Il divieto di cenone fuori casa a fine anno farà perdere incassi per mezzo miliardo

Sono quasi sei milioni gli italiani che, quest'anno, salteranno il tradizionale cenone di San Silvestro fuori casa, con una perdita di circa miliardo per ristoranti, alberghi e agriturismi. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti sugli effetti del Decreto che fissa le regole per le feste di Natale 2020. Il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, infatti, obbliga alla chiusura serale dei locali in tutte le regioni cancellando di fatto i tradizionali veglioni di Capodanno che – sottolinea la Coldiretti – per molte aziende della ristorazione segnano il picco degli incassi durante l’anno, con un spesa media che, la volta passata, ha superato gli 80 euro per persona.
A pesare è anche la decisione del coprifuoco di fine anno dalle 22 alle 7 del mattino seguente, che di fatto impedisce ogni forma di socialità a tavola ostacolata peraltro durante tutte le feste dall’obbligo di chiusura alle 18 per tutte le attività di ristorazione, anche nelle regioni gialle. “Peraltro, la decisione di blindare gli italiani nel proprio comune a Natale, Santo Stefano e Capodanno – denuncia la Coldiretti – mette ko le 24mila strutture agrituristiche nazionali. che sono principalmente situate in piccoli centri rurali con una clientela proveniente dalle grandi città e dai paesi limitrofi”.
La situazione di difficoltà si trasferisce, a cascata, sull’intera filiera agroalimentare, dall’industria all’agricoltura, con un drastico taglio degli acquisti di prodotti alimentari e bevande da portare in tavola. “La chiusura dei locali, infatti – conlude la Coldiretti – è destinata a provocare un forte ridimensionamento nei consumi di 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci spariti dalle tavole lo scorso anno solamente nelle feste di fine anno”.