Altre 38 Cdc avviate all'accorpamento

 La norma, contenuta nel DL agosto del Governo, che fissa un termine ultimo per gli accorpamenti che ridurranno a 60 il numero delle Camere di commercio italiane, rappresenta il passo decisivo per la chiusura di una riforma avviata ormai cinque anni fa. “Bisogna concludere la riforma ” ha affermato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete nel corso dell’audizione alla Commissione Bilancio del Senato, ricordando che Camere più grandi e più forti, con maggiori funzioni come internazionalizzazione e made in Italy, possono meglio supportare le imprese e i territori. Oltretutto, chiarisce Unioncamere, dal riordino del sistema camerale derivano importanti benefici per le imprese. Con gli accorpamenti, infatti, le Camere risparmieranno ogni anno oltre 50 milioni di euro in minori costi di gestione. Nelle circa 40 Camere che si sono già accorpate, i costi sono stati ridotti in media del 10% liberando così più risorse per gli investimenti e l’attività di sostegno alle imprese. La crescita di dimensione, inoltre, ha consentito un maggiore accesso a risorse nazionali ed europee (in media il 10% in più) che hanno contribuito allo sviluppo dei territori e delle imprese. A oggi, le Camere di commercio sono 82: 40 si sono già accorpate, dando vita a 17 nuove Camere di commercio, 28 non sono interessate dalle fusioni, 38 devono concludere il processo di accorpamento che darà vita a 16 nuovi enti. Di queste, alcune lo faranno tra fine settembre e ottobre.