In accelerazione il business del take away

Take away e pasti pronti. Un business destinato all'accelerazione e una nuova opportunità, come conferma la crescita del numero delle imprese che si dedicano alla ristorazione senza somministrazione. Già alla fine dell'anno scorso, in tutta l'Italia le aziende di questo settore sono risultate 38.000 (+0,7% rispetto al 2018), delle quali 2.581 in Piemonte. In particolare, la provincia di Torino, con le sue 1.534 imprese attive nel comparto dei cibi pronti, si è classificata quarta nella relativa graduatoria nazionale, preceduta soltanto dalle province di Milano (1.922), Napoli (1.977) e Roma (3.021).

A livello nazionale, le imprese del take away e dei cibi pronti nel 2019 davano lavoro a circa 112.000 persone (+3% rispetto all'anno prima). In Piemonte, gli addetti erano poco meno di 6.000, dei quali 3.615 nella provincia di Torino, dove sono aumentati del 3,9% rispetto alla fine del 2018, facendo registrare così un incremento superiore alla media italiana (3,3%).

Anche nel Torinese, però, nel 2019 è calato il numero delle imprese attive nel settore (-0,8%), come in altre quattro province piemontesi: Asti (-5,5% a 120), Cuneo (-4% a 239), Novara (-3,7% a 210) e nel Verbano-Cusio-Ossola (-1,4% a 71). Invece sono le imprese di take away e cibi pronti sono aumentate nel Biellese (+1% a 97) e nel Vercellese (+1,1% a 95), mentre il loro numero è rimasto invariato – 215 – nell'Alessandrino.

In Liguria, a fine 2019, sono risultate 1.249, il 4,4% in più rispetto a un anno prima. In particolare, in provincia di Genova sono aumentate del 6.7% a 768,