Nella settimana del boom per Exor e Fca anche il record Iren e i rialzi di Astm-Sias

L'ultimo fine settimana borsistico è stato da boom per Fca e per la sua controllante Exor, in conseguenza dell'annuncio e dell'avvio del progetto di fusione di Fiat Chrysler Automobiles con il gruppo Psa (Peugeot, Citroen, Ds, Opel, Vauxhall). Ma lo è stato anche per la coppia quotata dei Gavio (Astm e Sias) e per Diasorin, unica piemontese a terminare tutte le cinque sedute con un rialzo, così che la sua quotazione è tornata sopra i 100 euro, chiudendo a 101,10 euro (+4,17 rispetto a venerdì 25 ottobre).
Nelle due ultime giornate di negoziazioni in Piazza Affari, Astm ha guadagnato l'8,41% e Sias l'8,75%. La prima ha sfiorato nuovamente i 30 euro e l'altra ha superato i 16,5 euro.
“Comunque, a parte il caso Fca-Exor, che, naturalmente, ha monopolizzato l'attenzione, è Iren che merita una segnalazione particolare. Perché la multiutility, al cui controllo partecipa il Comune di Torino con il 13,803% delle azioni e il 18,616% dei diritti di voto, proprio il 31 ottobre ha fatto segnare il suo nuovo record storico, con il prezzo di 2,782 euro, abbattendo il precedente di 2,74 euro, che risaliva al 23 gennaio dell'anno scorso”.
Lo ha rilevato il Corriere Torino di oggi, 3 novembre, nella ormai tradizionale rubrica domenicale dedicata alle quotate piemontesi. L'edizione torinese del Corriere della Sera, ha aggiunto che “la performance di Iren assume una rilevanza ancora maggiore considerando che il titolo è in rialzo da undici mesi e che esattamente un anno fa quotava 1,984 euro. Da allora, quindi, ha guadagnato oltre il 43%. E adesso la Borsa attribuisce a Iren un valore superiore ai 3,5 miliardi”.
Fra l'altro, la multiutily guidata da Massimiliano Bianco e presieduta dal torinese Renato Boero - oltre 7.000 dipendenti, 1,9 milioni di clienti nel settore energetico, 2,8 milioni di abitanti serviti nel ciclo idrico integrato e 2,3 milioni nel ciclo ambientale, primo operatore nazionale per teleriscaldamento - nel suo nuovo piano industriale ha previsto di ottenere, nel 2024, un margine operativo lordo di un miliardo e un utile netto di 300 milioni. Inoltre, ha previsto un dividendo di 9,2 centesimi per azione per l'esercizio 2019, contro gli 8,4 distribuiti pochi mesi fa e una crescita del 10% all'anno fino al 2024, quando sarà di 14,9 centesimi. Cifre che, naturalmente, gli investitori hanno apprezzato, Intanto, nel primo semestre, il mol di Iren è stato di 478 milioni e l'utile netto pari a 151 milioni.
Comunque, venerdì scorso, Iren ha chiuso a 2,744 euro (2,70 euro sette giorni prima), Exor a 69,46 euro (62,14) e Fca a 14,01 (11,848), Astm a 29,92 (27,82) e Sias a 16,54 (15,35).
Ed ecco le altre quotate piemontesi che hanno terminato l'ultima settimana con un prezzo superiore a quello del venerdì precedente: Basicnet 4,94 (4,67), Borgosesia 0,498 (0,49), Buzzi Unicem 21,89 (21,73), Conafi 0,315 (0,313), Cover50 9,35 (9,30), Dea Capital 1,356 (1,334), Intesa Sanpaolo 2,273 (2,2725), Italgas 5,788 (5,73), Italia Independent 1,74 (1,73), Pattern 3,60 (3,55), Prima Industrie 13,24 (12,66), Reply 59,10 (57,55).
In perfetta parità ha concluso la settimana Guala Closures a 6,54 euro; mentre tutte le altre quotate subalpine hanno avuto ribassi rispetto all'ultimo venerdì di ottobre.

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