La Fondazione Crc ripeterà quest'anno campagne di crowdfunding per il Cuneese

Dieci campagne di crowdfunding che, nel corso dei tre mesi di apertura del progetto, hanno raccolto in totale 82.626 euro, grazie a 1.134 donazioni e al “bonus” di 50.000 euro che la Fondazione Crc di Cuneo ha dato ai promotori delle campagne che hanno saputo centrare l’obiettivo di raccolta prefissato. Questi sono i risultati della prima edizione di “Crowdfunding 2020. Nuove risorse per dare fiducia al Terzo Settore”, l’iniziativa promossa da Fondazione Crc, in collaborazione con Rete del Dono, per aumentare la sostenibilità economica delle organizzazioni del Terzo Settore della provincia di Cuneo e accrescere il senso di partecipazione e aggregazione nelle comunità.
“Siamo davvero soddisfatti dei risultati ottenuti con questa prima edizione del progetto Crowdfunding, promosso in via sperimentale a cavallo tra il 2020 e il 2021 – ha commentato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc - L’importo raccolto dai dieci progetti selezionati testimonia l’importanza della partecipazione delle comunità su iniziative così significative e la necessità di rafforzare le competenze del Terzo Settore, obiettivo che abbiamo potuto centrare anche grazie alla collaborazione con Rete del Dono, partner tecnico di questa iniziativa. E alla luce di questi esiti, stiamo già lavorando alla nuova edizione del progetto Crowdfunding che verrà promossa nel 2021 con elementi innovativi e nuove risorse”.
“Il percorso di crowdfunding costruito con la Fondazione Crc nasce per avvicinare le organizzazioni del territorio al digitale, quale importante connettore e strumento di coinvolgimento delle comunità - ha spiegato Valeria Vitali, cofondatrice di Rete del Dono - A tal fine abbiamo affiancato un percorso di capacity building, volto a potenziare le loro competenze digitali e avvicinarle alla progettazione di una campagna in un’ottica di sostenibilità. La natura progettuale del crowdfunding ben si adatta alla realizzazione di progetti disegnati per la comunità, proprio perché ha il potere di coinvolgerle e aggregarle attivando processi di coinvolgimento partecipativo dal basso, in un’ottica di cittadinanza attiva e responsabilità sociale”.