Nella settimana della nuova maggioranza 11 quotate piemontesi perdono, 21 salgono

La Battista Pininfarina a Torino in piazza San Carlo
Sensibili come foglie al vento, gli investitori finanziari hanno mandato in rosso lo spread e la Borsa di Milano subito dopo le improvvide dichiarazioni di Luigi Di Maio, che ha ribadito come imprescindibili alcuni punti del programma dei Cinque Stelle, con l'immediata reazione del Pd deciso a non accettare ultimatum. Fino a quel momento, Piazza Affari era ancora in rialzo, sulla scia della formazione della nuova maggioranza giallo-rossa in Parlamento e l'incarico a Giuseppe Conte per la formazione del governo.
Così, alla chiusura delle negoziazioni, ieri, 30 agosto, l'indice Fste Mib è sceso a 21.323 punti, perdendo lo 0,35% rispetto al giorno precedente e lo spread è risalito a 174 punti. Il volume delle azioni scambiate è sceso a 569,525 milioni, per un controvalore totale di 2,103 miliardi di euro. Le azioni con un rialzo sono state 191, quelle con ribassi 187 e 31 hanno fatto segnare lo stesso prezzo precedente.
Nell'ultima seduta della settimana, comunque, quattro quotate piemontesi sono entrate nella graduatoria delle prime dieci assolute per rialzo in Piazza Affari. Si tratta di Pininfarina, quinta con l'incremento del 6,56% (ultimo prezzo 1,30 euro), Borgosesia, settima con + 5,06% (0.498 euro) come M&C (0,0374 euro) e Prima Industrie con + 4,68% (12,96 euro).
Altre due subalpine sono finite, invece, nella lista delle dieci con i maggiori ribassi della giornata: Ki Group (-5,36% a 1,06 euro) e Visibilia Editoria (-5,14% a 0,83 euro). Entrambe sono presiedute dalla cuneese Daniela Garnero Santanchè. In particolare, Visibilia Editore, della quale Santanchè è fondatrice e azionista di controllo, venerdì ha toccato il suo nuovo minimo storico.
Alla fine della settimana, comunque, sono risultate 11 su 32 le quotate piemontesi che hanno presentato un prezzo inferiore a quello del venerdì precedente. Oltre a Visibilia Editore, Astm (28,06 euro a fronte dei 29,38 precedenti), Basicnet (4,40 da 4,44), Borgosesia (0,498 da 0,50), Cofide (0,4505 da 0,4575), Conafi (0,297 da 0,30), Fidia (3,975 da 3,76), Guala Closures (5,90 da 5,98), Juventus (1,475 da 1,582), Sias (15,27 da 15,93), Tinexta (10,84 da 11,60).
Ed ecco i confronti delle altre subalpine: Autogrill (8,755 euro da 8,50 del venerdì prima), Bim (0,146 da 0,145), Buzzi Unicem (19,085 da 18,455), Cdr Advance Capital (0,52 da 0,505), Centrale del Latte d'Italia (2,57 da 2,54), Cover 50 (9,35 da 9,20), Dea Capital (1,29 da 1,27), Diasorin (107,70 da 105,80), Exor (61,50 da58.88), Fca (11,83 da 11,292), Intesa Sanpaolo (1,9932 da 1,9032), Iren (2,47 da 2,408), Italgas (5,90 da 5,716), Italia Independent (1,67 da 1,65), Ki Group (1,06 da 1,00), M&C (0,037 da 0,0356), Pattern (3,482 da 3,44) Pininfarina (1,30 da 1,22), Prima Industrie (12,96 da 11,64), Reply (53,75 da 52,10).

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