Molesini: "Fideuram trova opportunità anche in condizioni di mercato complesse"

Paolo Molesino, amministratore delegato e direttore generale
Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking
Alla fine di settembre, le masse amministrate dal gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, la cui capogruppo ha la sede legale a Torino come la controllante, erano pari a 235,9 miliardi, in crescita dell’11% rispetto al 31 dicembre 2018 e del 7% rispetto al 30 settembre 2018. L’aumento delle masse rispetto alla fine del 2018 è attribuibile sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 15,5 miliardi, sia alla raccolta netta di oltre 7,3 miliardi.
L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 159,4 miliardi, in crescita di oltre 12 miliardi (+8%) rispetto alla fine del 2018. Al 30 settembre, le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,1 miliardi (+ 5% rispetto al 31 dicembre).
Al 30 settembre, i private banker delle Reti erano 5.902, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 40 milioni (in crescita rispetto ai 36 milioni di inizio anno).
L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che nei primi nove mesi dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 1,276 milioni (+1% rispetto al saldo registrato nello stesso periodo del 2018). Il margine di interesse, pari a132 milioni, è aumentato del 14% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno, grazie alla crescita dei volumi medi investiti sui portafogli proprietari, abbinata all’attività di rotazione del portafoglio titoli e al ribilanciamento delle scadenze sui depositi di tesoreria.
I costi operativi netti, pari a 448 milioni, sono aumentati di 21 milioni (+5%) rispetto al corrispondente periodo del 2018. L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese per il personale, pari a 263 milioni, hanno registrato un incremento del 4% legato anche al rafforzamento dell’organico in alcuni ambiti aziendali. Le altre spese amministrative, pari a 143 milioni, sono risultate sostanzialmente in linea (+1%) con quelle dell’analogo periodo del 2018.
L’utile netto consolidato dei primi nove mesi si è attestato a 659 milioni, segnando un marginale incremento di 2 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2018.
I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si confermano ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 30 settembre il Common Equity Tier 1 ratio (Cet1) è risultato pari a 19,7%.
Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, ha dichiarato: “I risultati premiano il modello di servizio di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, capace di affrontare ogni condizione di mercato, grazie ai nostri professionisti, che sanno proporre prodotti e servizi diversificati e coerenti con i bisogni della clientela. In questi nove mesi continuiamo a generare valore in modo consistente e sostenibile, grazie al lavoro di tutta la struttura, su cui investiamo in modo mirato, tanto sulla formazione quanto sull’innovazione di prodotto. Sviluppare la preparazione professionale delle nostre reti è fondamentale per attrarre e preparare i migliori private banker, mentre ideare soluzioni di investimento diversificate, come la nostra piattaforma di “alternativi”, ci consente di trovare opportunità di investimento anche in condizioni di mercato più complesse”.

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