Reply e Tinexta al nuovo record storico Stellantis batte Intesa Sanpaolo a gennaio nella classifica per capitalizzazione

L'avvento di Mario Draghi ha fatto rialzare la Borsa di Milano, che nell'ultima seduta ha visto l'indice Ftse Mib chiudere a 23.111 punti, 328 in più rispetto a venerdì 5 e, perciò, con l'incremento dell'1,42% in cinque giorni. Della tendenza favorevole hanno beneficiato due terzi delle quotate del Nord Ovest, mentre sono state 14 quelle che hanno evidenziato un ribasso. In rosso hanno finito le blue chip Exor (67,50 euro il prezzo finale) e Stellantis (13,266), le big Astm (20,62), Guala Closures (8,27) e Sanlorenzo (19,70), oltre che Borgosesia (0,54), Conafi (0,25), Cover40 (6,60), Ki Group (0,226), Matica Fintec (1,158), Osai (5,78), Pattern (4,08), Renergetica (3,80) e Visibilia (10,40).
La nuova settimana con Draghi protagonista della scena politica italiana è stata particolarmente favorevole per Reply e Tinexta, che, infatti, hanno fatto segnare il loro nuovo record storico. La subalpina Reply, controllata e guidata dalla famiglia Rizzante, il giorno 10 ha concluso a 108,80 euro, prezzo mai raggiunto prima così come al massimo di sempre (22,65 euro) è arrivata proprio oggi, 12 febbraio, Tinexta, la società guidata dai torinesi Enrico Salza (presidente) e Pier Andrea Chevallard (amministratore delegato e direttore generale).
Ha mancato di poco il primato, invece, Cnh Industrial, salita a 12,12 euro, mentre il suo record storico è di 12,20, conquistato tre anni fa. Comunque, la settimana è risultata positiva anche per le restanti blue chip del Nord Ovest: Buzzi Unicem ha chiuso a 21,23 euro, Diasorin a 185,60, Ferrari a 168,75 e Intesa Sanpaolo a 2,096.
A proposito di Intesa Sanpaolo, che ha come principale azionista la Fondazione Compagnia di San Paolo, presieduta dal ligure-piemontese Francesco Profumo, la graduatoria di gennaio per capitalizzazione relativa alle quotate del Nord Ovest ha evidenziato la perdita del suo primo posto. In testa alla classifica, infatti, è balzata Stellantis, la società nata dalla fusione di Fca e Psa-Peugeot.
La capitalizzazione di Stellantis al 29 gennaio è risultata di 39,238 miliardi, a fronte dei 35,076 miliardi di Intesa Sanpaolo, medaglia d'argento del mese. In terza posizione si è piazzata la Ferrari con 33,257 miliardi, precedendo nettamente anche la sua controllante Exor (14,899 miliardi) e Cnh Industrial (14,452 miliardi).
Completano la top ten di gennaio Diasorin, sesta con 10,065 miliardi, Italgas, settima con 4,025 miliardi, Buzzi Unicem, ottava con 3,904 miliardi, la genovese Erg, nona con 3,802 miliardi e Reply, decima con 3,751 miliardi. Miliardarie sono risultate anche Iren, undicesima (2,653 miliardi), Astm, dodicesima (2,572 miliardi), Autogrill, tredicesima (1,110 miliardi) e la Juventus, quattordicesima (1,025 miliardi).
In quindicesima posizione ha terminato gennaio Tinexta (920,6 milioni), in sedicesima Sanlorenzo (619,8 milioni), in diciasettesima Cir (588,4 milioni), in diciottesima Guala Closures (510,7 milioni), in diciannovesima Dea Capital (318,6 milioni) e in ventesima Rcs MediaGroup (269,3 milioni).
Seguono, nell'ordine: 21.ma Basicnet (240,3 milioni), 22.ma Cairo Communication (155,9), 23.ma Prima Industrie (147,9), 24.maSogefi (135,9), 25.ma Orsero (105), 26.ma Banca Intermobiliare (74,9), 27.ma Osai Automation System (71,6), 28.ma Pininfarina (60,1), 29.ma Pattern (56,2), 30.ma Eviso (49,9), 31.ma Ediliziacrobatica (33,8), 32.ma Centrale del Latte d'Italia (33,7), 33.ma Renergetica (29,9), 34.ma Cover50 (29,7), 35.ma Borgosesia (27,3); 36.ma Italia Independent (18,2), 36.ma Fos (15,4), 37.ma Matica Fintec (12,4), 38.ma Fidia (10,4), 39.ma Conafi (9,3), 40.ma Biancamano (6,1), 41.ma Visibilia Editore (2,2), 42.ma Ki Group (1,8).