La mappa del welfare, in continua crescita

Avanti tutta. Senza fermate. Aumenta progressivamente, in Piemonte più che altrove, il numero delle imprese attive nel settore del welfare, quelle che, rispettivamente, si occupano, di istruzione, assistenza sanitaria, assistenza sociale residenziale o non residenziale, attività di organizzazioni associative.
In Piemonte, le imprese del welfare sono diventate 4.775, il 20,2% in più rispetto a cinque anni fa e il 44,7% in più rispetto a dieci anni fa (in tutta l'Italia, dove adesso sono 69.863, la crescita è stata del 19,3% rispetto al 2014 e del 43,3% rispetto al 2009). Nell'intero Paese, occupano 831.687 addetti, dei quali 70.042 in Piemonte e, in particolare, 35.480 nella provincia di Torino, dove sono aumentati del 3,1% in cinque anni e del 24,5% in dieci anni.
La provincia di Torino è quarta, a livello nazionale, per numero di imprese attive nel settore del welfare, contandone 2.832, il 20,3% più che nel 2014 e il 51,8% più che nel 2009. Torino è preceduta soltanto dalle province di Roma (6.229 con circa 87.000 addetti), Milano (4.942 con 74.000 occupati) e Napoli (3.898).
Nelle prime trenta si trova anche la provincia di Cuneo, con 671 imprese (+23,6% rispetto al 2014 e +43,7% rispetto al 2009) e 7.407 addetti. Ed ecco, per le altre province piemontesi, il numero di imprese del welfare in attività e, tra parentesi, la variazione rispetto al 2009: Alessandria 325 (+40,8%), Asti 206 (+63.5%), Biella 160 (+23,1%), Novara 320 (+23,1%), Verbania 102 (+18,6%) e Vercelli 132 (+13,8%). Nel Novarese, gli addetti sono aumentati del 90% negli ultimi dieci anni.
Secondo un’elaborazione del servizio studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati Istat, l'Italia dispone di oltre 340.000 istituzioni non profit, di cui quasi 55.000 si trovano in Lombardia (16% del settore), la regione con la presenza più consistente. Gli addetti retribuiti nel 2016 erano 181.143. Il non profit, tuttavia, si basa prevalentemente sui lavoratori volontari, un esercito che raccoglie oltre 5,5 milioni di persone in Italia, di cui un milione solo in Lombardia.
In questo mondo variegato, la forma giuridica nettamente più diffusa è quella dell’associazione, che costituisce l’83,7% del totale, cui seguono a lunga distanza le cooperative sociali e le fondazioni (entrambe al 3,9%). Il maggior numero di istituzioni opera nel settore cultura, sport e ricreazione, che, da solo, pesa per più della metà del totale (64,3%), ma occupa il 6,3% di addetti. In generale, si tratta di istituzioni che hanno un orientamento prevalentemente solidaristico (sono dunque votate al benessere della collettività), piuttosto che mutualistico, cioè rivolte ai soli associati.

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