Nord Ovest, soltanto 21.000 le assunzioni previste dalle imprese per questo mese -54,9% in Valle d'Aosta e -38,5% in Liguria

Sono poco più di 21mila (per la precisione 21.020) le assunzioni previste dalle imprese del Nord Ovest in dicembre. Molte meno che nello stesso mese dell'anno scorso. E particolarmente pesanti sono i cali in Valle d'Aosta e in Liguria. Nella regione alpina gli ingressi programmati dalle imprese per questo dicembre sono 1.660 (-54,9% rispetto allo stesso mese 2019) e 4.940 in Liguria (-38,5%, tasso superiore alla media nazionale). Quanto al Piemonte, le assunzioni dovrebbero risultare 14.420 (-33,5%). In tutta l'Italia, scendono a neppure192mila gli ingressi previsti dalle imprese per dicembre, con una flessione di oltre il 36% rispetto a un anno fa.
“E’ il segnale di una crescente difficoltà sul versante occupazionale per le restrizioni imposte a diverse attività economiche con lo scopo di fronteggiare la seconda ondata pandemica” si legge nel Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Scende, infatti, anche la quota di imprese che programmano assunzioni, attestandosi ora sull’8%, in calo di 2 punti percentuali rispetto a novembre e di 5 punti rispetto ad ottobre. In controtendenza (e in forte aumento), invece, la ricerca di professionisti in grado di fronteggiare la pandemia: medici, tecnici della salute, specialisti in sanificazione.
Le restrizioni colpiscono maggiormente le imprese dei servizi turistici, alloggio e ristorazione (-56,9% le entrate programmate rispetto a dicembre 2019), dei servizi culturali (media e della comunicazione -55,2%) a cui si aggiungono le imprese del commercio (-38,6%). Sembra andare meno peggio per i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (-16%) e per i servizi legati all’Ict (-21,7%) anche per il crescente ricorso agli acquisti on line. Per l’industria, fortemente in flessione le previsioni delle imprese dei comparti lavorazione dei minerali non metalliferi (-47,8%), metallurgia e prodotti in metallo (-41,4%), della carta, cartotecnica e stampa (-35,5%). Significativo anche il calo delle entrate programmate dalle industrie meccaniche ed elettroniche (-34,7%), mentre registrano una flessione più contenuta le industrie chimiche farmaceutiche, le industrie alimentari e le industrie del legno e del mobile (rispettivamente -26,7%, -28,9% e -29,5%).
Nonostante il significativo calo degli ingressi programmati dalle imprese di tutti i settori economici, è in crescita la domanda di alcune figure professionali particolarmente legate alla salute, alla gestione della sicurezza sanitaria, alla transizione digitale e alle discipline scientifiche. In particolare, cresce la domanda di medici e tecnici della salute (rispettivamente del 3,6% e 10,5%), così come delle figure professionali specializzate nelle attività di igienizzazione e pulizia (+31,5%). In crescita anche la domanda di specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (+16%), professioni che applicano e rendono disponibili conoscenze e competenze utili a fronteggiare la crisi economica, sociale e sanitaria che ha investito il Paese.