Contratto di rete, accelerata del Piemonte diventate più di 1.400 le imprese aderenti

Forte accelerata del Piemonte sulla strada del contratto di rete, nuovo strumento giuridico-economico destinato a favorire la collaborazione tra le imprese, con l'obiettivo reciproco di aumentarne l'efficienza, l'innovazione, l'accesso agevolato al credito, la riduzione dei costi e, fra l'altro, la visibilità sui mercati internazionali.
La notizia è stata pubblicata da L'Economia del Nord Ovest, supplemento che il Corriere Torino edita ogni lunedì (ora va in pausa estiva e riprenderà ai primi di settembre).
All'inizio di questo mese le imprese coinvolte in contratti di rete in Piemonte sono risultate 1.406, oltre 100 in più rispetto al 31 dicembre. L'incremento dell'8,4% è superiore a quello medio dell'intera Italia che è stato del 6%.
Una volta tanto, i piemontesi stanno correndo più velocemente degli altri. E la rincorsa appare ancora più vistosa considerando che alla fine del 2017 le aziende in rete erano solo 1.007, a fronte delle 23.352 di tutto il Paese (ora sono 33.275).
In regione, le due province che stanno evidenziando i maggiori tassi di recupero sono quelle di Torino (+14,3%) e di Alessandria (+14,1%). In quest'ultima, le imprese coinvolte in contratti di rete sono diventate 113 (erano 99 alla fine del dicembre scorso) e in provincia di Torino 609 (erano 533).
I progressi sono stati censiti da Infocamere e Unioncamere, che hanno attribuito gli incrementi dell'8,9% al Biellese (49 le aziende ora in rete), 8,8% al Vercellese (37), 8,1% al Cuneese (415), 3,4% al Novarese (92).
Invece, le imprese con contratto di rete in essere sono diminuite nel Verbano-Cusio-Ossola, dove sono scese a 20 (-48,7%) e nell'Astigiano, che ne conta 71 (-4,1%).
In Piemonte, il settore con il maggior numero di imprese con contratto di rete è l'agricoltura (292), seguito da manifatturiero (187), costruzioni (182), commercio (163), attività professionali, scientifiche e tecniche (98).

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