Lavoro, in Piemonte avvio d'anno positivo crollo dei fallimenti e calo della "Cig"

Due buone notizie, finalmente, dal mondo piemontese del lavoro: il crollo dei fallimenti nel primo trimestre e la frenata delle richieste di cassa integrazione negli ultimi due mesi, tale da ridurre all'1,3% la crescita delle ore concesse rispetto al 30 aprile 2018.
Fallimenti. Dall'inizio di gennaio alla fine di marzo, in Piemonte sono state 135 le imprese che hanno portato i libri in Tribunale, il 30,8% in meno rispetto alle 195 dello stesso periodo del 2018. Il dato diventa ancora più positivo considerando che la riduzione media italiana dei fallimenti registrati dall'inizio di gennaio alla fine di marzo è stata del 3,5% (da 2.972 a 2.867). Ben sette regioni hanno avuto un numero superiore di chiusure aziendali forzate. Così, la quota piemontese è scesa al 4,7% dei fallimenti dichiarati nel nostro Paese, mentre era ancora del 6,4% a fine dicembre.
Dal primo giorno del 2010 al 31 marzo scorso, il Piemonte ha contato 9.356 fallimenti, con una media di circa 28 ogni dieci giorni, che, però, è calata a 15 nel primo trimestre 2019, quando, a livello nazionale, la riduzione percentuale più forte si è avuta nell'edilizia (-12,5), mentre l'industria ha denunciato un aumento del 5,9%.
Cassa integrazione. In Piemonte, nel primo quadrimestre dell’anno, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della Uil nazionale, sono state richieste 10.877.389 ore di cassa integrazione, in crescita dell’1,3% rispetto all’analogo periodo del 2018 (-3,2% ordinaria, +5,5% straordinaria, -99% deroga).
Nei primi quattro mesi dell’anno, la media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 15.996, in aumento di 206 unità rispetto al periodo gennaio-aprile 2018. La variazione delle ore di cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra il primo quadrimestre del 2019 e del 2018, è stata la seguente: Industria +12,3%, Edilizia -40,6%, Commercio -67%, per un totale di +1,3%. Torino, con 8.249.772 ore, è risultata la terza provincia più cassaintegrata d’Italia, dopo Roma e Napoli.
Gianni Cortese, Segretario generale della Uil Piemonte ha commentato: Il rapporto sul primo quadrimestre di cassa integrazione in Piemonte evidenzia un andamento sostanzialmente sovrapponibile al periodo gennaio-aprile 2018. Grazie all’utilizzo dello strumento di integrazione salariale è stato possibile conservare, nella regione, mediamente 16.000 posti di lavoro al mese. È evidente che in diversi settori del sistema produttivo”.
Cortese ha aggiunto: “Per favorire la ripresa occupazionale e l’incontro domanda-offerta sarebbe necessario, tra l’altro, investire in efficaci politiche attive, mirate alla formazione delle figure carenti nel mercato del lavoro, per favorire i giovani inoccupati alla ricerca del primo impiego e gli espulsi dal ciclo produttivo alle prese con una ricollocazione. In questo senso, sarà importante il confronto con la nuova Giunta Regionale, che andrà sollecitata anche per un utilizzo intensivo dei fondi europei a disposizione”.

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