Banca Crs di Savigliano migliora i conti

Emanuele Regis, direttore generale Banca Crs 
Più mutui e più raccolta, meno sofferenze e un utile netto di 1,102 milioni di euro. Sono questi alcuni dei risultati principali conseguiti dalla Banca Crs – Cassa di risparmio di Savigliano, nel primo semestre di quest'anno. Come emerge dalla relativa relazione, lo storico istituto cuneese presieduto da Francesco Osella e con Emanuele Regis direttore generale al 30 giugno scorso presentava una raccolta da clientela di 1,734 miliardi (+3,94% rispetto al 31 dicembre 2018), costituita per 1,047 miliardi da raccolta diretta.
Alla stessa data, i crediti netti alla clientela ammontavano a 821,3 milioni (-0,93%), rappresentati da mutui per 586 milioni (+2,65%). I crediti deteriorati netti – 49,8 milioni - sono risultati pari al 6,1% (6,7% a fine 2018) e le sofferenze nette a 17,4 milioni, pari al 2,1% (2,9% al 31 dicembre scorso). I costi operativi del periodo sono stati di 11,6 milioni. Il patrimonio netto è salito a 77,643 milioni dai 77,212 di fine dicembre 2018, quando il suo Cet1 era dell'11,046%:
Un paio di centinaia di dipendenti, oltre 20 filiali dislocate nelle province di Cuneo e Torino, la Banca Crs è controllata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano con il 68,994% del capitale mentre il restante 31,006% fa capo alla Bper, Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, che controlla la Cassa di Risparmio di Saluzzo (27 filiali) e quella di Bra (28), entrambe destinate a essere incorporate in Bper, come previsto nel piano industriale 2019-2021 della Bper, che incorporerà anche Unipol Banca, appena acquisita (Unipol Gruppo, però, è diventato il primo azionista di Bper Banca con il 15,06% del capitale, mentre secondo socio è la Fondazione di Sardegna con il 3,02% e terzo la Fondazione Cassa di risparmio di Modena con il 3%).

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