La Banca di Asti diminuisce l'utile del 46% Biverbanca, controllata, l'aumenta del 79%

Ammonta a 7,1 milioni l'utile netto conseguito dal gruppo Cassa di Risparmio di Asti nel primo semestre di quest'anno. Rispetto allo stesso periodo 2019, il risultato è inferiore del 44,39%. Il roe, pertanto, è sceso all'1,72% dal precedente 1,93%. E' calata anche la raccolta globale, pari a 15,9 miliardi al 30 giugno (-1,97% rispetto a fine dicembre 2019). Però, la raccolta da clientela è salita a 14,6 miliardi (+0,45% sul 31 dicembre scorso) e la raccolta gestita a 3,5 miliardi di euro (+4,48%). I crediti netti a clientela sono risultati di 6,8 miliardi (-1,43% rispetto a fine 2019), interamente rappresentati da impieghi economici. Il cost/income è risultato del 56,09%, che diventa 55,48% escludendo le componenti reddituali non ricorrenti (connesse ai costi straordinari sostenuti per il sostegno del sistema bancario) e il Cet1 del 13,98% (13,58% al 31 dicembre scorso). Le erogazioni del primo semestre alla clientela ammontano a circa 630 milioni. I crediti in sofferenza, che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti netti per l’1,85%, presentano un livello di copertura pari al 72,05%, in aumento di 381 punti base rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2019. I costi operativi ammontano a 121,9 milioni, di cui 63,4 rappresentati dal costo del personale, in diminuzione (-2,80%) rispetto al corrispondente dato del 2019. In particolare, la capogruppo Banca Cr Asti al 30 giugno ha presentato una raccolta globale di 9,9 miliardi (-3,26%), di cui 8,9 da clientela (+0,55%). I crediti netti a clientela erano pari a 5,2 miliardi (-1,59%) interamente rappresentati da impieghi economici. L'utile netto del semestre è stato di 9,5 milioni (-46,09% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso). Il roe annualizzato è del 2,48% e il cost/income del 50,55% (52,00% al 31/12/2019) escludendo i costi straordinari connessi al Srf/Fitd, il Cet1 pari al 19,39%. Le rettifiche nette su crediti ammontano a 64,6 milioni di euro, in significativo aumento, essenzialmente per la prudente politica di accantonamenti per Covid. Il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 55,29%. In particolare, al netto delle rettifiche di valore, l’incidenza dei crediti in sofferenza, sul totale dei crediti è pari all’1,96% (1,80% al 31/12/2019) e il loro livello di copertura risulta essere pari al 71,70%. Le commissioni nette ammontano a 36,7 milioni, in aumento del 5,84% rispetto al primo semestre 2019. Quanto alla controllata Biverbanca, al 30 giugno presentava una raccolta globale di 5,9 miliardi (stabile sul 31/12/2019), di cui raccolta gestita pari a 1,5 miliardi (+3,70% su 31/12/2019), impieghi economici a clientela pari a 1,4 miliardi (-2,03%) e un utile netto di 9 milioni (+79,31% rispetto al primo semestre 2019), un roe annualizzato del 5,26%, un cost/income del 55,27% escludendo i costi straordinari connessi al Srf/Fitd e un Cet1 del 24,64% (23,44% al 31/12/2019).