Fondazioni bancarie: erogato un miliardo nonostante il crollo di ricavi e redditività


FRancesco Profumo, neo presidente Acri
Il Consiglio di Acri, presieduto da Francesco Profumo, ha approvato il ventiquattresimo Rapporto Annuale, che presenta i dati aggregati delle Fondazioni di origine bancaria riferiti ai dati di bilancio 2018.
"L'anno scorso, l’erraticità dei mercati ha determinato una drastica diminuzione dei proventi delle Fondazioni – ha affermato Francesco Profumo, neo presidente di Acri – Ciò nonostante, grazie a un’accorta politica di accantonamenti realizzata negli anni precedenti, le Fondazioni hanno mantenuto stabile il livello di erogazioni ai territori, che anzi è cresciuto fino a oltre un miliardo di euro. La maggior parte delle risorse sono andate a welfare e cultura. Le imposte hanno continuato ad assorbire più di un terzo dell’avanzo di esercizio lordo”.
Dal nuovo Rapporto emerge che, a fine 2018, il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria era pari a 39,6 miliardi di euro e rappresentava l’87% del passivo di bilancio. Per effetto dell’andamento negativo delle quotazioni di Borsa, la composizione dell’attivo, che alla medesima data ammontava a 45,7 miliardi di euro, è leggermente diminuita rispetto al 2017 (pari a 46,1 miliardi), essendo costituita per il 94,1% da attività finanziare e solo per il 4,9% da beni mobili e immobili.
Sotto il profilo economico, lo scorso anno ha registrato una diminuzione dei proventi, che hanno raggiunto l’importo di 1,1 miliardi, con un calo del 48% rispetto all’importo di 2,1 miliardi rilevato l’esercizio precedente, conseguente all’andamento non favorevole dei mercati. L’erraticità dei mercati, infatti, si è riflessa sia sui risultati delle gestioni patrimoniali, calate di 201 milioni di euro, rispetto al 2017, sia sui margini derivanti dalla gestione diretta degli strumenti finanziari, che nell’anno hanno fatto registrare una riduzione di 477,1 milioni , dovuta alle svalutazioni degli strumenti non immobilizzati, per i quali le Fondazioni non hanno ritenuto di avvalersi della legge n. 119 del 2018 che consentiva di “sterilizzare” l’impatto sui bilanci dei cali di Borsa.
Complessivamente, nel 2018 le Fondazioni hanno fatto registrare una redditività lorda del patrimonio del 2,7%, in sensibile riduzione rispetto al 5,3% dell’anno precedente. La ridotta redditività ha avuto un effetto negativo sull’avanzo di esercizio (utile netto), che è stato pari a 574,7 milioni di euro, sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente pari a 1,477 miliardi (-61,1%), con una conseguente riduzione della sua incidenza sul totale dei proventi risultata essere pari al 53,1%, rispetto al 70,7% del 2017.
Nonostante il calo dell’avanzo di gestione, per effetto esclusivamente delle svalutazioni connesse al negativo andamento dei mercati, il carico fiscale è rimasto elevato anche lo scorso anno. Benché non abbia raggiunto il picco di 487 milioni di euro del 2017, le imposte e tasse corrisposte nel 2018 sono state pari a 240,8 milioni, che, sommate alle imposte che le Fondazioni scontano alla fonte, raggiungono un effettivo onere tributario pari a 323 milioni di euro. Le imposte e tasse “consumano” così più di un terzo (36%) dell’avanzo di esercizio lordo e seguitano a costituire il “primo settore” di intervento delle Fondazioni, assorbendo un ammontare di risorse ben maggiore di quelle, pari a 255,9 milioni di euro, destinate all’Arte, Attività e Beni culturali.
In relazione alla destinazione dell’Avanzo di esercizio, dai bilanci delle Fondazioni che hanno rilevato un Avanzo positivo, emerge che le stesse hanno accantonato 214,7 milioni alle riserve patrimoniali (inclusa la copertura di disavanzi pregressi), in diminuzione rispetto ai 474 milioni del 2017 e hanno destinato 596,7 milioni ai fondi per l’attività erogativa, con un decremento nell’anno del 45% rispetto al 2017.
L’attività erogativa (le delibere assunte) nel 2018 è stata pari a 1.024,6 milioni di euro, in aumento del 4,1% rispetto ai 984,6 milioni del 2017, cui corrisponde un tasso di erogazione del 2,6% sul patrimonio medio dell’insieme delle Fondazioni. Analoga tendenza si è avuta anche nel numero delle iniziative finanziate, risultate pari a 20.153, cresciute dell’1,1%.
Per quanto riguarda la distribuzione delle erogazioni per settore di intervento, nel 2018 è sempre il settore Arte, Attività e Beni culturali che assorbe la maggior parte delle risorse, con 255,9 milioni di euro (pari al 25% delle somme erogate) e 7.378 interventi (corrispondenti al 36,6% del numero totale). Seguono il settore Ricerca e Sviluppo, che fa registrare erogazioni per 140,5 milioni di euro e 1.214 interventi (il 13,7% degli importi e il 6% del numero delle iniziative) e il settore Volontariato, Filantropia e Beneficenza, cui sono state destinate risorse pari a 129,8 milioni di euro, finanziando 2.201 iniziative (pari, rispettivamente, al 12,7% degli importi e al 10,9% del numero di interventi).
Completano i settori a maggiore vocazione di intervento l’Educazione, Istruzione e Formazione, al quinto posto della graduatoria, con 100,4 milioni di euro erogati (9,8%) e 3.427 interventi (17%), lo Sviluppo locale, in crescita rispetto all’anno precedente, con 83 milioni di euro e 1.696 interventi (l’8,1% degli importi e l’8,4% dei progetti) e, infine, il settore Salute pubblica che, ricevendo 46 milioni di euro (4,5%) per 818 interventi (4,1%), fa rilevare una lieve riduzione (-0,8%) rispetto al 2017. Gli altri settori raccolgono nel loro insieme appena il 3,3% delle erogazioni.
Il welfare – che raccoglie i settori Assistenza sociale, Salute pubblica e Volontariato – ha ricevuto in totale 291,3 milioni di euro; risorse queste a cui vanno sommati 119,7 milioni di euro specificatamente indirizzati nel 2018 da 72 Fondazioni associate ad Acri al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. La quota complessiva per il welfare tocca così i 411 milioni: oltre il 40% del totale erogazioni.

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