Compagnia di San Paolo lancia a Torino progetto per formare rifugiati "coder"

Francesco Profumo, presidente
Compagnia di San Paolo
Prende il via, a Torino, il progetto Powercoders Italia, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, di Reale Foundation, della Fondazione Accenture e di Specchio dei Tempi.
La Compagnia di San Paolo – ha dichiarato il suo presidente, Francesco Profumo - sostiene con convinzione il progetto Powercoders Italia, con l’obiettivo di affrontare, in modo nuovo e contestuale, due questioni rilevanti per l’economia e la società europea: l’inserimento lavorativo dei migranti nel tessuto sociale e la mancanza di professionisti esperti in coding. Il progetto, già attivo in Svizzera, dove ha formato sino a oggi 101 rifugiati e ha un tasso di successo di oltre il 60% per l’inserimento lavorativo, approda ora in Italia, a Torino, grazie al lavoro congiunto di partnership tra enti pubblici e privati attivi nella nostra città. Il programma, che comprende anche workshop per sviluppare soft skill e abilità sociali e comunicative, è stato progettato per permettere ai rifugiati un pieno inserimento sociale e lavorativo”.
Nata nel 2016, l’Ong svizzera Powercoders offre corsi di programmazione a rifugiati per diventare coder (codificatore), riqualificando così le loro competenze per contribuire a rispondere alla richiesta crescente di risorse da parte delle imprese impegnate nei processi di digitalizzazione. Al termine del corso, gli studenti hanno la possibilità di attivare un tirocinio nelle aziende del settore It ed essere assunte.
Il piano di espansione prevede la presenza in altri Paesi che siano un bacino di rifugiati con competenze informatiche di base e dispongano di un’economia sufficientemente forte sul piano dell’Ict. In Italia, l’ambizione è quella di espandersi in Piemonte e in Lombardia.
Il primo corso a Torino, che durerà 13 settimane per una classe di 20 persone, partirà nel mese corrente. Il programma, composto anche da workshop per sviluppare soft skill e abilità sociali e comunicative, è studiato per permettere ai rifugiati un pieno inserimento sociale e lavorativo.

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