Protagonisti alla ribalta: Ginevra Elkann Azzolina, Angela, Caputo e Cingolani


Ginevra Elkann
L'ultimo numero del settimanale Sette del Corriere della Sera, uscito venerdì 6 marzo, è parecchio piemontese. Fra l'altro, infatti, contiene tre lunghe interviste a Piero Angela, Lucia Azzolina e Ginevra Elkann, tre personaggi subalpini, anche se anagraficamente lo è unicamente Angela, nato a Torino nel dicembre del 1928. Lucia Azzolina, neo ministro dell'Istruzione, è nata a Siracusa, nel 1982, ma può essere considerata biellese d'adozione e Ginevra Elkann è nata a Londra, nel 1979, ma lei stessa ha detto che “quando mi chiedevano di dove fossi, rispondevo Italia, Torino: nella mia testa, casa era quella”.
Ginevra Elkann, sorella di John e di Lapo, ha firmato il suo primo film da regista “Magari”, scritto con Chiara Barzini e prossimo all'arrivo nelle sale cinematografiche. “E' autobiografico” ha anticipato alla giornalista Teresa Ciabatti, alla quale ha confidato diversi aspetti della sua vita. Sposata con Giovanni Gaetani dell'Aquila d'Aragona, tre figli – Giacomo, Pietro, Marella – è anche produttrice cinematografica, fotografa ed è stata assistente alla regia di Bernardo Bertolucci nel film L'assedio. Ha una venerazione per sua nonna Marella, la moglie dell'Avvocato, “la persona che più mi manca”.
Lucia Azzolina, eletta alla Camera dei deputati due anni fa, nel Collegio Piemonte 2, una laurea in Filosofia e una in Giurisprudenza, è stata sindacalista nel mondo della scuola e ha insegnato al “Quintino Sella” di Biella, prima di essere nominata sottosegretaria al ministero dell'Istruzione nel Conte I e nel gennaio scorso, ministro nel Conte II. Fra l'altro, ha svelato a Monica Guerzoni che i suoi compagni di università le avevano predetto che sarebbe diventata ministra dell'Istruzione “senza che io avessi mai sognato di diventarlo”. Lei pensava di fare la pediatra. Ha anche risposto che non ambisce a diventare la leader dei 5 Stelle e tra Cenerentola o Biancaneve, preferisce la prima “una ragazza che ce l'ha fatta da sola”.
Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione 
Piero Angela è stato intervistato dal bravissimo Gian Antonio Stella, al quale ha ricordato che la scuola non faceva per lui: “Oddio, mai stato bocciato. Ma mi annoiavo molto”. Faceva “il minimo sindacale”. Poi, però, ha collezionato 12 lauree ad honorem, ha anche imparato da solo a parlare il russo, ha avuto la Medaglia d'oro della Presidenza della Repubblica per la Cultura, il premio Kalinga dell'Unesco per la divulgazione scientifica, sette Telegatti e, fra l'altro, l'onore del suo nome dato a un asteroide e a un mollusco del Mar cinese. Ha scritto 38 libri, di successo come le sue trasmissioni. E' un padre della scienza.
Barbara Caputo, docente di Ingegneria informatica al Politecnico di Torino, ha fatto il suo debutto su Topolino sotto lo pseudonimo di Barb Quackut, nella storia intitolata “Paperina e la selezione scientifica”. Al suo fianco un’altra ricercatrice, la docente di Chimica dell’Università degli Studi di Bari, Luisa Torsi. Un’iniziativa particolare, realizzata per la Giornata internazionale della Donna, nell'ambito del programma I talenti delle donne, promosso dal Comune di Milano e dalla Fondazione Bracco per valorizzare i ruoli femminili nelle diverse discipline creative e sottolineare i mutamenti della società, sempre più inclusiva anche nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics).
Paperina e la selezione scientifica” porta nel Club delle Ragazze di Paperopoli, dove Paperina invita due scienziate della Quack Foundation della Calisota Valley, che riusciranno a conquistare i personaggi del fumetto con i loro racconti e le loro scoperte. La storia da spazio alla scienza vista dalla prospettiva femminile, anche con un’intervista doppia a Caputo e Torsi. Le due ricercatrici, lasciate le “piume” da abitanti di Paperopoli, spiegano a giovani lettrici e lettori la loro missione: fanno parte del progetto #100esperte, una banca dati online creata dall'Osservatorio di Pavia con l’associazione Giulia, che contiene i profili di oltre 220 esperte di Stem, settore strategico per lo sviluppo economico e sociale, ma purtroppo storicamente poco rappresentato dalle donne.
A proposito di scienza, lo straordinario Stefano Lorenzetto ha fatto una grande intervista a Roberto Cingolani, milano-genovese, fisico, ora responsabile dell'Innovazione tecnologica del gruppo Leonardo, dopo essere stato a lungo il responsabile dell'Iit-Istituto italiano di tecnologia, del quale è considerato il creatore. E' il primatista nazionale nell'intelligenza artificiale e nei robot. Uno che diverse gare per giovani ricercatori era stato escluso per eccesso di notorietà. Il padre era docente universitario di Fisica, la sorella è ordinaria di Matematica, il fratello titolare della cattedra di Biologia alla Jefferson University di Philadelphia, la moglie Nassia, greca, fisica esperta in Scienza dei materiali, il primo figlio ingegnere chimico e il secondo prossimo alla laurea in Chimica.
Quando Lorenzetto gli dice che lo chiamano lo Steve Jobs italiano, Stefano Cingolani risponde: “Non lo sono. Lui era un genio. Io cerco di fare del mio meglio”.
Sull'intelligenza artificiale, ha detto che “è utile se sfruttata con intelligenza naturale, cioè cum grano salis. A preoccuparmi è la stupidità naturale, perché nessuno ha creato quella artificiale: troppo complicata da copiare”. Altra risposta fulminante e illuminante alla domanda se gli androidi hanno diritti: “I nostri nascono dal fatto che vogliamo continuare a esistere come specie. La macchina non ha l'apparato riproduttivo. Noi abbiamo impiegato oltre 4 miliardi di anni a evolverci da batterio a ciò che siamo. Capisco che è fantascienza, però non posso escludere che fra un milione di anni gli umanoidi sino progrediti sino ad acquistare coscienza di sé. Dobbiamo disegnare il futuro remoto come faceva la scuola greca 30 secoli fa”.Protagonis