In Italia 4,6 milioni in povertà assoluta (prima della pandemia del Coronavirus)

L'anno scorso, quindi prima dell'esplosione della pandemia Covid-19, in Italia erano quasi 1,7 milioni le famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 6,4%), per un totale di quasi 4,6 milioni di individui (7,7%). La stima è dell'Istat, che evidenzia il “significativo calo rispetto al 2018, quando l’incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all’8,4%”. In particolare, nel Mezzogiorno la povertà familiare è scesa dal 10,0% all’8,6% e quella individuale dall’11,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povertà degli individui residenti ha registrato una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%.

La diminuzione della povertà assoluta nel 2019 si deve, in gran parte, al miglioramento dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale). L’andamento positivo si è verificato in concomitanza dell’introduzione del Reddito di cittadinanza e ha interessato, nella seconda parte dell'anno, oltre un milione di famiglie in difficoltà.

Le differenze territoriali rilevate per le famiglie si confermano per gli individui: sono oltre due milioni i poveri assoluti residenti nel Mezzogiorno (45,1% del totale, di cui il 70% al Sud e il 30% nelle Isole), contro 1,860 milioni nelle regioni del Nord (40,5%, di cui il 58,7% nel Nord-Ovest e il 41,3% nel Nord-Est). Ciò si deve anche alla maggior presenza di famiglie numerose tra le famiglie in povertà assoluta nel Mezzogiorno rispetto al Nord.