Imprese "rosa", oltre 300.000 occupati

In tutte le tre regioni del Nord-Ovest il tasso di “femminilizzazione” delle imprese è più alto della media nazionale, che è del 21,97% (a fronte dei 6.101.122 di aziende attive in tutta l'Italia al 30 settembre scorso, quello “rosa” sono 1.340.580). In particolare, in Piemonte la quota è del 22,55%, corrispondente a 96.820 imprese femminili; mentre è del 22,19% in Liguria (36.142 imprese) e del 23,76% in Valle d'Aosta (2.943).
Giorgia Garola, presidente Gruppo Giovani
Confindustria Piemonte
In Piemonte, le imprese che hanno una prevalenza di donne al comando occupano oltre 220.000 addetti, in Liguria 79.000 e in Valle d'Aosta più di 7.000.
Come censito da Unioncamere e Infocamere, nell'intero Paese l'imprenditoria femminile ha tre milioni di occupati, dà un forte apporto al sistema dell’istruzione e del welfare di natura privata, così importante per agevolare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie. “Nella scelta di avviare una attività autonoma – riferiscono da Unioncamere-Infocamere - sono molte le donne che preferiscono orientarsi verso i settori che offrono servizi alle famiglie, come quelli che si occupano di istruzione, o che operano nella sanità e nell’assistenza sociale. In questi ambiti, infatti, più di una impresa su tre è gestita da donne, con tassi di femminilizzazione, quindi, ben superiori a quello medio”.
“La predilezione femminile per questi settori – ha detto Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere - è confermata anche nel lavoro dipendente. Secondo le ultime previsioni Excelsior di Unioncamere e Anpal, relative alla domanda di lavoro nel mese di gennaio, le donne continuano a essere maggiormente richieste soprattutto nei servizi alle persone (30% richieste di personale femminile). A seguire le imprese ricercano dipendenti donne soprattutto nei servizi di alloggio, ristorazione e turistici (28% richieste di personale femminile) e nel commercio (26%)”.
I dati al 30 settembre scorso mostrano che nell’istruzione le 9.600 imprese femminili sono oltre il 30% del totale, con un aumento di circa 1.500 unità rispetto a settembre 2014. Nel campo sanitario e dell’assistenza sociale, poi, le 17mila imprese femminili oggi esistenti rappresentano quasi il 38% del totale, con un incremento di oltre 2.400 imprese rispetto a cinque anni fa.
Una forte specializzazione si trova anche nella cura e nell’assistenza all’infanzia. A dimostrarlo sono le 3.400 attività femminili che gestiscono servizi di asili nido, baby-sitting e assistenza diurna per minori disabili, che sono quasi l’82% di quelle registrate (4.170) e risultano in aumento di circa 200 unità rispetto a cinque anni fa.
Questa rete di imprese dedita alla cura dei bambini si configura, insomma, come una sorta di “soccorso rosa” per i papà e le mamme lavoratrici, e risulta particolarmente numerosa e fitta in alcune regioni (Lombardia e Lazio innanzitutto), meno diffusa, invece, nelle regioni più piccole, come Valle d’Aosta, Molise e la Basilicata.

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