Le imprese digitali battono anche il Covid

Con la pandemia, anche il 19,9% delle micro e piccole imprese (mpi) ha introdotto o diffuso lo smart working e il 29,7% ha utilizzato canali alternativi di vendita, intensificando l’utilizzo di quello digitale (122 mila mpi in più sono ricorse all’e-commerce). Tra marzo e luglio, le vendite del commercio elettronico sono salite del 31,9% rispetto un anno prima, a fronte di una diminuzione del 12,9% delle vendite al dettaglio; il fatturato dei servizi digitali nei primi sei mesi ha segnato un aumento dello 0,5%, mentre quello complessivo dei servizi è diminuito del 17,0% e, nel secondo trimestre, l'occupazione nel settore dell'informatica è cresciuta del 4,1%, in controtendenza rispetto al calo generale del 3,6% degli occupati.
Le imprese digitali, operanti nei settori dei servizi internet, della realizzazione di portali web, della produzione software e del commercio elettronico, stanno vivendo una fase favorevole e hanno prospettive rosee. A fine giugno 2020, sono risultate 134.161, danno lavoro a 448.000 addetti e rappresentano il 2,2% del totale delle imprese (in particolare, le digitali artigiane sono 11.110 e rappresentano l’8,3% del comparto).
Nell’ultimo anno, il numero delle imprese digitali è salito 3,3%, valore che assume ancora maggiore rilievo considerando che, invece, il totale delle imprese è sceso dello 0,4%. Il fenomeno ha riguardato quasi tutta l'Italia; infatti, sono state registrate diminuzioni soltanto in Valle d’Aosta e in cinque province, che sono Asti, Belluno, Novara, Rovigo e Savona. In particolare, l’analisi dei dati evidenzia che in quarantasei province le imprese digitali sono cresciute più della media nazionale e a primeggiare è stata Grosseto (+9,8%), seguita da Imperia (+9,6%), Pescara (+7,6%), Napoli (+7,2%), Brindisi, Fermo e Potenza (tutte con il +7%), Caserta (+6,8%), Como (+6,6%), Forlì-Cesena e Pistoia (entrambe con il +6,0%).
La regione dove le imprese sono più specializzate nelle attività connesse con il digitale è la Lombardia (rappresentano il 3% delle imprese regionali), che precede il Lazio (2,8%), il Friuli-Venezia Giulia (2,5%) e la Provincia autonoma di Trento (2,3%). Quanto alle provice, sono ventisei quelle con una quota di imprese digitali superiore alla media nazionale e ai primi posti si trovano Milano (3,9%), Monza e Brianza, Roma e Trieste (tutte con il 3,1%), Bologna (2,8%), Padova (2,7%), Torino (2,6%) e Ascoli Piceno, Brescia, Pisa e Prato (tutte con il 2,5%).
Infine, l’analisi settoriale mostra che tre quarti (74,5%) delle imprese digitali si concentrano in due comparti: in particolare 4 imprese su 10 (38,7%) si occupano di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (51.901 imprese) e un ulteriore terzo (35,8%) elabora dati, fa attività di hosting e attività connesse e si occupa di portali web (48.002 imprese).