La provincia di Torino è quarta in Italia per numero di assunzioni in ottobre

Secondo il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, in ottobre, le imprese della provincia di Torino hanno programmato 15.233 assunzioni, numero inferiore soltanto a quello di Milano (38.668) nell'area formata da Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia e il quarto maggiore a livello nazionale, dove ne contano di più anche Roma (31.048) e Napoli (16.358).
Nel mese che sta per finire – ha comunicato Unioncamere - “aumentano le imprese che programmano assunzioni e aumentano i contratti offerti; ma aumenta anche la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, che tocca il suo massimo dallo scorso anno”. Infatti, in Italia, su circa 370.000 contratti di lavoro da stipulare entro fine mese (31.000 in più rispetto a un anno fa), il 29% presenterà difficoltà di reperimento (era il 25% a ottobre 2017). Con notevoli differenze territoriali: si passa da un massimo del 42% di difficoltà nelle province di Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna a valori decisamente più contenuti (intorno al 15%) a Brindisi, Benevento, Taranto e Ragusa.
Tra i profili professionali più difficili da reperire, nel Paese, spiccano i tecnici in campo ingegneristico (61,2%), quali i tecnici addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico e i tecnici per la gestione, manutenzione eduso di robot industriali; gli operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%), tra cui fonditori, saldatori, fabbri; gli addetti a macchinari dell’industria tessile (50,3%); gli ingegneri (49,8%); gli operai di macchine automatiche (49,7%); gli elettromeccanici (47%), come installatori, montatori, manutentori di macchinari per impianti industriali, di apparecchiature elettriche, elettroniche, informatiche.
La domanda di lavoro espressa dalle imprese in questo mese, in Italia, si caratterizza anche per una ricerca più accentuata di personale ad alta qualificazione: rispetto a ottobre 2017, aumenta di 1,3 punti percentuali la quota di contratti che verranno offerti ai dirigenti e alle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e di 0,7 punti percentuali quella destinata alle professioni tecniche. La maggior domanda fa innalzare anche la difficoltà di reperimento che, per le professioni tecniche, raggiunge addirittura il 35,7% delle entrate programmate.
Made in Italy e meccatronica i settori che denunciano le maggiori difficoltà di incontro domanda-offerta di lavoro, a partire dalle industrie metallurgiche e dei prodotti di metallo (48%), industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (45%), industrie meccaniche ed elettroniche (43%), industrie del legno e del mobile (40%).
Fra i motivi alla base del mismatch l’esiguo numero di candidati ma, al tempo stesso, una preparazione non in linea con le richieste da parte delle imprese riguardo il possesso di specifiche competenze e qualificazioni, a partire dalla capacità di stare al passo con l’innovazione.
A tenere maggiormente il passo sono soprattutto i comparti dei servizi alle imprese (più di un'mpresa su cinque ha in programma di attivare nuovi contratti), dei servizi alle persone (il 16,9% delle imprese prevede nuove entrate) e del turismo (16,7%).
Su base territoriale Milano, appunto Torino, Brescia, Bergamo e Varese sono le province del Nord Ovest in cui è previsto il maggior numero di contratti; in queste province, particolari difficoltà di reperimento vengono evidenziate nel Bresciano (con una quota del 35,4%).

Nessun commento: