Il nuovo ruolo delle Università piemontesi "motori di innovazione e per le imprese"

Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino
Ci proponiamo di far nascere in questa città, nella sua area metropolitana e nell’intera regione distretti di sviluppo delle nostre imprese basati sulla co-presenza di enti pubblici e privati. Sono “comunità di conoscenza e innovazione”, come le chiamerebbe l’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia. Aree in cui le università del territorio esercitano, per aree tematiche ben precise (la Città dell’Automobile e della Manifattura 4.0, la Città dell’Aerospazio, la Città della Salute e dell’Innovazione, la Città della Scienza, il Distretto del Digitale, Il Parco dell’Economia Circolare, ecc.), le proprie funzioni di formazione (da quella accademica, a quella professionalizzante, a quella continua), ricerca applicata, supporto alla innovazione, condivisione della conoscenza al servizio delle imprese e della società. Questi processi vengono fatti insieme alle imprese insediate in quelle aree per realizzare compiutamente quel passaggio da “Università fabbrica” a “Università Piattaforma”, per riqualificare le imprese esistenti e attrarne di nuove, per preservare posti di lavoro e crearne di nuovi, per dare nuova vita a aree del nostro tessuto metropolitano e regionale un tempo pervase da un fervore industriale e oggi almeno parzialmente abbandonate”.
È questo il messaggio chiave lanciato dal rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, in occasione dell’inaugurazione dell’anno Accademico 2019/2020.
Un processo che deve essere condiviso: “Dobbiamo cambiare insieme per dare vita a una nuova, concreta speranza – ha continuato il rettore - Molte istituzioni hanno capito che devono cambiare e hanno nei fatti intrapreso un percorso di cambiamento, ma per non vanificare gli esiti di questo processo è vitale cambiare insieme verso obiettivi comuni, attraverso progetti concreti”.
A fronte di questa progettualità, dei finanziamenti già messi a disposizione dagli enti territoriali (la Regione Piemonte, le Università, la Camera di Commercio di Torino, le fondazioni di origine bancaria) e dei concreti passi avanti già fatti in questa direzione, il Governo ha recentemente annunciato un finanziamento complessivo di 150 milioni di euro.
Il Rettore ha concluso l’intervento proprio chiedendo al ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, presente alla cerimonia nel suo primo impegno ufficiale nel nuovo incarico,di “vegliare su questo processo e sostenerlo con forza, come esempio di attuazione di quel ruolo di impulso sociale che le università possono e, a nostro avviso, debbono dare. Ci aiuti a sostenere la profonda alleanza che abbiamo intrapreso con gli altri attori sociali perché qui a Torino si possa dare vita a una nuova, concreta speranza”.

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