Chi è arrivato pronto allo smart working Le videochiamate di Banca del Piemonte

Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere, ha rilevato che, in epoca di lockdown conseguente al Covid-19, in Italia, alla prova dello smart working, una impresa su quattro è arrivata preparata, almeno in parte, avendo investito nell'adozione di questo sistema, per innovare il proprio modello organizzativo aziendale, già al 2015. Non solo: la tendenza in crescita progressiva (ancora nel 2018 la quota era del 23,5%) e appare destinata a conoscere un'ulteriore impennata nel prossimo futuro. Lo si legge sul sito della Banca del Piemonte, lo storico, solido e sempre innovativo istituto della famiglia Venesio.

Non tutti i settori, ovviamente, si sono potuti adattare all’introduzione del lavoro agile nella stessa maniera. L’ambito più ricettivo è risultato quello delle public utilities (luce, acqua, gas) in cui il 34,7% delle imprese ha dichiarato di aver investito in smart working; seguono quelli dei servizi (25,5%), l’industria (22,5%) e, fanalino di coda, come facilmente immaginabile, le costruzioni (19,9%).

All’interno del mondo dei servizi, hanno investito in smart working il 50,9% delle imprese di servizi informatici e delle telecomunicazioni, il 48,8% delle imprese di servizi finanziari e assicurativi e il 40,3% dei servizi avanzati di supporto alle imprese. A questa modalità di lavoro a distanza, invece, hanno guardato solo il 15,7% delle imprese dei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone e il 17,9% dei servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici.

A fare la differenza, però, è soprattutto è la classe dimensionale delle imprese. L’innovazione del lavoro agile, infatti, riguarda il 53,1% delle aziende con più di 500 dipendenti, il 50,3% tra i 250 e i 499 dipendenti e il 41,8% tra i 50 e i 249 dipendenti. La percentuale scende per le imprese più piccole. Infatti, si notano investimenti in smart working solo per il 31,1% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti e per il 21,3% di quelle con meno di dieci dipendenti.

Lo smart working, comunque, è solo una delle possibili modalità organizzative e dei nuovi modelli di business messi a disposizione dalla trasformazione digitale. Excelsior, infatti, mostra che, nel 2019, ben il 36,9% delle imprese ha dichiarato di aver investito in attività di digital marketing (contro il 35,4% del 2018) Al primo posto è emerso il settore dei servizi (39,3%), al secondo quello delle public utilities con il 37,3%; poi, con il 31,2%, il settore dell'industria e quello delle costruzioni con il 25,5%. Dal punto di vista territoriale, si nota una sostanziale omogeneità tra tutte le aree del Paese: 37,5% il Nord Est, 37,3% il Sud e le Isole, 36,9% il Nord Ovest e 35,8% il Centro.

Le imprese più grandi hanno un tasso maggiore di investimenti in digital marketing: l’innovazione riguarda infatti il 70,5% delle aziende con più di 500 dipendenti, il 68,3% tra i 250 e i 499 dipendenti, il 58,5% tra i 50 e i 249 dipendenti. La percentuale scende per le imprese più piccole. Infatti, sui canali di promozione e vendita online hanno puntato il 44% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti e il 33% di quelle con meno di dieci dipendenti.

A proposito di innovazione e di costante cura dei clienti, la Banca del Piemonte ha anche attivato il servizio di videochiamata di Microsoft Teams. Così, il cliente, in videochiamata con il proprio gestore, può parlare di progetti da realizzare, dell’andamento degli investimenti, di eventuali esigenze sorte in questi mesi, rimanendo a casa o in ufficio, nel totale rispetto della privacy, esattamente come se si trovasse in Banca.

L’attivazione del servizio di videochiamata prevede questi semplici passi: basta scrivere o telefonare alla filiale o al gestore per chiedere un appuntamento su Microsoft Teams, controlla la mail sulla quale arriverà l’invito per partecipare alla videochiamata; poi, alcuni minuti prima dell’orario dell’appuntamento, cliccare sul link ricevuto e dallo smartphone, tablet o pc si potrà dialogare in diretta e guardandosi in faccia.