Gruppo Biancamano: positivi i risultati '19

Il savonese Giovanni Battista Pizzimbone
presidente e ad Biancamano 
Il gruppo Biancamano, primo operatore privato in Italia operante nel waste management e leader nei servizi integrati di igiene urbana (attraverso le proprie controllate è specializzato nella progettazione, gestione e controllo del ciclo completo dei servizi operativi ambientali: dalla raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, alla raccolta differenziata, alle attività di pulizia delle strade, sino alla progettazione, realizzazione e gestione delle piattaforme ecologiche, per conto di enti pubblici locali e operatori privati) ha chiuso il bilancio 2019 con ricavi consolidati pari a 81,891 milioni (79,906 nel 2018), un margine operativo lordo di 4,635 milioni (3,525) e un utile netto di 17,858 milioni (82,936 milioni nell'esercizio precedente).
Lo stesso Gruppo, comunque, evidenzia che il bilancio consolidato 2019 e quello della capogruppo, quotata in Borsa e controllata dal savonese Giovanni Battista Pizzimbone, presidente e amministratore delegato, “non recepiscono integralmente gli effetti esdebitativi attesi dalla ristrutturazione dell’indebitamento finanziario nell’ambito del concordato preventivo della controllata Aimeri Ambiente e dell’accordo di ristrutturazione dei debiti dell’Emittente, in quanto gli accordi sono divenuti efficaci in data 21 novembre 2019”.
“In particolare – viene aggiunto - il 23 gennaio 2020 Biancamano ha emesso, 65.999.296 “Strumenti finanziari partecipativi Biancamano convertibili in azioni ordinarie Biancamano” sottoscritti da tutti gli istituti di credito aderenti all’accordo e liberati mediante compensazione con il credito vantato da ciascuno di essi nei confronti della società (post accollo dei debiti di Aimeri Ambiente nei confronti di talune banche per 35,567 milioni) per un controvalore complessivo di 36,950 milioni. L’”apporto” ricevuto per la sottoscrizione degli strumenti finanziari partecipativi da parte delle banche, verrà appostato in una riserva di patrimonio netto di Biancamano con conseguenti effetti incrementativi sullo stesso”.
Il risultato del Gruppo, che conta circa 1.300 dipendenti, perciò, “è significativamente influenzato da proventi finanziari netti non ricorrenti, che riflettono l’ulteriore esdebitazione concernente lo stralcio di parte dei debiti finanziari in esecuzione dell’accordo con le banche”.
Comunque il patrimonio netto consolidato a fine 2019 è risultato negativo per 13,970 milioni (a fronte dei 31,814 milioni precedenti). Pertanto, il consiglio di amministrazione ha proceduto a compiere tutte le necessarie valutazioni circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale, tenendo conto, a tal fine, di tutte le informazioni disponibili relativamente ai prevedibili accadimenti futuri.
“La valutazione del presupposto della continuità aziendale, così come l’analisi dell’evoluzione prevedibile della gestione, sono necessariamente legati all’esecuzione degli accordi di ristrutturazione dei debiti della società – hanno spiegato i suoi amministratori, uno dei quali è Ezio Porro di Albisola Superiore – del piano e della proposta concordataria di Aimeri Ambiente, entrambi omologati dal Tribunale di Milano nel corso del 2018”. Quindi, “visto il positivo progredire delle procedure di ristrutturazione e dell’intervenuta efficacia degli accordi con le banche, ritiene, tenuto altresì conto dell’importante ulteriore effetto esdebitativo dell’indebitamento finanziario atteso nelle modalità previste dai predetti accordi, che consentirà al Gruppo di avere un patrimonio netto consolidato positivo”, ha ritenuto di poter adottare il presupposto della continuità aziendale nella predisposizione dei bilanci 2019.