Intesa Sanpaolo: utile netto 4,182 miliardi dividendo di 19,2 centesimi per azione

Carlo Messina, ad e dg
Intesa Sanpaolo
“ I risultati del 2019 sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del Gruppo all’Italia, anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale”. E' il primo commento degli amministratori di Intesa Sanpaolo, al termine dell'approvazione dei bilanci relativi all'anno appena passato. “Risultati – si legge nel comunicato – che riflettono la redditività sostenibile del Gruppo, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità e dal modello di business resiliente e ben diversificato, ulteriormente consolidato dalle azioni strategiche attuate nell’anno”.
Nel 2019, il Gruppo che è guidato da Carlo Messina e ha la Compagnia di San Paolo come maggiore azionista, ha conseguito l'utile netto di 4,182 miliardi (4,050 nel 2018), un risultato corrente lordo in aumento del 4,3% rispetto al 2018 e un risultato della gestione operativa in crescita del 5,6%; proventi operativi netti in aumento dell’1,5%. I costi operativi sono diminuiti del 2,1%, portando il cost/income al 51,4%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee. Le rettifiche di valore nette su crediti sono calate del 12,7% e il costo del rischio è sceso a 53 centesimi di punto, rispetto ai 61 del 2018.
Inoltre: è migliorata la qualità del credito, soprattutto a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti: i crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, sono diminuiti di circa 6 miliardi di euro nel 2019, di circa 34 miliardi dal settembre 2015 e di circa 21 miliardi dal dicembre 2017, realizzando nei primi due anni del Piano di Impresa 2018-2021 già l’ 83% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio. Lo stock di crediti deteriorati scende del 14,2% a dicembre 2019, rispetto a dicembre 2018, al lordo delle rettifiche di valore e del 14,3% al netto. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a dicembre 2019 è pari al 7,6% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,6% al netto. Il livello di copertura specifica dei crediti deteriorati sale al 54,6% a fine 2019, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 65,3%.
Al 31 dicembre 2019, tenendo conto dei dividendi proposti pari a 3,362 miliardi di euro, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 14,1% , livello top tra le maggiori banche europee. Le attività liquide ammontano 190 miliardi di euro e la liquidità prontamente disponibile a 118 miliardi.
Nel 2019, Intesa Sanpaolo ha nuovo credito a medio-lungo termine per circa 58 miliardi, di cui 48 miliardi in Italia: circa 38 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Circa 18.500 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato e circa 112.000 dal 2014, preservando rispettivamente 93.000 e 560.000 posti di lavoro. Quanto al supporto all’economia sociale, viene rilevato che la distribuzione di dividendi che si è tradotta in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni italiane di origine bancaria.
I dividendi cash per 3,362 miliardi sono pari all’80% di payout ratio indicato nel Piano di Impresa per il 2019. Alla prossima assemblea ordinaria, pertanto, verrà proposta la distribuzione di 19,2 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, a partire dal giorno 20 maggio 2020 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio). Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 3 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari all’ 8,4%.