Il debito pubblico piemontese a 11 miliardi l'anno scorso è ancora diminuito del 3,4% ma corrisponde a 2.529 euro per abitante

Alla fine del 2019 lo stock complessivo di debito delle amministrazioni locali piemontesi, calcolato escludendo le passività finanziarie verso altre amministrazioni pubbliche (debito consolidato), era di 11,068 miliardi di euro, pari a 2.529 euro pro capite (contro 1.404 euro pro capite nella media nazionale) e corrispondeva al 13% per cento del debito del complesso delle Amministrazioni locali italiane. Includendo le passività detenute da altre Amministrazioni pubbliche (debito non consolidato), il debito pro capite è pari a 2.695 euro. Sotto il profilo della composizione, è sceso il peso dei titoli emessi in Italia, mentre è cresciuto quello dei prestiti delle banche italiane e della Cassa depositi e prestiti.

“Nel 2019 il debito delle Amministrazioni locali piemontesi è ulteriormente calato (-3,4%) al 31 dicembre 2018 ammontava a 11,453 miliardi - proseguendo una tendenza in atto dal 2012 (negli anni precedenti il debito era aumentato ininterrottamente, sia per l’emissione di titoli obbligazionari sia per la sottoscrizione di contratti derivati” lo si legge nel Rapporto Annuale su “L'economia del Piemonte”, appena presentato dalla Banca d'Italia a Torino.

Lo stesso Rapporto specifica che la riduzione dell'indebitamento delle amministrazioni pubbliche piemontesi registrata negli ultimi anni “riflette invece le limitazioni introdotte alla possibilità di sottoscrivere gli strumenti di debito sopra citati e ai vincoli introdotti prima con il patto di stabilità interno e poi con la regola del pareggio di bilancio”. Il divario tra il debito consolidato e quello non consolidato – connesso in larga misura con le anticipazioni di liquidità concesse dallo Stato agli enti territoriali per il pagamento dei debiti commerciali – è tornato rapidamente a ridursi dopo l’incremento nel biennio 2013-14.