Meno di 5 miliardi le "sofferenze" bancarie in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta

Nel Nord Ovest le banche “soffrono” sempre meno. Il fenomeno trova conferma nell'ultima rilevazione della Banca d'Italia. Al 31 marzo, infatti, le sofferenze (crediti la cui totale riscossione non è certa perché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili) del sistema bancario del Nord Ovest sono risultate inferiori a 5 miliardi di euro, oltre 2 miliardi in meno rispetto alla stessa data dell'anno scorso (il calo è di quasi il 30%). In particolare, in Piemonte e Valle d'Aosta insieme hanno evidenziato sofferenze per 3,751 miliardi (5,178 miliardi al 31 marzo 2019) e la Liguria 1,199 miliardi (1,871).

Le sofferenze delle famiglie consumatrici sono scese a 118 milioni in Piemonte e Valle d'Aosta da 128 milioni di un anno prima per quanto riguarda il credito al consumo e a 350 milioni, dai precedenti 670, per l'acquisto di abitazioni. In Liguria, le sofferenze per il credito al consumo sono calate da 37 a 36 milioni e quelle per i mutui immobiliari da 249 a 164 milioni.

Quanto alle inadempienze probabili (esposizioni per le quali la banca valuta improbabile che il debitore adempia integralmente le sue obbligazioni creditizie senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, a prescindere da eventuali rate o importi scaduti e non pagati), Banca d'Italia ne ha censite per 2,579 miliardi in Piemonte e Valle d'Aosta (3,057 miliardi al 31 marzo 2019) e per 1,432 miliardi in Liguria (2,517 miliardi).

Diversa la situazione per i prestiti scaduti, diminuiti in Piemonte e Valle d'Aosta, da 261 a 255 milioni; ma non in Liguria, dove invece sono saliti da 70 a 73 milioni. La controtendenza della Liguria si deve proprio alle sue famiglie consumatrici, che hanno mostrato una crescita dei prestititi scaduti da 14 a 18 milioni per il credito al consumo e da 10 a 12 milioni per l'acquisto della casa. Anche in Piemonte e Valle d'Aosta, però, c'è stato un aumento dei prestiti scaduti delle famiglie sia per credito al consumo (da 52 a 66 milioni), sia per l'acquisto di abitazioni (da 35 a 40 milioni).