente “Comunità Rinnovabili”, come modello virtuoso, a livello nazionale, con il progetto per realizzare una comunità energetica nell’ambito della Oil Free Zone “Territorio Sostenibile”.

Le giovani imprenditrici meno resilienti

Le imprese femminili resistono alla crisi meglio delle altre. Almeno in Piemonte. Lo conferma il nuovo censimento di Unioncamere-Infocamere. Se è vero, infatti, che nel primo trimestre di quest'anno, in regione, è diminuito anche il numero delle aziende “rosa” in attività (al 31 marzo sono risultate 95.684, mentre erano 96.187 alla stessa data dell'anno scorso) è altrettanto vero che il tasso del loro calo è risultato inferiore a quello medio del sistema imprenditoriale piemontese (0,82%, corrispondente a 3.531 aziende).

A resistere meglio, però, sono le imprese rosa che hanno a capo donne già con una certa esperienza; perché, invece, le più giovani si sono rivelate meno resilienti. La disaggregazione dei dati, infatti, mostra che delle 503 imprese rosa scomparse in Piemonte, tra il 31 marzo 2019 e lo stesso giorno di quest'anno, 276, quindi ben più della metà, erano guidate da giovani con meno di 35 anni. Il calo delle under 35, perciò, è stato del 2,7%, ben più alto della media. E non consola che l'anno prima la perdita sia stata ancora più pesante (-4%), dato che il sistema piemontese aveva perso 426 aziende di imprenditrici di età inferiore ai 35 anni.

Comunque, la quota delle aziende amministrate da donne under 35 è calata al 10,2% delle imprese rosa, mentre era del 10,8% due anni fa e dell'11% alla fine di marzo 2017, quando ne erano emerse 10.716 sul totale femminile di 97.158.

La provincia piemontese con meno imprese rosa è Verbania (2.935), che ne conta meno anche di Biella (3.581), Invece, le due province che ne hanno di più sono, naturalmente, Torino (48.677) e Cuneo (15.138). Seguono, nell'ordine, Alessandria con 9.733, Novara con 6.712, Asti con 5.314 e Vercelli con 3.594. In tutta la regione, unicamente la provincia di Torino ha fatto registrare, nell'ultimo anno, un aumento delle imprese femminili, sia pure soltanto di 31 unità, nonostante la diminuzione delle under 35.

Cosa bisogna sapere sul Superbonus 110%

di Agostino Re Rebaudengo*

Introdotto dal Decreto Rilancio, il cosiddetto Superbonus 110% di cui si parla molto, deve essere ancora convertito in legge. In attesa di un’analisi più approfondita, di seguito un commento sulle opportunità e i rischi di questa misura. Superbonus 110%, cosa è: sono nuove misure per favorire il miglioramento energetico (Ecobonus) e sismico (Sismabonus) delle abitazioni, grazie alla possibilità di detrarre fino al 110% le spese sostenute per questi interventi. Con il Superbonus si potranno, dunque, effettuare lavori in casa praticamente a costo zero.

Chi usufruisce dell’intervento può scegliere tra: la detrazione fiscale in cinque anni; lo sconto in fattura immediato; la cessione del credito a banche e istituti finanziari. Possono usufruire del Superbonus: i condomini (sia prima sia seconda casa); le persone fisiche per l’abitazione principale; gli Istituti Autonomi Case Popolari; le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

I lavori “trainanti” ammessi al Superbonus sono: interventi antisismici,volti a migliorare la prestazione sismica ovvero a ridurre il rischio sismico dell’edificio, a patto che si trovi in zona sismica 1, 2 o 3, cioe circa l’80% del territorio (il limite di spesa è 96.000 euro per unità immobiliare); isolamento termico della casa (il limite di spesa è 60.000 euro per unità immobiliare); sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, con sistemi di efficienza almeno pari alla classe A: caldaia a condensazione (ma solo nel caso dei condomini); pompa di calore (inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo); microcogeneratori, oggi il sistema più efficiente per generare energia elettrica e termica con emissioni 20 volte inferiori a una caldaia (il limite di spesa è di 30.000 euro per unità immobiliare). Se abbinati a uno di questi interventi, anche l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, così come gli interventi che attualmente accedono all’Ecobonus (ad esempio la sostituzione degli infissi), accedono all’aliquota del 110%.

Gli interventi devono portare a un miglioramento di almeno due classi energetiche, dimostrato da un attestato di prestazione energetica (Ape) ante e post intervento. Si può accedere al Superbonus fino al 31 dicembre 2021 (probabile estensione anche per il 2022).

Il Superbonus potrà contribuire a promuovere la ripresa economica del Paese post Covid-19; migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano, che vede oggi la maggior parte degli edifici in classe energetica G. Il settore residenziale assorbe il 28% dei consumi finali di energia in Italia, di cui circa i due terzi per il riscaldamento. La riqualificazione energetica del parco residenziale porterà sicuramente a un minore impiego di energia, con effetti di riduzione delle emissioni climalteranti e inquinanti.

Pur dovendo attendere la conversione in legge per formulare un giudizio finale, il Superbonus potrebbe essere frenato dalla complessità burocratica, che già ha ostacolato gli incentivi Ecobonus e Sismabonus in passato; produrre risultati insufficienti dal punto di vista costi/benefici, perché il salto di sole due classi energetiche è poca cosa. essendo la maggior parte delle abitazioni italiane in classe energetica G, cioè la peggiore. Per migliorare il Superbonus, occorre ridurre la complessità burocratica; definire, con chiarezza, la possibilità di cessione del credito ai fornitori o alle banche;i ntrodurre una proporzionalità della detrazione, in base al “salto di classe energetica” generato dall’intervento. Un altro fronte importante per la riqualificazione energetica del parco edilizio, sarebbe l’apertura all’autoconsumo collettivo dell’energia elettrica autoprodotta, in linea con quanto richiesto dalle Direttive europee. Oggi, infatti, l’elettricità prodotta da un impianto fotovoltaico o da un microcogeneratore in un condominio può rifornire solo l’utenza dei servizi comuni (es. ascensore e luce delle scale) e non ciascun condòmino.

È importante che si giunga, al più presto, a un quadro normativo che permetta l’autoconsumo collettivo dell’energia prodotta da rinnovabili e microcogenerazione, eventualmente abbinate a sistemi di accumulo; promuova gli investimenti in nuovi sistemi di autoconsumo, garantendone la ragionevolezza da un punto di vista economico; sia chiaro e semplice per i cittadini.

* Presidente di Asja Italia e di Elettricità Futura (www.rerebaudengo.it)


Casa di proprietà o in affitto, la foto Istat

Casa. Un bene essenziale, ambito, amato. In Italia forse più di ovunque. Tanto che, nel Bel Paese, è elevata la quota delle famiglie che sono, o aspirano a essere, proprietarie del loro “nido”, piccolo o grande che sia. E le spese per la casa sono tra quelle considerate prioritarie. Una situazione confermata anche dalla più recente rilevazione specifica dell'Istat.

Dei 3,7 milioni di famiglie che vivono in abitazioni di proprietà, una su cinque paga un mutuo (la quota maggiore – 26,6% - è al Nord, la minore – 11,6% - nelle Isole). “Dal punto di vista economico e contabile, questa voce di bilancio è un investimento – sottolinea l'Istat - e non rientra, quindi, nel computo della spesa per consumi; ciononostante, il mutuo, per le famiglie che lo sostengono, rappresenta un esborso pari, in media, a 545 euro mensili”.

L'istituto nazionale di statistica aggiunge che proprio alla casa - per la sua manutenzione, come per l'acqua, l'elettricità, il gas - si deve il 35,5% della spesa mensile delle famiglie (2.787 euro) che ne sono proprietarie; mentre questa quota scende al 33,2% per le famiglie in affitto, i cui consumi comportano una spesa mensile media di 1.882 euro, di cui un quinto proprio per l'affitto.

In Italia, il 18,4% delle famiglie paga un affitto per l’abitazione in cui vive. La percentuale va dal minimo delle Isole (14,5%) al massimo del Nord-Ovest (20,7%). La spesa media delle famiglie che pagano un affitto è di 412 euro mensili a livello nazionale, più alta nel Centro (469 euro), nel Nord ( nel Nord-Ovest (457 euro) e nel Nord-Est (435 euro), rispetto a Sud (310 euro) e Isole (293 euro).

La quota più elevata di famiglie in affitto si registra nelle città metropolitane (26,2%) e nei loro comuni periferici, oltre che in quelli con almeno 50mila abitanti (21,5%). Nelle città metropolitane, l'affitto medio mensile è di 493 euro mensili, 76 euro in più della media dei comuni periferie delle aree metropolitane e dei comuni con almeno 50mila abitanti.

Al netto degli affitti figurativi, la spesa per consumi sostenuta dalle famiglie scende a 2.065 euro per quelle proprietarie e a 1.612 per quelle in usufrutto o uso gratuito; conseguentemente, cambia anche la quota destinata all’abitazione, che passa, infatti, dal 35,5% al 12,9% per le prime e dal 33,3% all’11,0% per le seconde.

Considerando, quindi, i soli esborsi monetari, le famiglie in affitto hanno, logicamente, minori risorse da destinare agli altri capitoli di spesa, rispetto al resto delle famiglie; ciò vale, in particolare, per le quote destinate a trasporti (11,2% rispetto al 15,3% delle famiglie proprietarie, in usufrutto o in uso gratuito della casa), servizi ricettivi e di ristorazione (5,1% contro 6,9%), abbigliamento e calzature (4,6% contro 6,0%), ricreazione, spettacoli e cultura (4,5% contro 6,8%), servizi sanitari e per la salute (4,3% contro 6,3%) e mobili, articoli e altri servizi per la casa (3,9% contro 5,9%).

Biancamano, dimissioni della numero 1 Petrone lascia tutte le cariche e il gruppo

Biancamano, società quotata controllata dal savonese Giovanni Battista Pizzimbone, ha comunicato che Paola Petrone si è dimessa, con efficacia immediata, da amministratore delegato di Biancamano, presidente e amministratore delegato di Aimeri Ambiente (società al 100% di Biancamano); presidente e amministratore delegato di Energeticambiente (100% Aimeri). Paola Petrone ha spiegato le proprie dimissioni in ragione di una difformità di vedute con la compagine sociale. Paola Petrone ha rassegnato le proprie dimissioni anche da dirigente della società Biancamano, con efficacia dal 1° settembre prossimo. A seguito della cessazione dalle cariche, non saranno riconosciute alla Petrone indennità direttamente conseguenti alle dimissioni né alcuna indennità per la cessazione del rapporto di lavoro, né ulteriori diritti ovvero benefici derivanti da piani di incentivazione adottati dalla società.

Ecco tutte le caratteristiche del Btp Futura che sarà sottoscrivibile dal 6 al 10 luglio

Btp Futura è un nuovo titolo di Stato destinato unicamente ai risparmiatori individuali, famiglie o gestori di patrimoni privati, che sarà emesso per la prima volta da lunedì 6 luglio a venerdì 10 luglio, salvo chiusura anticipata, con le prime tre giornate comunque garantite per la sottoscrizione.
Chi acquista questo nuovo titolo, oltre a mettere a reddito, nel medio termine, i propri risparmi in modo semplice, contribuisce attivamente a finanziare le spese per la ripresa dopo l’emergenza Covid-19, sostenendo il sistema sanitario nazionale, le famiglie e le imprese italiane, tutelando l’occupazione nonché fornendo alle amministrazioni locali risorse e prestiti per affrontare l’emergenza. Per chi acquista il titolo nei giorni di emissione e lo detiene fino a scadenza, è previsto un “premio fedeltà” che si aggiunge all’ultima cedola e che è
pari al tasso medio di crescita annuale del Pil nazionale registrato dall’Istat durante la vita del titolo, con un minimo garantito dell’1% e fino a un massimo del 3% del capitale sottoscritto.

Le caratteristiche del Btp Futura: durata 10 anni, tassi fissi predeterminati crescenti nel tempo in tre step (1°-4° anno, 5°-7° anno, 8°-10° anno); premio fedeltà pari alla crescita media del Pil nominale annuo durante la vita del titolo (1% minimo, massimo 3%); rimborso unico a scadenza, tassazione agevolata del 12,5% sui rendimenti ed esenzione in caso di successione; nessuna commissione all’acquisto durante il collocamento. Le cedole, pagate con cadenza semestrale, verranno calcolate in base a un dato tasso cedolare fisso per i primi quattro anni, che aumenterà una prima volta per i successivi tre anni e una seconda volta per gli ultimi tre anni di vita del titolo prima della scadenza.

I tassi cedolari prefissati e crescenti nel tempo saranno comunicati il prossimo 3 luglio e potranno essere rivisti - ma solo al rialzo – al termine del collocamento, in base alle condizioni di mercato esistenti alla chiusura dell’operazione. In particolare, potranno essere oggetto di revisione al rialzo i tassi cedolari del secondo e terzo triennio.

Il titolo potrà essere ceduto anche prima della scadenza, alle condizioni di mercato. La struttura con cedole fisse crescenti nel tempo rende il titolo meno soggetto a riduzione del valore di mercato in caso di futuro rialzo dei tassi di interesse, rispetto a un normale Btp con cedole fisse di pari scadenza. Al titolo verrà fornita adeguata liquidità sul mercato secondario in modo da consentire ai risparmiatori di poter vendere o acquistate il titolo durante la sua vita, in ogni condizione di mercato.

Non sono previsti tetti o riparti: la domanda, a partire da un lotto minimo di 1.000 euro, sarà completamente soddisfatta, salvo facoltà da parte del Ministero dell’economia e delle finanze di chiudere anticipatamente l’emissione. Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso due banche dealers, Banca Imi e Unicredit e due banche co-dealers, Banca Akros e Banca Sella Holding. In questo modo Btp Futura potrà essere acquistato attraverso gli stessi canali utilizzati dai risparmiatori retail per il Btp Italia, rivolgendosi al proprio referente in banca o presso l’ufficio postale, ovunque si detenga un conto titoli, oppure online attraverso il proprio sistema di home banking se abilitato al trading. Anche in questo caso, come nel Btp Italia, il titolo sarà emesso a un prezzo alla pari (100) e non verranno applicate commissioni.

Messina punta al "pieno coinvolgimento" delle Fondazioni territoriali di Ubi Banca

“Con l’approvazione da parte della Consob, si compie un ulteriore significativo passaggio e si avvia l’offerta promossa da Intesa Sanpaolo che si contraddistingue come un’operazione di mercato rivolta direttamente a tutti gli azionisti di Ubi Banca, con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli stakeholders dei due gruppi nel panorama bancario europeo”. Lo ha dichiarato Carlo Messina, numero uno della banca che ha la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista, aggiungendo che “alla base di questo obiettivo abbiamo posto la prospettiva di una realtà bancaria caratterizzata dal profondo radicamento territoriale, grazie alla creazione di quattro nuove direzioni regionali, con elevata autonomia creditizia e gestionale, situate a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, per le quali verranno valorizzate le migliori capacità manageriali di Ubi Banca”.

Messina ha sottolineato che “nel triennio 2021 – 2023 sono previste ulteriori erogazioni di credito per 10 miliardi l’anno, a sostegno dell’economia reale, grazie al rafforzamento della prossimità al tessuto produttivo. Non sono previste riduzioni di credito ai clienti comuni. Inoltre, prevediamo 2.500 assunzioni di giovani per supportare la crescita del Gruppo, promuovendo il ricambio generazionale e sostenendo l’occupazione, con un’accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera”.

Ha anche specificato: “Puntiamo al pieno coinvolgimento delle Fondazioni territoriali di Ubi per fornire un consistente supporto alle comunità territoriali, con un’attenzione particolare alle ricadute sociali. Saremo ancor più il motore della crescita sostenibile e inclusiva, impegnato a affermarsi come punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale, a supportare l’economia circolare a rafforzare le iniziative a sostegno delle persone in difficoltà”.

Secondo Messina, “la forza di questo progetto si basa sulla solida relazione, che consolideremo ulteriormente, tra la banca, i progetti delle famiglie e le capacità degli imprenditori appartenenti alle comunità in cui opereremo. La piena valorizzazione delle potenzialità presenti in Intesa Sanpaolo e Ubi potrà permettere la creazione di valore per gli azionisti, tramite la distribuzione di flussi di dividendi sostenibili nel tempo”.

Gli azionisti Fca confermano tutto il cda

L’assemblea degli azionisti di Fca, controllata dall'Exor della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi, ha rieletto tutti i membri del consiglio di amministrazione che si sono candidati. John Elkann, Michael Manley e Richard Palmer sono stati rieletti amministratori esecutivi, Ronald Thompson, John Abbott, Andrea Agnelli, Tiberto Brandolini d'Adda, Glenn Earle, Valerie Mars, Michelangelo Volpi, Patience Wheatcroft ed Ermenegildo Zegna sono stati rieletti amministratori non esecutivi. Fra l'altro, l’assemblea ha rinnovato, per un periodo di diciotto mesi, le deleghe al consiglio di amministrazione a emettere azioni ordinarie e speciali, attribuire diritti a sottoscrivere azioni ordinarie e speciali ed a limitare o escludere i diritti di prelazione per le azioni ordinarie, oltre a confermare l’esistente autorizzazione ad acquistare azioni ordinarie proprie fino a un massimo del 10%.

Grazie a Fondazione Crt e a Finpiemonte 40 milioni a pmi piemontesi e valdostane con un'operazione finanziaria innovativa

Banca Generali accelera le soluzioni per attivare il risparmio privato a supporto dell’economia reale e delle imprese colpite dall’emergenza Covid19. Al via una nuova cartolarizzazione -“Italianonsiferma” -curata da Credimi, il leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, per complessivi 40 milioni di euro, da mettere a disposizione delle pmi di Piemonte e Valle D’Aosta. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’intervento di Fondazione Crt, come “anchor investor”, tramite Fondazione Sviluppo e Crescita e di Finpiemonte che, sottoscrivendo la tranche junior pari al 10% dell’emissione, permettono di raccogliere complessivamente 40 milioni, assicurando un livello di protezione addizionale ai capitali dei risparmiatori professionali coinvolti dalla Banca. Alla garanzia del 90% dal Fondo di Garanzia pubblico si aggiunge, infatti, l’ulteriore 10% di copertura dalle due istituzioni del territorio: Fondazione Crt e Finpiemonte.

L’intervento di Fondazione Crt e Finpiemonte, inoltre, consente il contenimento degli interessi applicati ai prestiti e genera un effetto moltiplicatore nell’erogazione dei finanziamenti in un rapporto di 1 a 10 (per ogni euro stanziato dalle due istituzioni piemontesi vengono raccolti ulteriori 9 euro da risparmiatori qualificati, che possono contare sulla piena garanzia del capitale).

Lo sforzo congiunto di Banca Generali, Credimi, Fondazione Crt e Finpiemonte ha permesso di realizzare, per la prima volta in Italia, una operazione che fa affluire risparmio delle famiglie a sostegno delle pmi di uno specifico territorio. Questa operazione porterà in poche settimane, 40 milioni di euro in prestito a quelle aziendeche faticano ad accedere ai canali di finanziamento tradizionali. La restituzione dei prestiti partirà dalla fine del 2021, per i successivi quattro anni. Le imprese che potranno accedere a questi fondi devono avere meno di 500 dipendenti, un fatturato sopra i 100.000 euro, essere società di capitali, con almeno un bilancio depositato o società di persone con almeno una dichiarazione fiscale.

La procedura è completamente digitale: la richiesta si fa online sul sito Credimi.com, in due minuti, da qualsiasi device, con documenti firmati digitalmente; la risposta arriva in soli tre giorni per quelle imprese che hanno superato le verifiche e l’analisi del merito creditizio, con richieste fino a un limite massimo pari al 25% del proprio fatturato. I finanziamenti concessi avranno un importo compreso tra 30.000 e 750.000 euro, in funzione del fatturato dell’impresa da finanziare e mirano a raggiungere oltre 400 pmi locali. Dal fronte dell’investimento, invece, la cartolarizzazione ha la durata di sei anni e offrirà un rendimento ai clienti professionali di Banca Generali pari all’euribor (con floor a -0,10) a 3 mesi +3%.

L’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Dopo l’emergenza sanitaria, gli effetti della crisi rischiano di mettere in ginocchio il tessuto delle imprese e per questo abbiamo avviato un ambizioso progetto per avvicinare il risparmio privato all’economia reale. Questa nuova emissione, curata con Credimi, vede al nostro fianco il prezioso contributo di Finpiemonte e Fondazione Crt, che hanno scelto di sostenere il territorio attraverso la sottoscrizione della tranche junior dell’operazione che, aggiungendosi alle garanzie pubbliche, completa la tutela per gli investitori privati che vogliono cercare nuove forme di decorrelazione dai rischi di mercato aiutando concretamente la ripresa del sistema”.

A sua volta, Massimo Lapucci, Segretario generale di Fondazione Crt e di Fondazione Sviluppo e Crescita ha spiegato: “È una formula innovativa, realizzata insieme a partner di alto profilo, che coniuga le finalità di supporto e di sviluppo del territorio, proprie della nostra Fondazione, con la sostenibilità finanziaria dell'intervento, nella logica dell'impact investing. Con questa ambiziosa operazione, in un momento di forte difficoltà per il tessuto produttivo e per l’economia reale, acceleriamo, con convinzione, il processo intrapreso di ibridazione tra profit e non profit, creando un bridge tra il risparmio privato a sostegno delle imprese e gli investitori istituzionali come Sviluppo e Crescita Crt, che assume su di sé parte del rischio per creare valore economico e sociale”.

Banca Generali è leader nelle competenze legate alle soluzioni di investimento innovative attraverso cartolarizzazioni. Con Credimi (start up innovativa nel mondo dell’erogazione del credito e dello scoring del rischio), dal 2019 hanno iniziato una collaborazione strategica in esclusiva per mettere a disposizione di tutte le pmi prodotti di finanziamento a medio e lungo termine (in alternativa ai tradizionali canali bancari) con il sostegno delle tutele prestate dal Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale. Nata con la missione di semplificare l’accesso al credito per le imprese, Credimi è oggi il più grande digital lender per le imprese in Europa Continentale, con oltre 900 milioni di euro erogati e 41.000 aziende che si sono rivolte alla piattaforma digitale, un canale di finanziamento potente, flessibile e veloce, oltre che alternativo alle tradizionali banche e factor.