Quasi 30.000 protesti, per 30,6 milioni nel Nord Ovest calati più della media

Per una volta, le tre regioni del Nord Ovest presentano dati migliori della media nazionale. E sono quelli che riguardano i protesti: diminuiti, l'anno scorso, del 17,1% in Liguria, del 15,7% in Piemonte e del 13% in Valle d'Aosta, mentre a livello nazionale il calo è stato dell'11%. In particolare, il calo della Liguria è risultato il secondo maggiore regionale (il primato è stato del Trentino-Alto Adige con il suo -21,5%).
Non solo, la Valle d'Aosta può vantare il record italiano per quanto riguarda la diminuzione del valore degli effetti protestati (-47,3%, a fronte della media nazionale del 18,4%) e delle cambiali nello specifico (-50,5%, contro il 23,8% medio di tutte le regioni).
Comunque, in termini assoluti, come riferito da Unioncamere e Infocamere, nel 2017 i protesti sono stati 22.116 in Piemonte, per un valore complessivo di 23,273 milioni di euro; 7.002 in Liguria (per 6,850 milioni) e 380 in Valle d'Aosta (per 463.186 euro). In particolare, le cambiali protestate sono state in Piemonte 20.001 (per un totale di 15,621 milioni), in Liguria 6.171 (per 6,850 milioni) e 334 in Valle d'Aosta (per 388.193 euro).
In tutta l'Italia, l'anno scorso, sono stati protestati 513.084 effetti, tra assegni e cambiali, per un valore pari a circa 829 milioni di euro. Quasi mezzo miliardo di euro in meno (-37%) rispetto a due anni fa, quando il valore dei protesti aveva superato la quota di 1,3 miliardi di euro.
Il record del numero degli scoperti è stato fatto registrare dal Lazio (88.690), seguito da Lombardia (77.627) e Campania (76.062). Le cambiali restano i titoli di credito più protestati: 413.971, pari all’81%. Ma i mancati pagamenti dei “pagherò” sono sempre meno frequenti: tra il 2015 e il 2017 si sono ridotti del 31% nel numero e del 40% in termini di valore.
In frenata, nello stesso periodo, si confermano anche gli assegni a vuoto: -27% in quantità e 32% in valore. L’analisi territoriale mostra come la frenata più vistosa del numero degli effetti protestati si sia registrata nelle Marche (-30,4%), seguita da Trentino- Alto Adige (-21,5%) e Veneto (- 19%). In termini monetari, però, la riduzione più evidente è appunto quella evidenziata dalla Valle d’Aosta.
Venendo alle singole province, la graduatoria nazionale 2017 vede in testa Roma con 67.648 protesti, seguita da Milano con 43.669 e Napoli con 36.643. Mentre la provincia più virtuosa si è rivelata Fermo con 334 effetti protestati, precedendo Aosta (380) e Belluno (405).
Ed ecco i totali dei protesti 2017 relativi alle altre province del Nord Ovest: Torino 12.184 (10.523 le cambiali), Genova 3.743 (3.323), Alessandria 2.659 (2.441), Novara 2.015 (1.917), Cuneo 1.752 (1.521), Savona 1.674 (1.419), Biella 1.035 (988), Imperia 1.008 (877), Asti 876 (776), Vercelli 843 (774), Verbania 752 (552), La Spezia 577 (552).
Insieme, le tre regioni del Nord Ovest, nel 2017, hanno registrato 29.498 protesti, per un valore complessivo di 39,586 milioni di euro.

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