Casa di proprietà o in affitto, la foto Istat

Casa. Un bene essenziale, ambito, amato. In Italia forse più di ovunque. Tanto che, nel Bel Paese, è elevata la quota delle famiglie che sono, o aspirano a essere, proprietarie del loro “nido”, piccolo o grande che sia. E le spese per la casa sono tra quelle considerate prioritarie. Una situazione confermata anche dalla più recente rilevazione specifica dell'Istat.

Dei 3,7 milioni di famiglie che vivono in abitazioni di proprietà, una su cinque paga un mutuo (la quota maggiore – 26,6% - è al Nord, la minore – 11,6% - nelle Isole). “Dal punto di vista economico e contabile, questa voce di bilancio è un investimento – sottolinea l'Istat - e non rientra, quindi, nel computo della spesa per consumi; ciononostante, il mutuo, per le famiglie che lo sostengono, rappresenta un esborso pari, in media, a 545 euro mensili”.

L'istituto nazionale di statistica aggiunge che proprio alla casa - per la sua manutenzione, come per l'acqua, l'elettricità, il gas - si deve il 35,5% della spesa mensile delle famiglie (2.787 euro) che ne sono proprietarie; mentre questa quota scende al 33,2% per le famiglie in affitto, i cui consumi comportano una spesa mensile media di 1.882 euro, di cui un quinto proprio per l'affitto.

In Italia, il 18,4% delle famiglie paga un affitto per l’abitazione in cui vive. La percentuale va dal minimo delle Isole (14,5%) al massimo del Nord-Ovest (20,7%). La spesa media delle famiglie che pagano un affitto è di 412 euro mensili a livello nazionale, più alta nel Centro (469 euro), nel Nord ( nel Nord-Ovest (457 euro) e nel Nord-Est (435 euro), rispetto a Sud (310 euro) e Isole (293 euro).

La quota più elevata di famiglie in affitto si registra nelle città metropolitane (26,2%) e nei loro comuni periferici, oltre che in quelli con almeno 50mila abitanti (21,5%). Nelle città metropolitane, l'affitto medio mensile è di 493 euro mensili, 76 euro in più della media dei comuni periferie delle aree metropolitane e dei comuni con almeno 50mila abitanti.

Al netto degli affitti figurativi, la spesa per consumi sostenuta dalle famiglie scende a 2.065 euro per quelle proprietarie e a 1.612 per quelle in usufrutto o uso gratuito; conseguentemente, cambia anche la quota destinata all’abitazione, che passa, infatti, dal 35,5% al 12,9% per le prime e dal 33,3% all’11,0% per le seconde.

Considerando, quindi, i soli esborsi monetari, le famiglie in affitto hanno, logicamente, minori risorse da destinare agli altri capitoli di spesa, rispetto al resto delle famiglie; ciò vale, in particolare, per le quote destinate a trasporti (11,2% rispetto al 15,3% delle famiglie proprietarie, in usufrutto o in uso gratuito della casa), servizi ricettivi e di ristorazione (5,1% contro 6,9%), abbigliamento e calzature (4,6% contro 6,0%), ricreazione, spettacoli e cultura (4,5% contro 6,8%), servizi sanitari e per la salute (4,3% contro 6,3%) e mobili, articoli e altri servizi per la casa (3,9% contro 5,9%).