Gli effetti del Covid sul mercato della casa

L'indagine condotta da Banca d'Italia presso 1.352 agenti immobiliari dal 18 maggio al 18 giugno 2020 mostra un peggioramento diffuso di opinioni e attese sul mercato delle abitazioni in Italia, a seguito dell'epidemia di Covid-19 e delle relative misure di contenimento. Nel primo trimestre è decisamente scesa la quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile e sono diminuiti in misura marcata sia i potenziali acquirenti sia i mandati a vendere. Secondo gli operatori, a causa dell'epidemia, molti potenziali acquirenti avrebbero deciso di rinviare o rinunciare all'acquisto di un'abitazione e molte transazioni per cui si era già raggiunto un accordo tra le parti sarebbero state interrotte.

Le prospettive a breve termine sia sul proprio mercato di riferimento sia su quello nazionale sono divenute ampiamente sfavorevoli. Circa i due terzi degli agenti prevede che l'epidemia di Covid-19 avrà effetti negativi sui prezzi delle abitazioni, che si protrarrebbero oltre l'anno in corso.

La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione è scesa al 72,8% (da 84,4 nei tre mesi precedenti). Secondo il 46,9% degli agenti, facendo riferimento alle compravendite da essi intermediate, l’epidemia di Covid-19 ha causato un aumento dei casi di rinuncia all’acquisto e di rinegoziazione delle transazioni per cui era stato già stipulato un contratto preliminare o era stata accettata la proposta dell’acquirente. Tra questi operatori, il 70,1% segnala che il compratore si è ritirato dalla transazione a causa di un cambiamento delle sue condizioni reddituali o occupazionali, mentre il 38,9 % ha riportato rinunce da parte dell’acquirente per difficoltà nel reperimento del mutuo.

L’epidemia di Covid-19 ha avuto effetti rilevanti sui comportamenti di acquisto e vendita di abitazioni. Le agenzie riportano che il 42,5% dei potenziali acquirenti con cui avevano avuto contatti prima della diffusione del contagio e che sono stati ricontattati dopo la riapertura delle agenzie avvenuta il 4 maggio vorrebbero rinviare l’acquisto dell’abitazione per motivi connessi all’epidemia; il 22,8% vi avrebbe rinunciato. Dal lato dell’offerta, il 26,7% dei potenziali venditori ha segnalato l’intenzione di rinviare la vendita dell’abitazione, mentre il 16% vi avrebbe rinunciato. La mancanza di proposte di acquisto, attribuita a prezzi giudicati troppo elevati dai compratori (47,8% degli operatori), e le offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore (51,8 %) si confermano le cause prevalenti di cessazione dell’incarico. Il 27,6% delle agenzie ha segnalato che dalla loro riapertura sono pervenute richieste da parte dei venditori di accelerare la vendita dell’immobile mediante il ribasso del prezzo.