Fondazione Cr Alessandria, l'anno scorso impennata della redditività grazie a Cdp

Impennata della redditività della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, l'anno scorso: l'incidenza dell'avanzo di esercizio (utile netto) è salita al 2,53% del patrimonio netto dallo 0,87% del 2018. Lo si legge nel bilancio dell'ente presieduto da Luciano Mariano, appena pubblicato. E questo non è l'unico indicatore positivo. Fra l'altro, infatti, il totale dei proventi netti è risultato pari al 4,32% del patrimonio netto, a fronte del 2,72% precedente, mentre gli oneri di funzionamento sono scesi al 62,5% dei proventi (dal 71,07%) e all'1,79% del patrimonio netto. A proposito del quale, è emerso che al 31 dicembre scorso è ammontato a 207.965.127 dai 206.299.656 del 31 dicembre 2018.
L'avanzo di esercizio è balzato a 5,423 milioni, mentre era stato di 1,873 l'anno prima. Così che gli organi della Fondazione hanno potuto accantonare 810.565 euro al fondo di stabilizzazione delle erogazioni e 813.452 alla riserva per l'integrità del patrimonio, mentre entrambe le voci erano state tenute a secco nel 2018.
Il miglioramento è stato reso possibile soprattutto grazie all'aumento dei dividendi e dei proventi assimilati, passati da 6,120 milioni a 10,462 milioni. Incremento dovuto, quasi interamente, al dividendo incassato dalla Cassa Depositi e Prestiti (9,462 milioni), della quale la Fondazione Cr Alessandria possiede lo 0,371 del capitale e che ha Giovanni Quaglia come presidente del Comitato di supporto degli azionisti di minoranza. Non è stata remunerata, invece, la partecipazione dello 0,5% della Banca Bpm e neppure quella dello 0,06% nella Guala Closures, partecipazione acquisita nel 2019. Invece ha ricevuto 553.471 euro dalla Banca Sistema, della quale ha il 7,91%, 62.375 euro dalla Ream Sgr (5% la sua quota) e 22.667 euro dalla Banca d'Italia (0,01%).
La Fondazione Cr Alessandria, che ha come vice presidente Cesare Italo Rossini e come altri consiglieri di amministrazione Giovanna Maria Debernardi, Agostino Gatti ed Egidio Rangone, l'anno scorso ha deliberato 248 interventi per complessivi 2,165 milioni, accogliendo il 94,66% delle proposte ricevute. L'ente conta 12 dipendenti e un consiglio di Indirizzo di 11 componenti. Entrambi gli organi hanno ridotto i loro costi.