La Bce chiede alle banche la sospensione del pagamento dei dividendi agli azionisti

Oggi, 27 marzo, Intesa Sanpaolo ha comunicato che l’ordine del giorno del consiglio di amministrazione del 31 marzo prossimo, che era già stato convocato in via ordinaria nei giorni scorsi, includerà l’esame dell’odierna comunicazione della Banca Centrale Europea (Bce) riguardante la politica dei dividendi nel contesto conseguente all’epidemia da Covid19.
La Bce , infatti, chiede alle banche dell’Eurozona di non pagare dividendi e non assumere impegni di pagamento delle cedole per gli esercizi 2019 e 2020 almeno fino al mese di ottobre. Non è un diktat, ma una raccomandazione che lancia un messaggio chiaro agli istituti bancari europei chiamati ad affrontare l’emergenza coronavirus.
Per rafforzare la capacità delle banche di assorbire perdite e sostenere l’erogazione del credito alle famiglie, alle pmi e alle aziende durante la pandemia del coronavirus – si legge nella nota della Bce – i dividendi per gli anni finanziari 2019 e 2020 non dovrebbero essere pagati almeno fino al 1 ottobre 2020. Le banche dovrebbero anche trattenersi da programmi di buyback aventi come obiettivo la remunerazione degli azionisti”.
La raccomandazione non ha valore retroattivo, puntualizza Francoforte e, dunque, non avrà alcun effetto sulle cedole già erogate; ma la banca centrale si aspetta che le banche cambino i piani sui dividendi che saranno sottoposti all’approvazione delle assemblee degli azionisti in programma nelle prossime settimane.
L’emergenza coronavirus mette dunque a rischio la stagione dei dividendi 2020. Fra l'altro, Firstonline, l'autorevole giornale di economia e finanza. ne aveva già parlato qualche giorno fa, rendendo conto delle numerose sospensioni stabilite da società italiane e straniere, allo scopo di salvaguardare liquidità e patrimonio di fronte alle prospettive di una crisi economica senza precedenti.
La raccomandazione della Bce arriva in seguito alla lettera inviata dalla Federazione Europea delle Banche, attualmente guidata da Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, al presidente del consiglio di sorveglianza Bce, l'italiano Andrea Enria.
L’organizzazione che rappresenta 5.000 banche europee – ricorda Firstonline - ha preso una posizione forte su buyback e cedole, chiedendo all’Eurotower di dire la sua con l’obiettivo di “spingere” le banche a fare fronte comune, evitando iniziative personali che potrebbero comportare pesanti ripercussioni in Borsa nei confronti di chi decide di agire da solo, imboccando la via della sospensione”.
Se le banche seguiranno la linea tracciata dall’Eurotower riusciranno “a mantenere nel sistema un totale di 30 miliardi di euro di capitale addizionale di più alta qualità”. In questo modo gli istituti avranno “capacità addizionale di prestare o assorbire le perdite in una fase in cui ciò è particolarmente necessario”, ha afferma il capo della Vigilanza europea, Andrea Enria. La Bce “si aspetta che le banche continuino a finanziare le famiglie, le piccole imprese e le grandi aziende”.