Oltre 2.000 negozi on line nel Nord Ovest

Sempre di più si compra via Internet. Con il lockdown c'è stata l'impennata; ma il commercio al dettaglio che usa il web è in forte crescita già da prima dell'esplosione del Coronavirus, che ci ha obbligati al confinamento in casa. A documentare il fenomeno sono state Unioncamere e Infocamere, rilevando che, tra il marzo scorso e lo stesso mese del 2015, le imprese italiane che vendono sul web sono diventate oltre 23.000, quasi 10.000 in più rispetto a cinque anni fa. Mentre, nello stesso periodo, l'intero comparto del commercio al dettaglio ha perso poco meno di 45.000 operatori.

La notizia è riportata dal sito della Banca del Piemonte, storico e solido istituto indipendente, efficiente e innovativo. Con l'aggiunta che in Piemonte, in particolare, i “negozi” online sono diventati 1.560, tre volte più che nel 2015, con una crescita media del 10% all'anno. Un buon tasso, anche se inferiore alla media nazionale (14,5%) e, soprattutto, di quelli di alcune regioni del Sud, dove il forte incremento delle imprese che vendono via Internet è conseguente alla volontà di ovviare con il web alla carenza delle infrastrutture fisiche (in Campania e in Basilicata l'aumento è stato addirittura del 25,5% all'anno). Comunque, la quota piemontese delle imprese che vendono online (3,1% di tutti gli esercizi commerciali) è ben superiore alla media nazionale (2,8%).

Le abitudini di consumo stanno cambiando, più o meno velocemente, ovunque. Anche in Piemonte, dove gli imprenditori stanno cogliendo le opportunità offerte dalla “rete”, confermandosi bojanen nella capacità di resistenza e di tenacia, non di preclusione ai cambiamenti e all'innovazione.

In Liguria le imprese del commercio al dettaglio al 31 marzo scorso sono risultate 416, mentre erano 154 alla stessa data del 2015, l'11,8% in meno. In Valle d'Aosta, invece, l'incremento è stato del 10,5%, essendo salite da 11 a 32.