Prima Industrie contiene i danni del Covid

 “Appare ormai evidente come l’andamento dell’intero esercizio 2020 sarà interamente legato agli effetti della pandemia di Covid-19; ciò nonostante il gruppo Prima Industrie , pur operante in un settore significativamente colpito dalla crisi, è riuscito a contenere la riduzione della redditività, grazie alle importanti azioni di contenimento dei costi, realizzate senza peraltro penalizzare i principali investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Nonostante sia prevedibile che la seconda ondata della pandemia in atto possa generare un ulteriore rallentamento della ripresa prevista per il settore, il Gruppo conferma le proprie attese che prevedono per l’ultima parte dell’anno un recupero di fatturato e redditività e un significativo miglioramento a partire dal prossimo esercizio”.
E' il commento di Gianfranco Carbonato, presidente esecutivo di Prima Industrie, ai risultati conseguiti nei primi nove mesi, quando, nonostante la considerevole riduzione del fatturato, sceso a 233,452 milioni (-23,9%), il Gruppo ha implementato una serie di importanti misure per la riduzione dei costi grazie alle quali la redditività operativa lorda (ebitda) è stata comunque pari al 6,4% del fatturato e quindi pari a 14,896 milioni. Il risultato netto è negativo per 4,385 milioni, mentre era stato positivo per 4,021 milioni nello stesso periodo 2019. Al settembre, l’indebitamento finanziario netto del Gruppo è pari a 123,630 milioni, in miglioramento rispetto ai 141,726 di 12 mesi prima di euro e stabile rispetto al 30 giugno scorso. Il portafoglio ordini consolidato a fine settembre ammonta a 127,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 153,4 milioni di 12 mesi prima, ma in leggera crescita rispetto a 126 milioni di euro al 30 giugno.