Denegri scala la classifica dei Paperoni precede persino la famiglia Berlusconi Agnelli-Elkann-Nasi in terza posizione

Gustavo Denegri (Diasorin)
ottavo nella graduatoria
per valore delle quote in Borsa
Il torinese Gustavo Denegri, presidente e azionista di controllo di Diasorin, una brillante blue chip di Piazza Affari, è risultato più ricco della famiglia Berlusconi, almeno per i valori delle rispettive partecipazioni in società quotate alla Borsa di Milano, al 9 di agosto. La sorpresa si trova nella graduatoria fatta e pubblicata da Milano Finanza.
Nella classifica dei “Paperoni di Piazza Affari”, Milano Finanza ha collocato Gustavo Denegri all'ottavo posto attribuendogli 3,422 miliardi (+58,25% rispetto a un anno fa), per le sue quote nella multinazionale biomedicale di Saluggia; mentre ne ha attribuiti 3,145 (+1,06%) alla famiglia di Silvio Berlusconi, in nona posizione, per il valore borsistico delle quote di Mediaset, Mondadori, Mediobanca, Banca Mediolanum, Molmed e Antares Vision.
Il sorpasso di Denegri su Berlusconi è una delle novità che emergono dal servizio di Milano Finanza, che pone altri quattro piemontesi tra i primi venti Paperoni di Piazza Affari: la famiglia Agnelli-Elkann-Nasi al terzo posto con 7,542 miliardi (+7,22% rispetto al 9 agosto 2018); Beniamino e Marcello Gavio al quattordicesimo con 2,182 miliardi (+35,79%); la famiglia Boroli-Drago al sedicesimo con 2,023 miliardi (-29,22%) e i fratelli Buzzi  di Casale Monferrato al diciannovesimo con 1,727 miliardi (+4,14%).
Sul podio del patrimonio borsistico, con la nota famiglia torinese si trovano Leonardo Del Vecchio, in testa con 20,944 miliardi (-0,11%) per le sue partecipazioni in Essilux, Generali e Covivio. Sul secondo gradino: i fratelli Benetton con 8,036 miliardi (-3,75%), dovuti ad Atlantia, Autogrill, Generali e Mediobanca.
Il trentunesimo posto della classifica è stato assegnato al torinese Mario Rizzante, presidente, fondatore e azionista di controllo di Reply, con il valore di 895,6 milioni (-4,89%); il trentaseiesimo a Umberto Rosa, amministratore delegato e secondo maggiore socio di Diasorin, con 643,5 milioni (+53,63%) e il quarantaquattresimo a Urbano Cairo, numero uno e azionista di maggioranza della Cairo Communication e di Rcs MediaGroup. Le sue quote al 9 agosto avevano il valore borsistico di 461,4 milioni (-16,14%), comunque superiore ai 231,1 milioni della famiglia De Benedetti, cinquantacinquesima.
Nei primi cento figurano anche Marco e Francesco Boglione (Basicnet), all'ottantasettesimo posto con 108,2 milioni (+8,76%) e Marco Giovannini, numero uno della Guala Closures di Spinetta Marengo, con 93,5 milioni, che valgono la novantasettesima posizione.
Nella classifica dell'anno scorso, la famiglia Agnelli-Elkann-Nasi, la quale controlla Exor, Fca, Ferrari, Cnh Industrial, Juventus e ha una partecipazione in Gedi Gruppo Editoriale, era quinta con 7,034 miliardi di euro (valore delle sue azioni quotate alla Norsa di Milano al 10 agosto), mentre la famiglia novarese Boroli-Drago era dodicesima con 2,858 miliardi (Dea Capital e Generali) e Gustavo Denegri sedicesimo con 2,163 miliardi. Inoltre, la famiglia Buzzi di Casale (Buzzi Unicem) era venticinquesima con 1,658 miliardi e la famiglia Gavio di Tortona (Astm e Sias), ventottesima con 1,607 miliardi.
Le altre posizioni dell'anno scorso: 38° Mario Rizzante con 942 milioni, 47° Urbano Cairo con 550 milioni, 52° Carlo Rosa con 419 milioni (n.52), sessantacinquesimi i fratelli De Benedetti, figli di Carlo (Cofide, Cir, Sogefi, Gedi Gruppo Editoriale) con 270 milioni e novantanovesima la famiglia Boglione con 99,5 milioni (n.99).
A sua volta, l'Ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato, fra l'altro, le somme dei dividendi incassati, nel quinquennio 2014-2018 dagli azionisti di controllo di Exor (222 milioni), Diasorin (139 milioni), Buzzi Unicem (59 milioni), Aurelia-Gavio (20 milioni), Cofide-Fratelli De Benedetti (20 milioni).

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