La reputazione web dei cento top manager a gennaio new entry di Giovanni Ferrero Avanzano Oscar Farinetti e Gros-Pietro

Giovanni Ferrero, numero 1 del colosso dolciario
Il riservatissimo Giovanni Ferrero, numero uno del colosso dolciario nato ad Alba, è entrato, per la prima volta, nella classifica relativa alla reputazione web dei cento top manager attivi in Italia. La graduatoria di gennaio di Top Manager Reputation, infatti, lo vede al 49.mo posto, con 45,93 punti. E questa è una delle novità dell'ultimo mese, che registra, fra l'altro, il ritorno di Urbano Cairo in testa, l'avanzamento di nove posizioni da parte di Oscar Farinetti e di sette da Gian Maria Gros-Pietro e, al contrario, la perdita di dieci posizioni da parte di Andrea Agnelli.
Urbano Cairo in dicembre era finito secondo, dopo tanti mesi di primato, superato da Francesco Starace, amministratore delegato dell'Enel, al quale sono erano attribuiti 72,35 punti, a fronte dei 71,40 dell'ex recordman alessandrino-milanese. A gennaio, il ribaltamento: Cairo di nuovo leader con 73,84 punti, a fronte dei 71,71 di Starace, sulla piazza d'onore. Urbano Cairo è presidente di Rcs MediaGroup, che edita anche il Corriere della Sera, della sua controllante Cairo Communication, proprietaria di numerose riviste periodiche, della tv La 7 e, fra l'altro, del Torino Calcio, società granata con una storia gloriosa e un presente troppo altalenante. In novembre aveva avuto 73,85 punti, a ottobre 76,70 punti e a settembre addirittura 79,38.
John Elkann ha mantenuto il terzo gradino del podio, con 68,76 punti, mentre ne aveva 66,19 in dicembre. Il presidente e amministratore delegato di Exor, oltre che numero uno della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (è presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari), già in novembre aveva riconquistato la terza posizione, che aveva perso il mese prima, calando al settimo. Allora aveva avuto 64,57 punti, a fronte dei 60,33 di ottobre e i 62,61 di settembre. John Elkann gode del maxi e clamoroso accordo per la fusione Fca-Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauhall) e per l'operazione Gedi, in seguito alla quale Exor rileverà dalla Cir-Cofide della Fratelli De Benedetti il controllo del gruppo editoriale formato da Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, l'Espresso, 13 quotidiani locali, tre radio e la società di pubblicità Manzoni.
In gennaio ha mantenuto la stessa posizione anche Carlo Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, il colosso finanziario italiano che ha come maggiore azionista singolo la torinese Compagnia di San Paolo, presieduta da Francesco Profumo. Carlo Messina, infatti, è rimasto sesto con 59,67 punti, dopo che ne aveva ottenuti 59,16 a dicembre, 59,71 a novembre, 61,34 in ottobre, 57,8 in settembre e 58,48 in agosto.
L'affare Fiat Chrysler Automobiles-Peugeot non è bastato invece a Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, a evitare di riperdere il posto che aveva guadagnato in dicembre, quando era risultato 27.mo con 50,65 punti (ne aveva avuti 50,36 a novembre, quando era 28.mo). Nel mese appena passato, infatti, è tornato 28.mo, con 52,05 punti. A ottobre, con 44,23 punti punti,era precipitato al 44.mo posto, dal 35.mo di settembre, quando ne aveva avuti 49,20, dopo i 53,30 di agosto.
Dieci posizioni in meno sono state attribuite ad Andrea Agnelli, presidente della Juventus, diventato 31.mo con 51,07 punti, mentre era 21.mo a dicembre con 51,44 punti, dopo i 53,56 di novembre, che valevano il 19.mo posto. Era 26.mo in ottobre con 51,37 punti. In settembre, Andrea Agnelli era 18.mo con 53,15 punti e 20.mo in agosto con 52,97.
In classifica è scesa anche la novarese Catia Bastioli, presidente di Terna e amministratore delegato di Novamont. Catia Bastioli, infatti, è risultata 24.ma con 52,54 punti, mentre era 21.ma a dicembre con 51,32 punti, dopo che aveva concluso novembre da 18.ma con 53,74 punti, scalando ancora una posizione rispetto a ottobre, quando era 19.ma con 52,95 punti, cinque posti in più in rispetto a settembre (51,11 punti) e addirittura 14 rispetto ad agosto, quando era finita 32.ma con 50,46 punti.
Quattro posizioni sono state perse dalla torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, infatti, è risultata 46.ma con 47,25 punti, mentre era 42.ma a dicembre con 47,18 punti, 43.ma a novembre con 47,18 punti (47,23 a ottobre) e al 45.mo in settembre (47,36 punti). Però, era al 40. mo in agosto, quando aveva ottenuto 48,34 punti. Nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, Elisabetta Ripa, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill, è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio 2019, quando era risultata 42.ma.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, a gennaio si è piazzato 48.mo con 45,93 punti, mentre era 55.mo in dicembre, 60.mo a novembre (43,97 punti) e 63.mo a ottobre, con 43,59 punti (42,89 a settembre e 43,48 ad agosto). La scalata è conseguente soprattutto ai crescenti riconoscimenti, anche internazionali di Intesa Sanpaolo.
Addirittura 14 posizioni sono state guadagnate dal cuneese Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, la catena eno-gastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, entrato per la prima volta fra i top cento in agosto, quando si era piazzato 69.mo con 42,13 punti. A gennaio è risultato 54.mo con 44,82 punti, mentre era 63.mo a dicembre con 44,03 e 68.mo a novembre (41,63 punti). A ottobre aveva avuto 41,48. Nato 66 anni fa ad Alba, laurea honoris causa in Economia conferitagli dall'Università di Urbino, imprenditore innovativo e di gran successo, controlla o ha partecipazioni in diverse aziende. Può vantare numerosi premi e ha anche scritto alcuni libri.
Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, a gennaio è finito 63.mo con 43,46 punti, mentre era 60.mo con 43,76 punti a dicembre e 57.mo a novembre (44,34) e 56.mo a ottobre (44,36). A settembre gli erano stati assegnati 44,58 punti e ad agosto 44,20 punti.
Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cofide, la holding dei tre fratelli alla quale fanno capo anche Cir, Sogefi e, finora, Gedi-Gruppo Editoriale, nella graduatoria di genaio figura 80.mo con 39,91 punti, mentre a dicembre era 75.mo con 40,06 punti, 76.mo a novembre (39,86 punti), tre posti più in alto che in ottobre (39,79 punti). In settembre era 77.mo con 39,76 punti e in agosto ne aveva avuti 40,13. Rodolfo De Benedetti, con i due fratelli, è stato contestato dal padre Carlo, per la gestione della Gedi, che, comunque, ha respinto la proposta di acquisto dell'Ingegnere, al quale è stato preferita la Exor di John Elkann.
La classifica di gennaio non comprende Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, al quale, in dicembre erano attribuiti 36,85 punti, che gli erano valsi la posizione numero 84. In novembre la sua quotazione era stata di 36,98 punti, equivalenti al posto numero 87, due meno di ottobre (37,42 punti) e tre meno che in settembre (37,04 punti). In agosto Lapo Civiletti era finito 85.mo. Lapo Civiletti resta in seconda fila rispetto al presidente Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.
Per quanto riguarda i top manager che fanno riferimento alla Liguria, la graduatoria mostra Alessandro Profumo, presidente di Leonardo, 38.mo con 48,73 punti; Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg 77.mo con 40,23 punti; Enrico Preziosi, presidente del Genoa, 94.mo con 33,86 punti e Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ultimo, cioè 100.mo, con 29,95 punti.
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.