A Torino compravendite di case -27,5% secondo trimestre di calo anche per i box

I dati più recenti fanno sperare in una ripresa del mercato della casa nei prossimi mesi, in Piemonte come in altre regioni; ma il primo semestre si è chiuso in profondo rosso. In particolare, a Torino, le compravendite di abitazioni nel secondo trimestre di quest'anno sono state 2.680, il 27,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando erano state 3.698. Un calo superiore a quello del trimestre precedente, che era risultato del 15,4% (2.671 gli alloggi passati di mano). Pienamente giustificato dal confinamento (lockdown) conseguente alla diffusione del Covid-19, che ha bloccato le attività fino a maggio.
Dall'inizio di aprile alla fine di giugno, in tutta l'Italia sono state registrate oltre 43.000 transazioni immobiliari in meno rispetto al corrispondente periodo 2019. Con l'epidemia da coronavirus si è avuto un boom di rinunce all'acquisto, in conseguenza anche del cambiamento delle condizioni reddituali o occupazionali di chi era intenzionato a comprare casa. Fra l'altro, numerose agenzie che, dopo la loro riapertura, hanno ricontattato i potenziali acquirenti si sono sentire rispondere da alcuni che preferivano aspettare per motivi connessi all'epidemia e da altri che proprio vi rinunciavano.
La crescita del mercato immobiliare, che durava dal 2014, si è interrotta. Con inevitabili conseguenze anche sui prezzi delle case. Tanto che più di un quarto dei potenziali venditori ha segnalato l’intenzione di rinviare la vendita dell’abitazione, mentre il 16% vi ha rinunciato. E il 27,6 % delle agenzie ha segnalato che, dopo la loro riapertura, hanno ricevuto dai venditori richieste di accelerare la vendita dell’immobile ribassandone il prezzo.
Tornando al mercato torinese, la disaggregazione dei dati forniti dall'Osservatorio dell'Agenzia delle Entrate mostra che il calo delle compraventite nel secondo trimestre 2020 riguarda tutte le classi dimensionali delle abitazioni, sia pure in misura diversa; se, infatti, le vendite degli alloggi di oltre 145 metri quadrati sono diminuite del 15,6% quelle delle case più piccole, fino a 50 metri quadrati, sono calate del 35,8% e di poco meno (32,3%) quelle con superficie compresa tra i 50 e gli 85 metri quadrati. La diminuzione delle compravendite dei “tagli” da 85 e 115 metri quadrati è stata del 16,9% e del 26,7% quella da 115 a 145 metri quadrati.
L'Osservatorio del mercato immobiliare ha rilevato, contemporaneamente, che sono diminuite anche le compravendite di box e posti auto. A Torino, nel secondo trimestre di quest'anno, ne sono state censite 999, il 31,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.
L’andamento negativo del mercato immobiliare è stato generalizzato e ha colpito, in modo simmetrico, capoluoghi e non capoluoghi. Anche tra le aree territoriali le differenze sono risultate minime, con un impatto leggermente superiore alla media nazionale per il Mezzogiorno. È evidente che il motivo della flessione rilevata sta nell’adozione da parte del Governo italiano, nei mesi di marzo e aprile, delle misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19, che hanno condotto alla chiusura di tutte le attività non ritenute indispensabili e che hanno richiesto alle persone di non allontanarsi dalla propria abitazione se non per ragioni tassativamente necessarie.