Il 10,9% delle moratorie sui prestiti richiesto da famiglie del Piemonte

 Le richieste di moratoria che sono state ottenute in questi mesi dalle imprese, sono riconducibili, per il 72,6%, a società di capitali, a fronte di una quota pari al 23,9% per le società di persone e del 2,3% per le ditte individuali. Lo rivela Crif, società specializzata in sistemi di informazioni creditizie, aggiungendo che l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa è di 2.796 euro e il debito residuo pari a 136.689 euro. In particolare, per le società di capitali la rata media mensile sospesa grazie alla moratoria risulta pari a 3.303 euro a fronte di un importo residuo per estinguere il finanziamento di 154.308 euro; mentre è decisamente più contenuta la rata mensile oggetto di sospensione da parte delle società di persone, pari 1.504 euro e delle ditte individuali (835 euro).
L’analisi di Crif fa emergere anche che il 47,6% delle sospensione delle rate ottenute dalle imprese si riferisce a mutui di liquidità contro una quota del 25,6% dei contratti di leasing e al 17,4% dei mutui immobiliari. Seguono i prestiti personali con il 5,2% del totale e i prestiti finalizzati, con il restante 4,2%. Entrando nel dettaglio, per i mutui immobiliari per i quali è applicata la moratoria, la rata media mensile è risultata pari a 3.477 euro mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di oltre 357.000 euro.
Un’altra evidenza interessante che emerge dallo studio Crif riguarda la distribuzione delle richieste di moratoria presentate dalle imprese nelle differenti regioni del Paese: il 23,5% dei contratti che in questi mesi hanno beneficiato della sospensione delle rate riguarda imprese della Lombardia, che precedono quelle dell’Emilia-Romagna (13,4%), del Veneto (10,7%) e del Piemonte (9,1%). Queste quattro regioni, non a caso le più colpite dall’emergenza Covid, da sole rappresentano quasi il 60% delle richieste totali.
Per quanto riguarda, invece, le linee di credito per le quali è stata chiesta la sospensione del rimborso delle rate da parte di privati consumatori, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% delle richieste, mentre il 26,6% del totale riguarda prestiti personali, che tipicamente rappresentano le due forme di finanziamento più onerose per le famiglie. A seguire, il 12,6% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità contro l’8,6% dei prestiti finalizzati e il 5,6% dei contratti di leasing e altri prodotti rateali. I contratti per i quali i consumatori hanno potuto ottenere la sospensione grazie alla moratoria sono in genere più onerosi in termini di rata mensile e debito residuo, consentendo così ai beneficiari di liberarsi in questa delicata fase di un impegno significativo e agevolare la sostenibilità del bilancio familiare.
Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 534 euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 euro. Analizzando nel dettaglio le caratteristiche delle moratorie delle famiglie nelle varie forme tecniche, per i mutui immobiliari la rata mensile per la quale è stata chiesta la sospensione è risultata pari a 630 euro, mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 110.323 euro.
Per quanto riguarda l’applicazione della moratoria alle famiglie nelle diverse regioni del Paese, il 16,9% dei contratti sospesi si concentra in Lombardia, che precede, nell’ordine, il Piemonte (10,9%), il Veneto (con il 9,7%) e l’Emilia-Romagna (con il 9,6%). Seguono il Lazio (7,9%), la Sicilia (7,8%), e la Toscana (7,0%).