Basicnet: diminuiti fatturato e margini

Nel 2020, il Basicnet, che fa capo a Marco Boglione, ha consuntivato vendite aggregate dei prodotti recanti i marchi del gruppo torinese, sviluppate nel mondo dal network dei licenziatari, pari a 814,1 milioni di euro, in calo del 20,6% rispetto al record di 1,025 miliardi raggiunto nel 2019. Complessivamente, l’Europa che rappresenta oltre il 65% delle vendite, ha evidenziato una buona tenuta, limitando la contrazione delle vendite al 14,5%, nonostante un periodo medio di chiusura dei negozi di circa tre mesi. Le vendite in America hanno registrato una flessione del 26,4%, mentre Asia e Oceania e Medio Oriente e Africa hanno riportato rispettivamente un calo del 27,1% e del 27,8%.
Il fatturato consolidato, pari a 259,7 milioni (-15%) è così ripartito: royalties dai licenziatari commerciali e produttivi: 46 milioni (-17,2%); vendite dirette 213,8 milioni (-14,5%). L'ebitda è stato di 19,8 milioni (42,5 milioni al 31 dicembre 2019) e l'ebit di 7,6 milioni (30,6 milioni nel 2019). La posizione finanziaria netta a fine 2020 è negativa per 82,2 milioni, in contenuta crescita rispetto ai -78,3 milioni al 31 dicembre 2019. Nel corso dell’esercizio sono stati posti in essere importanti investimenti a supporto della crescita dei marchi e del consolidamento del gruppo: è stata finalizzata, per 10,5 milioni, l’acquisizione del BasicVillage di Milano; è stato riacquistato, per  10,9 milioni, il marchio Kappa in Giappone ed è stata completata, per 1,9 milioni, l'acquisizione di Kappa Europe.
“Il modello di business del gruppo – ha detto l'amministratore delegato, Federico Trono - ha confermato la sua robustezza e affidabilità, in uno scenario fortemente instabile: non appena sono state allentate le misure restrittive, le vendite sono riprese, a dimostrazione dell’apprezzamento dei consumatori nei confronti dei prodotti del gruppo nei vari mercati. Nel 2020, abbiamo inoltre continuato a investire in nuovi progetti strategici per sostenere la crescita di medio-lungo periodo.”