Cdp di Torino: nei primi sei mesi d'attività supportate 2.000 imprese con 430 milioni

Durante i primi sei mesi di attività della nuova sede territoriale torinese, cioè dal luglio scorso, la Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) ha supportato quasi 2.000 imprese piemontesi, per un totale di risorse erogate superiore ai 430 milioni di euro. Risultati che segnano una crescita del 166% nei volumi movimentati e del 95% in termini di imprese servite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando il nuovo ufficio non era ancora operativo. La maggior parte delle aziende coinvolte sono piccole e medie e appartengono a diversi settori, fra i quali manifattura, automotive, aeronautico, agroalimentare e servizi.
Negli ultimi mesi, fra le più recenti operazioni dirette finalizzate in Piemonte da Cassa Depositi e Prestiti si segnalano, per esempio, quelle con Prima Industrie, Guala Dispensing e Mecaer. E' stato ricordato in occasione del webinar ‘Spazio Imprese’, al quale hanno partecipato l’assessore al bilancio della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, la vicepresidente dell'Unione Industriali di Torino e della Fondazione Crt, Anna Ferrino, il responsabile Agevolazioni e strumenti finanziari di Finpiemonte, Fabrizio Gramaglia, l’aamministratore delegato di Prima Industrie, Gianfranco Carbonato e il responsabile della divisione Cdp Imprese Nunzio Tartaglia.
Andrea Montanino, chief economist del gruppo Cdp ha presentato una ricerca dalla quale è emerso che il Piemonte, quinta tra le economie regionali, con un Pil di quasi 140 miliardi di euro nel 2019, pari all’8% del totale nazionale, appare oggi come una regione in transizione. Pur restando ancorato al percorso di crescita delle regioni del Nord, infatti, già da tempo ha rallentato la sua corsa, innescando un deficit di competitività che lo collocava, ancora prima dell’emergenza Covid, distante dalle realtà più dinamiche dell’Italia settentrionale.
In questo contesto, la regione necessita di una nuova strategia di sviluppo che valorizzi le specializzazioni storiche e le competenze consolidate del tessuto produttivo agganciandole ai nuovi trend di crescita globali della transizione ecologica, digitale e di sostenibilità. In questa prospettiva, l’economia piemontese può far leva su alcune nicchie che potranno svolgere un ruolo propulsivo nel rilancio del tessuto economico e sociale della regione.
In particolare, le cinque eccellenze individuate dalla ricerca sono: la manifattura 4.0, la chimica verde, il design e le industrie creative, il sistema degli interporti, la città metropolitana di Torino.