Ristorazione, boom a Alessandria e Torino in Piemonte settore con 11.000 imprese

La ristorazione. Ecco un'attività in crescita anche in Piemonte. Vuoi perché si pranza e si cena “fuori” molto più che in passato (pure per necessità, dato il crescente numero di persone che, lavorando, non possono tornare a casa), vuoi perché la buona cucina è diventata un must, un piacere sempre più diffuso); sta di fatto che le imprese della ristorazione in regione sono aumentate del 18,4% negli ultimi otto anni, superando quota 10.000 (per la precisione, al 30 marzo scorso sono risultate 10.622, quindi 1.651 più che alla stessa data del 2011).
In Piemonte, il numero delle imprese della ristorazione è aumentato in tutte le province, sia pure in percentuali diverse, che vanno dal massimo del 23,3% di Alessandria al minimo del 4,4% di Novara. Al 31 marzo, l'Alessandrino conta 1.006 aziende attive nel settore (+190 rispetto a otto anni prima), Torino e provincia 5.502 (+1.027, corrispondente all'incremento del 22,9%), il Verbano-Cusio-Ossola 537 (+85 e +18,8%), il Vercellese 394 (+61 e +18,3%), il Cuneese 1.544 (+203 e +15,1%), l'Astigiano 522 (+34 e + 7%), il Biellese 386 (+20 e +5,5%) e il Novarese 731 (+31).
Asti, Biella e Novara figurano fra le ultime nove province italiane per tasso d'aumento. Con loro, a formare la coda sono le province di Sondrio, Ravenna, Bolzano, Vibo Valentia, Enna ed Aosta. Quest'ultima, in particolare, ha registrato una perdita del 5,8% delle imprese della ristorazione negli ultimi otto anni, risultate infatti 539 a fine marzo, mentre erano 33 in più alla stessa data del 2011.
Come rilevato da Infocamere e Unioncamere, il 28,2% delle imprese piemontesi della ristorazione sono femminili, l'11,7% giovanili e il 13,7% di stranieri. Queste ultime, dal 2011 sono aumentate del 104,5%, a fronte dell'incremento del 15,5% delle giovanili e dell'11,1% delle femminili.
In tutta l'Italia, dove si contano 142.958 imprese del settore (+27,4% rispetto a fine marzo 2011), i tassi medi di crescita sono stati dell'8,1% per le femminili, del 18,6% per le giovanili e dell'89,5% per quelle degli stranieri.

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