Diasorin remunera i soci con 52 milioni liquidità record superiore ai 180 milioni

Gustavo Denegri, presidente
e azionista di controllo Diasorin
Diasorin in piena salute. La multinazionale di Saluggia, leader mondiale nella diagnostica, ha chiuso il bilancio 2019 con l'utile netto consolidato di 175,7 milioni (+11,1% rispetto al 2018), pari al 24,9% del fatturato, che è stato di 706,3 miliardi, superiore del 5,5% a quello dell'esercizio precedente. Il margine operativo lordo è ammontato a 276,8 milioni (+8,4), evidenziando un incidenza del 39,2% sul fatturato, un punto in più rispetto al 2018.
La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre è risultata positiva per 172,9 milioni, aumentata di 97,6 milioni rispetto alla fine dell'anno prima. E il free cash flow ha fatto registrare il record storico di 180,1 milioni.
In particolare, la capogruppo ha conseguito l'utile netto di 113,6 milioni (+13,5%), tale da consentire al Consiglio di amministrazione, presieduto da Gustavo Denegri, di proporre alla prossima assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo di 0,95 euro per azione ordinaria in circolazione, per un totale di 52,053 milioni di euro.
Per quanto riguarda l'esercizio in corso, il management di Diasorin, capitanato da Carlo Rosa, amministratore delegato e direttore generale, oltre che secondo maggiore azionista (il primo è il presidente Denegri), ha previsto ricavi in aumento del 5% e un'incidenza del margine operativo lordo sul fatturato compresa tra il 38 e il 39%. Aspettativa che, però, non incorpora i potenziali effetti negativi derivanti dall'epidemia del coronavirus Covid-19.

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