Erg aumenta l'utile e prevede di migliorare

Chiusura del primo semestre in positivo per il gruppo genovese Erg, che fa capo alla famiglia Garrone-Mondino: l'utile netto è stato di 72 milioni, a fronte dei 2 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno scorso, che però risentiva degli oneri straordinari legati alla ristrutturazione del debito attraverso l’emissione del primo green bond e la contestuale chiusura di due importanti linee di project financing. Dall'inizio di gennaio alla fine di giugno, i ricavi sono stati pari a 498 milioni, in diminuzione rispetto al primo semestre 2019 (530 milioni), principalmente a seguito delle minori produzioni dell’eolico e dell’idroelettrico in Italia, a causa di condizioni anemologiche edidriche decisamente sfavorevoli, dell’andamento dei prezzi dell’energia molto inferiori a quelli del primo semestre 2019 e anche della minore produzione di titoli di efficienza energetica dell’impianto Ccgt che sta terminando il primo decennio ad alta cogeneratività. Questi effetti sono stati solo in parte compensati dall’aumento della produzione dell’eolico all’estero, che risente anche dell’ampliamento del portafoglio di asset gestiti, oltre che dall’incremento derivante dal maggiore valore unitario dell’incentivo in Italia. Il margine operativo lordo si è attestato a 263 milioni, in diminuzione di 10 milioni rispetto ai 273 milioni registrati nel primo semestre 2019. L’indebitamento finanziario netto adjusted risulta pari a 1,503 miliardi, in aumento (26 milioni) rispetto al 31 dicembre 2019 (1.476 milioni). La variazione riflette principalmente gli investimenti del periodo (86 milioni), la distribuzione di dividendi (114 milioni), il pagamento delle imposte (14 milioni) in parte compensati dal positivo flusso di cassa (190 milioni4) anche a seguito della riduzione delle tempistiche di incasso degli incentivi in Italia. Per l’ intero esercizio, Erg conferma la guidance del margine operativo lordo consolidato, stimando un risultato complessivo compreso nell’intervallo tra 480 e 500 milioni. Le spese per investimenti del 2020 riguardano, principalmente, l’avanzamento della costruzione dei progetti greenfield relativa ai parchi che entreranno in produzione nel 2021/22 in Gran Bretagna, in Polonia e in Francia. L’ammontare è complessivamente inferiore a quello del 2019 caratterizzato da importanti operazioni in ambito M&A e sarà ricompreso nel range tra 150 e 180 milioni. La generazione di cassa consentirà di ridurre l’indebitamento di fine anno, che si attesterà in un range tra 1,35 e 1,43 miliardi. Tale risultato sarà in riduzione verso i 1,48 miliardi della fine del 2019, anche a seguito dei minori oneri finanziari grazie ai pieni effetti delle operazioni di liability management a valle dell’emissione del green bond nel 2019.