Nuove partite Iva, boom in Valle d'Aosta in Piemonte -4,4% e in Liguria -3,1%

Nel terzo trimestre, in Italia, sono state aperte 104.904 nuove partite Iva, il 3% in più rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno e il 10,2% in più rispetto al trimestre aprile-giugno 2020, evidenziando così una consistente ripresa dopo il primo periodo di lockdown. E la distribuzione per natura giuridica mostra che il 71,1% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 21,9% da società di capitali, il 3% da società di persone. Rispetto al terzo trimestre del 2019, persone fisiche e società di capitali evidenziano moderati aumenti (rispettivamente +1,2% e +4,6%), mentre le società di persone accusano un calo del 3,8%. Da rimarcare il forte aumento delle aperture da parte di soggetti non residenti (+40,3%), legato alla crescita del settore delle vendite on-line.
Riguardo alla ripartizione territoriale, il 43,8% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,7% al Centro e il 33,9% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia che i principali incrementi di avviamenti sono avvenuti in Valle d’Aosta (+16,8%), in Calabria (+11,9%) e in Basilicata (+11,8%); mentre le diminuzioni più consistenti si sono avute nelle Marche (-5,8%), in Piemonte (-4,4%) e in Liguria (-3,1%).
In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 21,5% del totale, seguito dalle attività professionali (15,2%) e dalle costruzioni (10,1%). Rispetto al terzo trimestre del 2019, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nella sanità (+23,6%) - evidente effetto della crisi sanitaria in corso - nelle attività finanziarie (+16,7%) e nell’agricoltura (+13%). I cali di aperture più rilevanti si registrano nei settori che più hanno risentito della crisi Covid: attività artistiche e sportive (-19,4%), alloggio e ristorazione (-13,1%), e istruzione (-12,3%).
Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità, con la quota maschile al 63,1%. Il 49,2% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 30,8% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, solo la classe più giovane risulta in attivo di avviamenti (+8,2%) e all’aumentare dell’età degli avvianti i cali sono progressivamente più consistenti (-9,5% per la classe più anziana). Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 21,8% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero, percentuale in aumento rispetto al passato.