Fondi comuni per quasi 1.200 miliardi L'anno scorso le azioni hanno reso di più

In Italia, al 31 dicembre scorso, è risultato di quasi 1.200 miliardi di euro il valore del patrimonio netto degli intermediari finanziari costituito dai fondi comuni di investimento. A quella data, infatti, gli intermediari italiani avevano fondi comuni per 528,266 miliardi e quelli esteri per 656,479. Rispetto a un anno prima, il patrimonio in fondi comuni è aumentato di oltre 127 miliardi. Non tanto per l'aumento della raccolta netta, cioè per le nuove sottoscrizioni; ma, soprattutto, per la crescita del valore di mercato delle quote dei fondi.

Al netto delle imposte e delle commissioni, nel 2019, i fondi comuni hanno reso ai loro sottoscrittori, mediamente, il 13%. Grazie, in particolare, all'impennata degli azionari, il cui rendimento è risultato del 25%; mentre è stato dell'11,1% quello dei bilanciati e del 7,1% quello degli obbligazionari. Va considerato, però, che il 2018 era stato tutto in rosso per i detentori di fondi: gli azionari avevano perso l'11,4%, i bilanciati il 5,9% e gli obbligazionari il 3,3%, così che la media era risultata negativa per il 5,5%.

Comunque, l'anno scorso, molto più del valore di mercato dei fondi comuni è salito quello azioni: in particolare, la capitalizzazione delle azioni estere è cresciuta mediamente del 31,4% e del 29% quella delle azioni italiane. Lo ha pubblicato la Banca d'Italia, aggiungendo che, sempre nel 2019, la capitalizzazione dei Btp è aumentata del 10%, a fronte del 5,5% dei Cct e del 7,7% delle obbligazioni estere. E' invece calato dello 0,2% il rendimento dei Bot.

La Banca d'Italia ha anche reso noto che, al 31 dicembre scorso, le famiglie italiane avevano in portafoglio fondi comuni del valore di 480,281 miliardi di euro, pari al 10,8% delle loro attività finanziarie, quota leggermente superiore a quella di dodici mesi prima (10,7%).