Pininfarina maglia nera di Piazza Affari perde il 15,6% e scende al minimo storico

Quotate del Nord Ovest maglie nere di Piazza Affari, oggi, 2 febbraio. Proprio nel giorno in cui l'indice Ftse Mib, che rappresenta le principali società trattate alla Borsa di Milano, ha riconquistato quota 22.000 punti (per la precisione 22.067), grazie all'incremento odierno dell'1,11%, le tre blue chip che hanno chiuso la seduta con i maggiori ribassi sono tutte appartenenti al listino del Nord Ovest, così come è torinese la quotata che ha fatto segnare il peggiore deprezzamento.
Il podio negativo delle blue chip è formato dalla Ferrari, controllata Exor con al vertice John Elkan, che ha chiuso con il ribasso del 2,98% a 171,15 euro; oltre che dall'Italgas guidata dal torinese Paolo Gallo (-0,52% a 4,948 euro) e dalla Diasorin di Gustavo Denegri e Carlo Rosa (-0,33% a 179,4 euro). Ma il maggiore ribasso di tutta Piazza Affari è stato della Pininfarina, che ha perso il 15,60% ed è crollata così a 0,92 euro, che rappresenta il suo nuovo minimo storico.
Però, due quotate del Nord Ovest si sono piazzate fra le prime tre blue chip al vertice per rialzo: si tratta di Cnh Industrial, che ha terminato la seduta con l'aumento del 5,32% rispetto a ieri (11,275 euro l'ultimo prezzo) e la sua controllante Exor, balzata del 3,76%, a 64,6 euro. Nessun'altra big ha fatto registrare, oggi, una performance migliore di Cnh Industrial.
Di poco inferiore a quello di Exor è stato il rialzo di Stellantis (+3,05% a 12,99 euro). Positivo, comunque, il risultato delle due restanti blue chip del Nord Ovest: Intesa Sanpaolo, che ha come principale referente la torinese Compagnia di San Paolo, ha chiuso con l'incremento del 2,69%, risalendo così a 1,871 euro e la casalese Buzzi Unicem, tornata sopra i 20 euro con l'aumento dell'1,05%.