Gianni Cortese (Uil) sulla Cig in Piemonte: quasi 300 milioni di ore in soli sette mesi

In Piemonte, da aprile a ottobre del 2020, come evidenziano i dati del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil Nazionale, sono state autorizzate 291.719.407 ore di cassa integrazione (173.910.350 di ordinaria, 73.987.341 per fondi di solidarietà e 43.821.716 in deroga). A livello nazionale, nello stesso periodo, sono state autorizzate 3.441.350.998 ore. Il Piemonte è al quinto posto in Italia per ore richieste, preceduto da Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. I lavoratori piemontesi tutelati dalla cig sono stati in media 245.142.
Gianni Cortese, segretario generale della Uil Piemonte, ha commentato: “Alla fine di un anno molto critico dal punto di vista sanitario, economico e sociale, possiamo sostenere che la cassa integrazione con causale Covid-19 e il blocco dei licenziamenti sono riusciti finora a garantire la conservazione del posto di lavoro e un’ampia platea di lavoratrici e lavoratori piemontesi. Nel lasso di tempo preso in considerazione (aprile-ottobre 2020) sono state complessivamente autorizzate a livello regionale quasi 300 milioni di ore di ore di cassa integrazione “Covid-19”, che hanno salvaguardato oltre 245mila lavoratrici e lavoratori, se considerati a tempo pieno e a zero ore”.
Nella realtà – ha aggiunto Cortese - la platea dei reali beneficiari dello strumento potrebbe essere stata doppia, se non tripla, rispetto a quanto da noi stimato; poiché dipende dalla percentuale di ore di cassa integrazione fruite individualmente e dal numero di lavoratori interessati. Per una più esaustiva panoramica sulla cassa integrazione, occorre aggiungere le ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria e le prestazioni erogate dai Fondi di Solidarietà Alternativi dell’Artigianato e della Somministrazione. Per cogliere la portata dell’emergenza che stiamo attraversando e l’importanza rivestita dall’ammortizzatore sociale con causale Covid-19, basterà confrontare l’ammontare di ore autorizzate a livello nazionale da aprile a ottobre del 2020, con il periodo di crisi iniziato nel 2008: in otto mesi la cassa integrazione è stata circa pari alle ore autorizzate nell’intero triennio 2012-2014”.
La forte richiesta della Uil – ha concluso il segretario generale piemontese - unitamente a Cgil e Cisl, di proroga fino alla fine di marzo 2021 del blocco dei licenziamenti e dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, che è stata accolta nella Legge di Bilancio, pone la necessità di lavorare subito, con uno sguardo lungimirante, a tutta gli strumenti utili alla messa in atto di efficaci politiche (in primis quelle attive), per sostenere e sviluppare il mercato del lavoro quando la crisi sarà finita e con essa le misure emergenziali adottate in questi lunghi mesi di pandemia”.