Aeroporti: in aprile tutti a terra per Covid 1.487 passeggeri a Torino, 1.572 a Genova

Il grande crollo degli aeroporti italiani. In aprile, gli scali nazionali hanno perso 16 milioni di passeggeri, dopo averne persi 12 milioni a marzo. E secondo i dati raccolti da Assaeroporti, l'associazione dei gestori degli scali della Penisola, ne hanno persi altri 17 milioni in maggio. Comunque, nel primo trimestre, il sistema aeroportuale nazionale ha registrato una contrazione di 45 milioni di passeggeri, rispetto a un anno fa. “È il peggior calo di sempre – ha detto il presidente di Assaeroporti, l'alessandrino Fabrizio Palenzona, secondo il quale “siamo in presenza di tre mesi di blocco totale del trasporto aereo e le prossime settimane saranno decisive per porre le basi della ripartenza di un settore strategico per il nostro Paese. I correttivi al Dl Rilancio, le misure che saranno inserite nel Dl Semplificazioni e i prossimi Dpcm sono le ultime occasioni per garantire la mobilità del Paese, ripristinare i collegamenti con l’Europa e il mondo e conservare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il danno sarebbe irrecuperabile”

I provvedimenti finora adottati dal Governo per far fronte alla situazione di profonda crisi derivata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 hanno completamente trascurato i gestori aeroportuali, costretti a chiedere la cassa integrazione per oltre 10.000 dipendenti delle società di gestione. La crisi sta avendo un forte impatto sul settore e rischia di compromettere la realizzazione degli imponenti piani di investimento previsti per lo sviluppo del sistema aeroportuale nazionale.

“Alcuni scali, soprattutto quelli di minori dimensioni, che svolgono un ruolo importante per lo sviluppo dei territori e per la mobilità di cittadini e imprese, sono a rischio sopravvivenza. Migliaia di posti di lavoro sono in pericolo – riferiscono da Assaeroporti - così come un’enorme fetta dell’indotto turistico. In Italia, infatti, il 40% dei visitatori stranieri arriva in aereo, confermando il ruolo essenziale degli aeroporti per lo sviluppo del turismo. I due comparti muovono complessivamente circa il 17% del Pil nazionale e, senza adeguati interventi di sostegno, le ricadute si profilano drammatiche. In tale contesto Assaeroporti accoglie favorevolmente la scelta di rilanciare Alitalia ma sottolinea fermamente come l’eventuale adozione da parte del Governo di misure protezionistiche e selettive, tese a disincentivare la presenza di compagnie low cost nel nostro Paese, determinerà un cambio di scenario e il ritorno ad un trasporto aereo d’élite. Una circostanza negativa che si è già verificata 15 anni fa, quando, con la legge sui requisiti di sistema, si tentò di salvare Alitalia con i risultati nefasti che sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione oggi che Alitalia rappresenta – rispetto ad allora – non il 50% del traffico passeggeri, ma circa il 13% del totale, si corre solo il rischio di danneggiare pesantemente il trasporto aereo nel suo complesso. Per questo l’Associazione degli aeroporti italiani chiede al Governo di assicurare un mercato concorrenziale che garantisca la mobilità di passeggeri e merci.

In aprile, nell'intera Italia i voli sono stati 10.180 (-92,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), con il totale di 118,194 passeggeri (-99,35%). In particolare, il Sandro Pertini di Torino-Caselle ha contato 107 voli (-98,6%) con complessivi 1.487 passeggeri (-99,5%) e il Cristoforo Colombo di Genova 231 voli (-86,2%) con 1.572 passeggeri (-98,8%). Il terzo scalo del Nord Ovest, quello di Cuneo-Levaldigi, è rimasto completamente chiuso e non ha av uto né un decollo né un arrivo.