Ubi Banca, senza gli oneri per la fusione l'utile netto 2020 sarebbe di 255 milioni (ma la perdita è stata di 3,5 miliardi)

Risultato 2020 double face per Ubi Banca, ora interamente di Intesa Sanpaolo (Isp). Infatti, se è vero che l’esercizio passato si è chiuso con una perdita netta di 3,503 miliardi (nel 2019 era stato registrato un utile netto di 233,1 milioni) è altrettanto vero che, escludendo gli impatti straordinari principalmente legati all’integrazione con Isp, l’utile netto dell’esercizio si è attestato a 254,7 milioni e va a raffrontarsi con 323 milioni del 2019, influenzato, tra l’altro, dai costi collegati all’Opas (circa 35 milioni netti) e dai maggiori contributi sistemici (circa 13 milioni netti).
Comunque, il risultato netto 2020, include la contabilizzazione di tutti gli oneri di Ubi Banca per l'Opas, relativi all’integrazione con Isp, per un ammontare totale di 3,8 miliardi netti, rilevati progressivamente nel terzo e nel quarto trimestre dell’anno.
Tali oneri sono riferiti all’impairment dell’avviamento presente nel bilancio di Ubi Banca (1,414 miliardi), alla cessione di oltre 500 filiali a Bper (1,034 miliardi), al piano annunciato di cessione massiva di crediti deteriorati per oltre tre miliardi (734,9 milioni) e altri oneri di integrazione. tra cui quelli relativi al piano di esodi (155,1 milioni).
A fine anno, includendo la contabilizzazione di tutti gli oneri di integrazione per Ubi Banca, il Cet1 si attesta all’8,66% fully loaded (11,71% a settembre 2020). Al 31 dicembre 2020, la forza lavoro di Ubi Banca risultava costituita da 19.342 risorse (19.940 a fine dicembre 2019) e l’articolazione territoriale nazionale contava 1.565 sportelli, in leggera diminuzione rispetto ai 1.575 al 31 dicembre 2019.